di Prisca Sacchetti 6 Ottobre 2010

Sottotitolo di questo post: “dalla porcata alla porchetta”, slogan appeso al collo di uno che non era d’accordo.

Essì, cari lettori, il pranzo della pace che doveva mettere pace tra Bossi e i romani ha, in reltà, sfiorato la rissa tra le opposte fazioni, altro che volemose bene. Voluta dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la scampagnata si è tenuta in piazza Montecitorio dove, tra ombrelloni e tavolini presi in prestito dal festival dell’Unità, gli attivisti della Lega Nord e un tot di cuochi romani hanno servito generose porzioni di polenta e coda alla vaccinara. Il bivacco si è svolto tra le urla delle opposte fazioni e le proteste di qualche singolo messo niente male a incazzatura. La società dei magnaccioni però, non si è lasciata intimidire e ha ingollato con egual disinvoltura parolacce e rigatoni co’ ‘a pajata. Questa è classe, ragazzi!


Lasciate perdere i manifestanti e concentratevi sulla faccia della nonnina: tipa tosta la nonna, tra le più attive in piazza. Gli extraparlamentari, come il rock, non hanno età.

Piazza Montecitorio in gran spolvero (foto 1) e posti esauriti sulle tribune fin dalla mattina. Roma è ancora sotto choc: “Chettedevodì, noi aspettavamo li cosacchi ‘ar Vaticano, mica li bergamaschi ar Parlamento” (foto 2)

Le opposte tifoserie per poco non sono arrivate alle vie di fatto. Occhio però: non accusate i leghisti di “folcklorismo” finchè non avrete sentito come “gli Italiani” hanno ridotto l’inno nazionale: Mameli li ha denunciati.

Il comitato d’accoglienza (foto 5) in uno dei suoi momenti migliori. La società dei magnaccioni (foto 6) rilascia le dovute interviste post-prandiali. Bossi: “la carne è buona, ma io mangio la polenta” è una delle frasi più intelligenti che la piazza abbia udito. Ever

Impavido e indomito, questo ragazzo (foto 7) ha litigato con tutti, lampioni compresi: “se magna bbene a Roma, eh?” la sua frase mantra. I posteggiatori della foto 8 invece, hanno rallegrato la piazza a suon di stornelli irriferibili.

Ultimi scatti dedicati (era ora) alla cucina. Pajata, coda alla vaccinara e puntarelle d’ordinanza (foto 11) per l’Italia, mentre il resto del mondo rimescolava polenta taragna a fiumi.

Fine della cronaca e opportuno disclaimer: non sono io che sono comunista, sono loro che mi hanno allontanato dalla socialdemocrazia. Con tutti i mezzi.