di Rossella Neri 6 Luglio 2020
Pizzeria Al Giardinetto; Venezia

L’area del Comune di Venezia, oltre al centro storico sull’acqua, comprende anche due enormi agglomerati che gli abitanti stessi considerano due città diverse: Mestre e Marghera. Tra le due, Marghera è quella che da sempre ha sviluppato un’identità definita, figlia di una classe operaia sufficientemente fiera di sé e organizzata. Ed è infatti a Marghera – e non a Mestre – che ci sono i locali leggendari: su tutti Al Vapore dove negli anni Settanta gli operai che smontavano il turno di notte andavano a farsi enormi piatti di pastasciutta all’alba e che oggi ospita jazz indipendente e club sandwich gordi. Insomma a Marghera c’è una certa alchimia che, quando funziona, rende un posto autentico e lo tiene al passo con la Storia. Sono questi i motivi che mi hanno portato alla pizzeria Al Giardinetto, osannata meta della pizza buona a prezzo onesto.

La pizzeria si trova nel cuore della Città Giardino, il nucleo originario di Marghera, progettata dall’architetto Emilio Emmer negli anni Venti del 900 per essere un posto ameno, con villette liberty, grandi giardini e orti, e non il quartiere operaio in stile sovietico che avrebbe potuto diventare.

Pizzeria Al Giardinetto; Venezia Pizzeria Al Giardinetto; Venezia Pizzeria Al Giardinetto; Venezia

Al Giardinetto, nomen omen, ha infatti un bel giardinetto sul retro, con una serie di pompeiane in legno e un amore, smodato, per i cactus e le palme di ogni forma e dimensione. Oltre a giardino c’è una sala con una quarantina di coperti e l’aria condizionata, arredata in stile mensa riqualificata. Senza dubbio è da preferire l’esterno, dove, non tanto grazie ai cactus, ma soprattutto grazie all’abnorme quantità di verde del quartiere (una mestrina come me non è abituata a tanto lusso), si respira una gradevole brezza non funestata dalla presenza di zanzare.

Prendetevi un buon quarto d’ora per il menu

Pizzeria Al Giardinetto; Venezia

A sottolineare l’afflato di semplicità del luogo, per la prima volta da quando vado a cena fuori post lockdown mi portano un menu in carne e ossa, e non un QR code. Ho un attimo di smarrimento, ma la vista di un solido menu di finta pelle con le sue paginone di plastica mi fa tornare così velocemente agli anni 80 che quasi mi commuovo. Ma nemmeno qui si dimenticano del progresso, e assieme al prestampato vintage mi arriva anche un prestampato cool, con le pizze del mese (dai 10 ai 15 euro) e i piatti “gourmet” che offre la cucina.

Il mio animo fighetto ha la meglio, e mi butto sul prestampato cool che tra le pizze del mese ha una “halloween” sbarrata con un Uniposca nero, intuisco che si tratti di pizze “mese per mese”, anche se in tutto sono dieci, comprese le sbarrate.
Nel prestampato compare anche una pizza del giorno, e la parte più pedante di me si domanda come sia possibile che ristampino quel volumetto cool ogni giorno, ma lascio i miei dubbi per soffermarmi sui cactus, la brezza, e il moloch in similpelle.

Qui le pizze sono divise tra “novità” (12 pizze dagli 8,5 euro ai 12), “specialità” (63 – sic!- pizze dai 7,5 euro ai 9,5), “a base di verdure” (13 pizze dai 6 agli 8 euro), “classiche” (18 pizze dai 4 agli 8,5 euro), “calzoni”, “arrotolate” e “insalapizze” (base di pizza e topping di insalata mista). Il totale fa 119 pizze, più la decina del menu cool fa 130 pizze: fare una scelta ponderata è davvero troppo faticoso.

Pizza e birra “speciali”

Pizzeria Al Giardinetto; Venezia

Sarà per questo che le denominazioni sono così accattivanti, per attrarre l’occhio su una sezione sola e non perdersi, anche se definire specialità circa la metà delle pizze che proponi suona un po’ forzato. Decidiamo di ordinare una pizza “del mese” dal menu cool: la San Marzano con mozzarella, San Marzano, porro e carpaccio di tonno fresco (10 euro), e una dal menu vintage sezione “novità”, la Loca, una bianca con crema di carciofi, semi di papavero e petto d’oca per altri 10 euro.
Da bere una Ipa alla spina di Lagunitas Brewing Company (5,5 euro), un birrificio americano, che ci viene consigliata perché il mega menu non lo riporta, lì le spine purtroppo sono tutte industriali: Pedavena, Leffe, Maisel’s Weisse, Dolomiti. In bottiglia hanno Spiga Reale, Weiherer, Maisel&Friends, di nuovo Dolomiti, Soligo, Bav e Giulia.
La passione per l’accumulo e la confusione trova nella carta delle birre la sua espressione: si gioca con la denominazione “speciali” frutto di una legge italiana che risale agli anni Sessanta che elenca fattori produttivi oggettivi, ma che non necessariamente fanno la qualità. Purtroppo però nel tempo e per i più “speciali” è diventato sinonimo di “buone”. Quanto alla denominazione artigianali, anche qui ci sarebbe da sindacare, dato che non tutti i Paesi hanno una legislazione sulla birra artigianale, quindi mettere insieme artigianali Bavaresi (di cui non esiste la legislazione), inglesi e americane, senza spiegare molto sul metodo di produzione o sul birrificio è un po’ un pasticcio.
La nota però più dolente della carta delle birre è che non esiste nessuna birra davvero rilevante.

La prova di assaggio

Pizzeria Al Giardinetto; Venezia

La pizza arriva assai presto ed è la classica settentrionale, stesa, ben cotta al limite del bruciacchiato sui bordi ma perfetta sul fondo, senza cornicione. Il menu riporta che l’impasto è “trattato con farine integrali di alta qualità macinate a pietra e lievitate naturalmente 36 ore”. Riporta inoltre che vengono utilizzati solo salsa di pomodoro San Marzano e mozzarella artigianale a Km0.
Purtroppo, a prima vista, la mozzarella appare esattamente quello che sarà anche al primo assaggio: il bastone dalla consistenza di plastica che non annacqua la pizza ma che crea sulla superficie uno strato idrorepellente di difficile masticazione. La salsa di pomodoro emerge a chiazze troppo piccole e il suo sapore non è affatto coinvolgente. Il carpaccio di tonno, palesemente prelevato da una busta in cui giaceva pre-tagliato, è rosa pallido perché si è cotto con i vapori della pizza calda.
L’insieme all’assaggio è saporito, ma non amalgamato e i bordi, ridotti dalla cottura a un crosta, invitano a essere lasciati nel piatto.

Pizzeria Al Giardinetto; Venezia

La pizza con la crema di carciofi non ha avuto in cucina un trattamento diverso: la crema è troppa e insipida, allappa il palato perché molto unta e si prende tutto quello che si può prendere, rendendo la presenza del petto d’oca irrilevante, se non per l’aggiunta di sapidità. I semi di papavero, come sempre, fanno solo colore.

Prendiamo anche un dolce (5 euro), perché c’è la dicitura “fatto in casa”, e puntiamo su una panna cotta al cioccolato. Purtroppo arriva un bicchierino di consistenza farinosa, palesemente preparato con le buste b2b, sormontato da un centimetro di sciroppo di cioccolato, a sua volta industriale.

Il servizio è solerte e rapido, anche se quello che sembra il capo cameriere se ne esce rispondendo a voce alta alla domanda di una turista che la paella non la fanno e che può andare a mangiarla in Spagna. Son quelle frasi che si dicono per farsi sentire da chi sta attorno e non dal proprio interlocutore; io avrei preferito non sentirla.

L’opinione

Pizzeria Al Giardinetto; Venezia

 

Purtroppo sia nella selezione delle pizze che in quella delle birre si riscontra lo stesso intento: proporre qualcosa che a prima vista sembra ben studiato e di qualità, ma che a un esame un po’ più attento risulta, nel migliore dei casi, mal assortito. Non so se attribuire questo atteggiamento all’improvvisazione o alla necessità di tenere i prezzi così bassi che non possono garantire l’acquisto di una materia prima di qualità. Sicuramente una selezione di prodotti ristretta ma fatta con cura potrebbe restituire lo stesso prezzo in carta, e garantire agli avventori un trattamento più serio, oltre che più godereccio.
Inoltre l’esame notte senza risvegli per bere non è stato superato.

Informazioni

Al Giardinetto
Indirizzo: Via Giuseppe Zambelli, 11
Sito web: https://algiardinettopizzeria.blog/
Orari di apertura: da lunedì a sabato a pranzo dalle 12 alle 15, tutti i giorni a cena dalle 18 alle 24. Chiuso Martedì.
Tipo di cucina: pizza vintage
Ambiente: mensa rivisitata
Servizio: solerte, a volte bullesco

Voto: 2,5/5