carlo cracco, trussardi alla scala, consulenza

A Milano il sole bacia gli chef (detto popolare fresco di conio). Non tutti, precisamente ogni chef il cui cognome inizia per “Crac” e finisce per “Co”.

Proprio al più celebre degli masterchef nazionali, Carlo Cracco, il ristorante Trussardi alla Scala, in cerca di personale dopo l’addio ad Andrea Berton che aprirà un suo ristorante in via Solferino 48, ha offerto la guida del locale sotto la dorata forma della consulenza.

Che tanto per capirci, significa uno chef della brigata di Cracco in pianta stabile nelle (vicine) cucine del Trussardi alla Scala, non l’ottimo Matteo Baronetto che lo chef vicentino si tiene stretto in via Hugo, e la supervisione del ristorante.

Che se così fosse, per ragioni di costi, abdicherebbe al vezzo dello chef-star malgrado le guide gastronomiche, per le quali è ancora il primo ristorante della città.

[Dissapore, foto: Grazia]

commenti (7)

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  1. Avatar Viola ha detto:

    ma che senso ha fare la consulenza ad un ristorante, che sia trussardi o prada, a due passi dal proprio, in cui, dal punto di vista imprenditoriale, rischi “del tuo”? o propone una formula diversa di ristorazione, non in concorrenza, altrimenti é una cosa demenziale dal punto di vista del business

    capirei in due zone diverse della cittá ma in piazza della scala o in galleria? boh?????

    1. una delle tante regole del “marketing”: se un bar ha un successo della madonna e tu vuoi aprire un bar, apri di fianco a quello

  2. Mi interessa di più lo chef che ha lasciato il trussardi,
    sbattendo la porta.
    Che chi prenderà il suo posto.
    Ancora auguri,Andrea Berton.
    Ed ha ragione,Viola.

    1. Io penso di aver capito chi siete.
      Ho una grande stima di voi e del vostro discepolo prediletto.
      E’ stato un onore averla a Dissapore.
      Grazie.

  3. Avatar Mauro ha detto:

    Certo che ad inventare nuove formule sono davero bravi

    Consulenza tecnica con cuoco in prestito, ma che è 🙂 ?

    è un po come se il Milan prestasse Pato all’Inter e poi l’allenatore dicesse a Pato come giocare contro la Juve o contro l’Udinese ed al tempo stesso ogni tanto alleni l’Inter