Il Buonappetito – Più Pepe per tutti

Ieri sera sono andato a cena da Pepe in grani, la pizzeria di Franco Pepe a Caiazzo, vicino a Caserta.

Quella di Pepe è considerata una delle migliori pizzerie della Campania e, per naturale quanto immediata conseguenza, del mondo.

Lo ammetto: non c’ero mai stato.

Così, quando arrivo la prima cosa che mi colpisce è questa: è una pizzeria enorme. Enorme. Almeno per gli standard settentrionali.

Poi chiedo a Pepe: fa 140 coperti e il loro record è stato servire circa mille pizze in quattro ore e mezzo.

Ma come fate? Gli chiedo.

Mi porta in cucina. E davanti ai due forni ci sono orde di pizzaioli ognuno specializzato in un passaggio.

Poi c’è il fatto che la pizza cuoce in un minuto (più o meno, a seconda della pizza).

Ciononostante qui tutto è fast e slow al contempo: l’impasto è lavorato esclusivamente a mano, da cinque persone che fanno solo quello.

Quindi mi siedo con gli amici e assaggio sei pizze squisite, con prezzi da posto normalissimo (la margherita a 5 euro, la pizza più cara in assoluto a 10).

E mi dico: maporcadiquellamaremmamaiala, ma allora ci hanno sempre mentito! Ci hanno sempre detto che qualità e quantità sono in conflitto, che le cose buone sono per pochi e quelle fatte in serie sono scadenti… E invece non era vero!

Era una scusa per rifilare ai tanti la rumenta e far pagare ai pochi un carissimo prezzo per le loro leccornie.

L’insegnamento che traggo dunque è: fare le cose bene e buone per tante persone è difficile, ma non impossibile. Pepe ce la fa.

Lo dimostra questa coda infinita che ancora aspetta di mangiare la “Margherita sbagliata” alle undici di sera.

Un solo dubbio mi attanaglia: e se mi rimettessi in fila?

Luca Iaccarino

6 settembre 2017

commenti (6)

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  1. Ecco la riprova che siamo davanti ad un grande
    “pizzaiolo”!!!
    Mai provata sul posto ma alla Filiale di Erbusco nel contest Albereta crea dipendenza.
    Non con questi numeri ovvio ma tutte le volte mi sono chiesta come potessero essere cosi efficienti e veloci!
    Grande Pepe, anche al nord !!!

  2. Viste scene simili alla pizzeria I Masanielli di Caserta, prezzi impensabili per chi come me abita a Milano, qualità e gusto inarrivabili.
    Da allora , fuori dalla Campania solo pizza sottile, la pizza napoletana altrove è un disco di gomma da masticare.

  3. Hai appena ucciso un battaglione di gastro-fighetti disposti a pagare 20 euro per una margherita…

  4. Prezzo normalissimo la margherita a 5 euro? Certo, normalissimo per il popolo di beoti che siamo noi italiani. Perché prima del passaggio all’euro la margherita costava 5mila lire, e non le quasi 10mila che ci fanno pagare adesso. E la colpa non è dell’euro. E’ del fatto che siamo un popolo di beoti che accetta passivamente tutto. Sarebbe stato sufficiente dire a chi ci voleva far pagare 5 euro ciò che due giorni prima costava 5mila lire che quello era un furto, perché il prezzo si abbassasse a 2,50 euro più o meno. Invece siamo stati zitti ed ecco la beffa: leggere che la margherita a 5 euro è un prezzo normale!

    1. ancora con lire ed euro?
      sono passati 15 anni, neanche con le lire in quindici anni i prezzi rimanevano uguali, anzi!
      e poi mica è aumentata solo la pizza, tutto è aumentato! quindi dubito che il pomodoro, la mozzarella, la farina al pizzaiolo costino come costavano con le lire e che solo lui abbia raddoppiato il prezzo…

    2. Io penso che dopo quasi 20 anni anche la pizza pagata in lire un pochino sarebbe aumentata..! La notizia é che a gennaio entriamo nel diciassettesimo compleanno dell euro

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