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Scheggie di formaggio color paglia da staccare con grazia, salumi dall’aspetto appetitoso ricavati da maiali nutriti a orzo trattati per diciotto mesi con sale, aria fresca e molto amore. Il gnocco fritto degli «Amici di Ermes», storica trattoria modenese, tortellini in brodo di cappone preparati dall’Associazione La San Nicola di Castelfranco Emilia col Lambrusco dei quattro consorzi dop.

Il meglio della gastronomia “povera” emiliana in una cena sotto le stelle, nel cortile interno al neo restaurato Museo Ferrari. Occasione unica per gustare la cucina emiliani di chef stellati (primo tra tutti Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena), e per aiutare le popolazioni terremotate.

Succede il 26 giugno con inizio alle 20.30 nel cortile del Museo Enzo Ferrari di Maranello, dove sarà allestito un enorme buffet con tavolata per almeno 500 persone.

Oltre a questo, un menù composto da piatti tradizionali rivisitati da otto chef del territorio, in particolare un “risotto solidale” preparato con il Parmigiano Reggiano dei caseifici danneggiati dal sisma.

Per assicurarsi la partecipazione a buffet e cena il prezzo è di 50 euro per gli adulti e 10 per i bambini. Il ricavato sarà devoluto a “Ti voglio bene, Bassa”, iniziativa che raccoglie fondi in favore della popolazione emiliana colpita dal recente terremoto. I biglietti si comprano al Museo Enzo Ferrari, per informazioni: Tel. 0594397995.

[Vanity Fair]

commenti (10)

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    1. Avatar Paolo ha detto:

      Mi permetto, sottovoce, di dirti una cosa sola: sbagli.
      Per mille e una ragioni, che sarebbe un pippone elencare. Troppo lungo.
      E’ venerdi’, e’ caldo, io ti lascio alla grammatica italiana, e questa sera vado alla locale polisportiva, a straffogarmi con IL gnocco fritto. E i suoi salumi&trigliceridi! 🙂

    2. Avatar jijjo ha detto:

      Ehm, il Museo Enzo Ferrari è a Modena. A Maranello il Museo Ferrari. Due cose diverse (a qui ce ne sarebbe da dire).

  1. Forse sto per dire una cazzata.
    E non è riferita a Paolo.
    E’ una considerazione che faccio anche in altre occasioni simili.
    Bisogna trascinare la gente a fare beneficienza con un evento ,piacevole.
    Non dico che l’evento piacevole è disdicevole ,nè che bisognerebbe mettersi a fare qualcosa di spiacevole.
    La beneficenza si fa spontaneamente ed in silenzio.
    Detto questo va bene ,farle.

    1. Straquoto. Tra l’altro visto il menù e “l’orchestra” chi è il beneficiario della beneficienza ?
      Chi paga “solo” 50 euro ?
      Spero che i 50 siano la base per sostanziose offerte al rilancio … altrimenti …

    2. Altrimenti potremmo pensare che c’è qualcuno che va per conoscere a poco prezo gli stellati.
      E gli stellati che si vanno a rifare l’immagine.
      Ma non lo penso e non lo voglio pensare.
      E che a frequentare Dissapore si diventa cinici :))

  2. Avatar mafi ha detto:

    Come se Bottura avesse bisogno di farsi pubblicità…Comunque c’è scritto nel post chi è il beneficiario: ‘Il ricavato sarà devoluto a “Ti voglio bene, Bassa”, iniziativa che raccoglie fondi in favore della popolazione emiliana colpita dal recente terremoto’.
    In casi come questo la mia personale opinione è sempre la stessa: gli stellati si rifaranno l’immagine, la gente andrà solo per gli stellati a poco prezzo ma alla fine della fiera i soldini, che non hanno occhi né orecchie, vanno ai terremotati. Quindi chissenefrega di tutto il resto (che poi è un processo alle intenzioni).

  3. Avatar Mauro ha detto:

    curioso di questi tempi, nel modenese sapere quanta gente spenderà 50€ per mangiare torta fritta e salumi, anche facendo beneficenza

    1. Avatar mafi ha detto:

      A me fa solo che piacere, davvero. Per chi spende e per chi ne beneficia.