di Prisca Sacchetti 22 Agosto 2009

article-1205911-06084790000005dc-941_468x399E se anche in Italia vietassimo le offerte Prendi 3, paghi 2 dei supermercati, come chiesto da Hilary Benn? Il ministro dell’Agricoltura inglese ha accusato il 3×2, anzi il Bogof (Buy one, get one free ovvero Prendi due paghi uno), di non essere green perché comporta sprechi. Per essere chiari: invogliate dall’offerta, le famiglie comprano più di quello che serve, anche a costo poi di buttarlo. Tanto il terzo è gratis no?

In Finlandia ci avevano provato, ma la Corte di Giustizia Europea ha cancellato il divieto per la durissima opposizione dei pubblicitari. Il Tribunale ha deciso che non spetta agli stati proibire la pratica commerciale.

Al contrario, la soluzione inglese sarebbe una riduzione del 50% su ogni articolo invece del 2 x 1. Il problema sono gli alti costi di energia e le emissioni di anidride carbonica necessari per smaltire i rifiuti dovuti alle promozioni (2 x 1 o 3 x 2 che siano), in Inghilterra ogni anno finiscono al macero 6 tonnellate e mezzo di cibo, con uno spreco medio per famiglia di 2.000 euro l’anno. Ma le organizzazioni dei venditori si oppongono, secondo loro non sono queste offerte a produrre rifiuti: “Il cibo può essere congelato e usato per un lungo periodo”.

Il 3×2 italiano equivale a uno sconto non del 50, ma del 33%. Il ché non ci impedisce di approfittarne specie in momenti di crisi come questo. Nello scorso mese di Aprile, gli italiani hanno fatto un acquisto su 4 grazie a queste promozioni. L’Adoc ha valutato che ogni famiglia italiana butta nella spazzatura 584 euro di alimentari ogni anno, anche se non ha calcolato l’incidenza dei 3×2 su questo dato.

Ma come reagirebbero gli italiani alla cancellazione delle offerte 3×2? E i commercianti, accetterebbero di sostituirle con sconti del 33%?