Annali del giornalismo | Per il TG5 i minatori cileni come il Grande Fratello

Così come ci siamo entusiasmati per l’incisività del settimanale americano Newsweek, che a settembre aveva riassunto la storia dei 33 minatori cileni intrappolati a 700 metri di profondità con un’ammaliante infografica (dati e informazioni rappresentati in forma grafica), oggi sbalordiamo per l’assurdo paragone tra la loro liberazione e l’uscita dei concorrenti dalla casa del Grande Fratello: […]

Così come ci siamo entusiasmati per l’incisività del settimanale americano Newsweek, che a settembre aveva riassunto la storia dei 33 minatori cileni intrappolati a 700 metri di profondità con un’ammaliante infografica (dati e informazioni rappresentati in forma grafica), oggi sbalordiamo per l’assurdo paragone tra la loro liberazione e l’uscita dei concorrenti dalla casa del Grande Fratello: protagonista il TG5 dell’altro giorno.

Se nel primo caso ci aveva colpito la necessità che ogni cosa utile alla sopravvivenza dei minatori, soprattuto il cibo, dovesse entrare in uno spazio di 7 centimetri, nell’altro, l’unica cosa che notiamo, a parte il sorriso ebete di Cesara Buonamici e il quoziente di asinità di tal Alan Patarga, autore del servizio, è la concomitanza con l’inizio del Grande Fratello 11, previsto per domani ovviamente sulla stessa rete.

Numerosi e eloquenti i commenti su YouTube, dove giovedì scorso è stato caricato il servizio, uno per tutti: “Attendo con ansia un servizio su Sarah Scazzi e lo zio Michele, analogie e differenze con La pupa e secchione”.

[Fonti: Wikipedia, YouTube]

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