di Prisca Sacchetti 28 Novembre 2010

Il considerare come decisiva della trama del film (qualunque cosa queste parole significhino) la vita nella cucina di una trattoria, ci ha avvicinato al cinepanettone A Natale mi sposo con Massimo Boldi. AAAHHH! Un colpo mortale. Nessuno poteva sintetizzare il giudizio meglio del nostro cinecritico di riferimento, Paolo Mereghetti. “A Natale mi sposo è uno dei punti più bassi della storia del pur basso sottogenere cinepanettone”. Le vicende son quelle del gestore di una trattoria romana (Boldi, appunto) dove gli ospiti vengono presi a parolacce — la logora e abusata gag della trattoria romana cafona e parolacciara — che viene chiamato per errore a preparare il catering del matrimonio di una ricca ragazza italiana nella snobbissima St Moritz. Come da copione, il cinepattone pretende di far ridere con leggiadre metafore tipo “Gustavo Dandolo” (il nome dello chef), “le 5 forchette della Guida Michelin” (il premio cui aspira la trattoria), “Gualtiero”, come Marchesi (il porcellino d’india mascotte del locale). E francamente non si capisce il motivo del cameo di Elisabetta Canalis. Potrai anche aver ospitato a casa tua Kofi Annan, il segretario generale delle Nazioni Unite, preoccupandoti di raccontarlo in tivù, ma come dice Mereghetti: non è un grande onore aver partecipato a questo film”.

Vi lasciamo con alcuni giudizi su A Natale mi sposo, e un consiglio: non fatevi sopraffare dalla magia natalizia, quest’anno i nostri risparmi vanno centellinati, e credeteci, non esiste un solo motivo per darli ai cinepanettoni. Diversamente da quanto crediamo, a Natale non sono obbligatori.

  • “Privo di qualsivoglia dignità espressiva, di interesse sociologico, di qualità di scrittura e di recitazione” [MyMovies]
  • “Realizzato in quattro e quattr’otto senza un minimo di cura dei dettagli, del montaggio, delle inquadrature, è un prodotto dozzinale, banale e distratto” [Yahoo Movies]
  • “Un florilegio di volgarità gratuite di cui Massimo Ceccherini, che insidia allegramente allegre settantenni, è il capofila” [35 mm.it]

Guardatevi piuttosto la parodia del comico Maccio Capatonda, fa esageratamente più ridere! (via: Teledicoio)