Napoli: Dissapore regala 10 inviti per la finale del Campionato della pizza 2017

Siete avvisati, amatissimi lettori, alla fine di questo post 10 di voi verranno invitati alla finale del Campionato della Pizza 2017 di Dissapore, lunedì 9 ottobre, nelle fascinose stanze del Circolo Rari Nantes, in via Scogliera Santa Lucia, sul lungomare di Napoli.

A chi tra di voi si sta chiedendo cosa succede di preciso quel giorno, a parte la super sfida tra Francesco Martucci (“I masanielli”, Caserta) e Daniele Ferrara (“Pizzeria P“, Lissone, vicino Milano) ovvero i due finalisti del nostro campionato 2017, va subito risposto.

Metteremo la pizza —soprattutto Napoli— al centro delle nostre attività, tra premiazioni, showcooking, approfondimenti, aperitivi, degustazioni e la presenza dei veri protagonisti, i migliori pizzaioli italiani.

La pizza di Francesco Martucci

Lasciateci ringraziare chi dall’11 maggio scorso ha percorso con noi la lunga avventura del Campionato 2017, ovvero i due partner principali: Clai e Molino Dallagiovanna.

E chi ci sta aiutando a organizzare la finale del 9 ottobre, ovvero:

Caseificio Il Casolare, Acquapazza Gourmet, Azienda Agricola “Sapori Vesuviani”, Volpara, Il Giardino Di Ginevra, Gloria Mundi, Moretti Forni, Agriturismo Le Campestre, Stefano Ferrara Forni.

La pizza di Daniele Ferrara

Adesso però tocca a voi, o meglio ai 10 di voi che vogliamo invitare lunedì prossimo al circolo Rari Nantes di Napoli. Come funziona?

E’ semplice, così:

– Scrivete nei commenti il motivo per cui dovremmo portare proprio voi. Insomma, mangiare bene, possibilmente pizza, è la vostra passione? Rendetelo esplicito cercando di essere originali e interessanti. Avete tempo fino alle 20 di domani, sabato 7 ottobre, dopodiché sceglieremo i 10 commenti più belli a nostro insindacabile giudizio.

– Commentate usando un indirizzo email valido, così possiamo contattarvi, e non dimenticate di lasciare nome e cognome. Poi, dopo le 20 di domani, attendete la nostra conferma.

– Dovete essere maggiorenni e dare il consenso a essere ripresi durante l’evento.

Capito tutto? Allora fatevi sotto.

Antonio Fucito Antonio Fucito Pizzaholic, Sommelier Pelé(r).

6 ottobre 2017

commenti (30)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. SAREBBE DAVVERO MAGNIFICO TORNARE A NAPOLI SOLO PER LA PIZZA! ….BUON LAVORO.
    Andrea

  2. Perché abito a Parma, dove a parte Rossopomodoro, non esiste la vera pizza napoletana! Ma soprattutto amo la pizza in tutte le sue forme, da quella mangiata in un vicolo dell’Havana, che conteneva formaggi improbabili, ma era buonissima a quella mangiata in ristorante dello Utah, che come base usava il pane fritto dei nativi americani, buonissima, ma ho finii di digerirla a Malpensa dopo 5 giorni…

  3. In modo molto semplice, tutti i martedì della settimana faccio più di 160km fra andata e ritorno per mangiare la pizza di Daniele Ferrara. E se mi capita di saltare un martedì sto male e i giorni successivi non faccio altro che guardare le miriadi di foto che, ogni martedì faccio alle sue pizze, per fare un po’ di sano masochismo, e appagare lo stomaco con la mente! 😁

  4. Mia nonna materna, dacchè io mi ricordi, richiamava la famiglia ogni sabato sera per farci mangiare la sua pizza. Alta, saporita, con olive che portava su dal paese in salamoia, più spesso cosacca che margherita. Da allora la pizza è diventata più che una ricorrenza, un culto, la messa del sabato sera. Nel 2014 visitai Napoli per la prima volta, mangiai 6 pizze in 5 giorni, da allora ci sono tornato due volte l’anno. Non ditelo ai miei amici napoletani, ma sì, soprattutto per quella prelibatezza. Ricordo il battesimo da Sorbillo. La prima volta fui miracolato: alle 7.30 di sera niente coda, sembrava un posto come un altro. Poi la commozione, l’imbarazzo, la sorpresa, infine l’estasi. Non riuscivo neanche ad immaginare una pizza così buona. Una nuvola scesa dal paradiso saporita con alcuni ingredienti migliori di questa terra. Poi Starita, dove scoprì i pomodorini del piennolo; l’Università della pizza, divisa in auto davanti al locale stesso; 50 kalò, sotto la pioggia con una ragazza a reggermi l’ombrello; L’incredulità da I Masanielli, Pellone con l’anziano che allieta l’attesa d’estate regalando grattatina al limone appena fatta, e molte altre. Ho impresse tutte le pizze che mi hanno commosso fino alle lacrime, e se mi concentro posso ancora saggiarne la consistenza, i contrasti di sapore, l’emozione. Quanto è difficile però, una volta conosciuto tale livello di piacere, accettare una pizza mediocre, fatta senza passione, o peggio.
    Ho imparato a gustare mangiando pizza. Poche cose al mondo mi darebbero lo stesso piacere che presenziare a questa finale.
    Cordiali Saluti.
    Jacopo Giavara, 22 anni.

  5. Partendo dal fatto che fare un commento che non sia almeno un po’ ruffiano lo trovo molto difficile.
    Diciamo la verità , lunedi’ 9 probabilmente qua nel far east (GORIZIA) ci saranno pioggia, vento e un piatto di jota ad aspettarmi (minestra di crauti) piatto che tra l’altro amo ma l’idea di atterrare a Napoli per mangiarmi una quantità industriale di pizze non posso dire che mi farebbe schifo ecco. Attendo vostre info. Un saluto.

  6. Sono un ragazzo di 25 anni e amo la pizza da quando ero bambino da quando mia nonna originaria di torre del greco e trasferitasi qui a Milano me la faceva. Per anni ho cercato le migliori pizzerie della mia zona informandomi attraverso commenti e recensioni. La pizza per me é sacra e da sempre, nel suo culto, vorrei andare in Campania per provare i sapori di quella terra che per me, saranno anche le origini, sono motivo
    di orgoglio. Se dovessi definire la pizza direi che la pizza é poesia. Una poesia diversa però da quelle di Pascoli o Leopardi, perché scritta nella lingua del sapore e del gusto, una lingua a chiunque comprensibile indipendentemente dalle origini o dall’etnia. La pizza é una poesia che nella sua bontà unisce tutti e porta alto il nome del nostro paese a livello internazionale perché ognuno può capirne la magia. Un motivo di unione che nasce dalle cene in famiglia o dalle serate con gli amici e per il quale uno spazio sempre si trova.

  7. Perché sarebbe come vedere la finale dei mondiali e una volta nella vita Bisogna vederla!

  8. Una vita (o forse solo un quarto dati i miei vent’anni) passati nella fantasmagorica Milano; città di sogni, opportunità e, mai come prima d’ora, di pizza. Ho assistito in questo periodo ad una rimonta a livello internazionale delle eccellenze italiane, prime per qualità e genuinità: una su tutte la pizza. Avere l’occasione di prendere parte a questo straordinario evento significherebbe per me entrare in contatto con una realtà gastronomica che amo, e partecipare fisicamente al meraviglioso processo che c’è dietro, dall’idea, alla selezione delle materie prime, fino al degustare quell’opera d’arte che è la pizza.

  9. Perché sono un amante della pizza abitò a Napoli e ogni occasione è quella buona per gustare una buonissima pizza.viva la pizza viva dissapore 😋

  10. E’ da 19 anni che seguo l’evoluzione di Simone Padoan e ogni volta mi cucco 200 km per mangiare una pizza da lui , sarebbe bello partecipare ad una sua vittoria fuori casa .

Commenti chiusi.

«
Privacy Policy