di Chiara Cavalleris 30 Maggio 2017

Il Campionato della Pizza 2017 è una produzione Dissapore con Molino Dallagiovanna e Clai Salumi. Se volete informazioni sullo svolgimento delle sfide cercatele in questo post.

Cammmafà

Piazza Galimberti 23/b – Via Pio VII, 19 – Via Saluzzo 35/b. Torino. Pagina Facebook

A Torino Cammafà significa pizza grazie al piccolo locale aperto in piazza Galimberti nel 2004, che ora è una friggitoria, e a due altre sedi.

Tutto fa capo a Giovanni Cicerchia, arrivato in città dalla Basilicata per fare l’operaio Fiat, che invece ha realizzato il suo sogno, con tanto di 30 dipendenti ormai. Della sua terra c’è molto nelle pizze che chiunque definirebbe veraci napoletane, specie salumi, formaggi e ortaggi di piccole aziende lucane.

Fratelli Roselli

Corso Lione 58, Torino. Pagina Facebook

Dieci anni di lavoro duro non erano bastati per imporsi del tutto a Torino. Così nel 2015 Luigi Gerri Roselli e Rosa Lombardo hanno rinunciato alla cucina per concentrarsi sulla pizza, oggi unica voce del menu.

Locale sempre affollato, con una sfilza di prodotti “presidiati” da Slow Food nel menù e ingredienti sempre di gran pregio.

 

Locale e servizio

Ambientazione kitsch da Cammafà in tutte e tre le pizzerie, ispirata ai vicoli napoletani con panni stesi su immaginari poggioli, oltre, ovviamente, al santino di Totò.

Invece sull’accoglienza, sempre cordiale e professionale, c’è poco da discutere.

Cammafà

Fratelli Roselli

Sala di dimensioni modeste e senza grandi pretese, dove a compensare la freddezza di certe soluzioni d’arredo provvede l’affabile familiarità del personale. Due dehors climatizzati aumentano lo spazio a disposizione di Fratelli Roselli, anche se il viavai dei camerieri risulta a tratti caotico.

La zona del forno a legna è in parte nascosta dal banco centrale, mentre su una parete troneggia lo schermo che proietta immagini dei prodotti e dei produttori che Fratelli Roselli è orgoglioso di utilizzare. Pure troppo!

Menu

Scelte classiche e prezzi standard da Cammafà. 5 euro per la pizza margherita e una gamma compresa tra i 4,50 della marinara e i 9 euro della pizza Sottobosco (fior di latte, funghi champignon freschi e funghi porcini trifolati). Si osa un po’ con le pizze del giorno, da quella con “baccalà e crema di piselli” alla pizza “asparago, parmigiano e guanciale”, che ostano al massimo 10 euro, anche quando la stagione prevede il tartufo.

Anche con gli antipasti si esce dal seminato come con le Zoccolette, zeppole di S.Giuseppe in versione salata.

I dolci tradizionali campani come pastiera e babà, dall’aspetto bellissimo, costano 5euro. Si potrebbe fare meglio con le bevande, specie con la carta dei vini, nonostante il buon rapporto qualità-prezzo. Non va meglio con la birra.

Cammafà

Fratelli Rosselli

Addirittura 32 pizze nel menu di Fratelli Roselli, on una gamma di prezzi che va dai 5 euro della pizza San Marzano ai 12 (meritati) per la “Burrata e Luiset”, con polpa di pomodori San Marzano DOP, basilico, burrata di Andria aggiunta a fine cottura, prosciutto crudo di un’ottima salumeria locale –Agrisalumeria “Luiset”– e olio extra vergine di varietà Coratina.

La pizza margherita, che qui si chiama “Tradizione”, costa 6,50 euro, ma ne parleremo tra poco. La farinata fatta al momento con la farina del Molino di Pegli è imperdibile.

Tra le bevande prevale il birrificio artigianale Soralamà, onnipresente nella ristorazione torinese, mentre sulla carta dei vini si trovano nomi popolari e qualche chicca del territorio a prezzi buoni.

Impasto e margherita

Per l’impasto Cammafà impiega una miscela di farine tipo 0 e tipo 1, che origina una pizza margherita d’impianto napoletano, con il cornicione pronunciato. Ben condita, si fanno notare il pomodoro dolce e un lieve eccesso di olio.

La cottura, ben fatta e uniforme, rende giustizia a una pizza abbondante, digeribile e particolarmente bella.

Cammafà

Fratelli Roselli

Impasto in stile napoletano ricavato da un blend di farine di tipo 0, tipo 1 e integrale. Lievitazione lunga nonostante il cornicione, di media altezza, non sia molto alveolato; pasta sottile meno morbida rispetto allo standard napoletano.

Sulla pizza “Tradizione”, la margherita di Fratelli Roselli, il pecorino romano che prende il posto della mozzarella insipidisce il pomodoro.

Giudizio finale

Fratelli Roselli merita tutto il successo che ha, pienoni compresi. Stupisce anzi che sia poco nota ai foodblogger torinesi. Detto questo, Cammafà sforna una pizza margherita di livello assoluto a prezzi ancora più popolari rispetto all’altra pizzeria di questa sfida torinese.

Per questo, e perché rappresenta meglio la tradizione partenopea in città, va avanti nel Campionato di Dissapore.

Passa il turno: Cammafà.

Il tabellone aggiornato

Se non siete d’accordo o volete dire la vostra, fatevi sotto con i commenti. E ricordate che alle 19 ci sarà la votazione dei lettori sulla pagina Facebook di Dissapore.

[Crediti | Immagini: Chiara Cavalleris]