Lo chef è sopravvalutato: fate i pizzaioli

IPOTESI (condizione di partenza). Volete ciuffi, tatuaggi e maniche arrotolate da esibire in tv? Volete che i settimanali economici vi facciano i conti in tasca per sapere quanti milioni macinate? Volete che di voi si dica: dagli un rubinetto incrostato di calcare e lui lo trasformerà in oro?

Bene, allora non fate lo chef (sorpresi?).

Eravamo così presi dai cuochi famosi, dai menu cerebrali per cui battono orti, campi e boschi di montagna, da non renderci conto di quanto nel cortocircuito culinario fossero sopravvalutati.

Primo perché sono troppi, la concorrenza ormai si è fatta insostenibile. Poi perché le vere superstar, com’è evidente dal tam-tam mediatico degli ultimi giorni, sono i pizzaioli.

DIMOSTRAZIONE.

6 Aprile ore 21:15

Matteo Renzi, 50 Kalò

Ciro Salvo, Renzi

Non è dato sapere se Ciro Salvo (che Dissapore aveva definito il pizzaiolo migliore d’Italia già nel 2013, quando lavorava ancora a Torre Annunziata) cambierà nome a 50 Kalò dopo la cena a base di pizza napoletana consumata da Matteo Renzi nella pizzeria di piazza Sannazaro a Napoli.

(Era successo nel 1994 quando Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti a Napoli per il G7, pretese di mangiare la migliore margherita della città. Da allora Ernesto Cacialli, autore di quella fortunata pizza, divenne ufficialmente: Il pizzaiolo del presidente).

Ma la compiaciuta esibizione social del selfie con il presidente del Consiglio da parte di Ciro Salvo è perfettamente comprensibile. Simpatia o meno per il premier (a questo proposito leggete i commenti al post del pizzaiolo su Facebook), non l’avreste fatto anche voi?

7 Aprile ore 18:26

Gino Sorbillo, Dolce & Gabbana

Dolce & Gabbana, Gino Sorbillo

Via dei Tribunali, nel cuore del centro storico napoletano, è il set della prossima campagna pubblicitaria di Dolce & Gabbana, ambientata in alcuni esercizi commerciali.

Tra questi c’è la pizzeria di Gino Sorbillo, vincitore nel 2013 del Campionato della pizza di Dissapore, con cui i due stilisti si sono fatti fotografare e riprendere mentre, particolarmente sorridenti, mangiano la pizza per strada.

Sorbillo pubblica tutto gigioneggiando su Facebook. Giusto così, non l’avreste fatto anche voi?

2 Aprile ore 19:42

Franco Pepe pizza, Kytaly

Franco Pepe, Kytaly

Aperto in una delle strade più trafficate di Ginevra, Kytaly è un ristorante di design dove quasi tutto, dal personale alla materia prima, è italiano.

Bene, nel suo pragmatismo svizzero Kytaly ha chiesto al pizzaiolo di Caiazzo Franco Pepe, da cui Massimo Bernardi, editore di Dissapore, ebbe l’ardire nel 2010 di farsi spedire a casa un calzone ripieno di scarola e olive tramite corriere, un impasto personalizzato per la pizza del locale.

Giustamente orgoglioso della gloria conquistata così lontano dalla natia Caiazzo, provincia di Caserta, Franco Pepe ha condiviso soddisfatto la notizia su Facebook.

TESI: Date retta a noi, il mestiere di chef è sopravvalutato: fate i pizzaioli.

Prisca Sacchetti

8 aprile 2016

commenti (3)

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  1. Achel86 ha detto:

    Domande:
    1) Quanti pizzaioli ci sono in totale?
    2) Quanti di questi sono “superstar” e guadagnano cifre ragguardevoli?
    3) Quanto guadagnano, mediamente, tutti gli altri che vivono nell´anonimato? (ovviamente parlo del salario netto riportato in busta paga, l´eventuale parte pagata “fuori busta” non va considerata).

  2. luca63 ha detto:

    Perche’ chiamarli semplicemente pizzaioli ?Dai,dateci una gioia come sapete fare voi .Inventatevi qualcosa :che so,pizzologist,pizz-maker,mastro pizzaio …

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