di Manuele Berti 7 Luglio 2010

Guardi la squadra della Juve fatta-col-pane esposta nella vetrina di un panificio di Pinzolo (Trento) e pensi che tanta dedizione è commovente, gli italiani nonostante la figura da perecottari ai mondiali del Sudafrica farebbero qualsiasi asinata per il calcio. Ma ti basta leggere pochi numeri per realizzare che sei il solito ingenuo.

Dietro alla Juve fatta col pane, agli Spaghetti bianconeri e alle Farfalle di grando duro e nero di seppia della trattoria La Botte, ai bacioni juventini che spopolano nelle pasticcerie, alle malghe bianconere c’è un giro d’affari che si aggira intorno ai 4,3 milioni di euro.

L’anno scorso, durante il mese di ritiro precampionato, la Juventus ha portato a Pinzolo un aumento di presenze stimate in 37.225 unità. Dalla media di poco superiore alle 50.000 presenze registrate in luglio dal 2002 al 2008, si è passati nel 2009 a 76.280: una folla superiore al pubblico che segue i grandi match dei mondiali sudafricani.

Questa volta il trust di cervelli del marketing pare abbia funzionato, onore al merito per la Trentino SpA, società di marketing territoriale della Provincia di Trento, e alla sua trovata per incentivare il turismo.

Non sono riuscito a conoscere, anche se mi piacerebbe molto, l’ammontare della contropartita, cioè, quanto costa al comune di Pinzolo ospitare la Juve, di sicuro una cifra imponente.

E io che pensavo alla dedizione degli italiani per il calcio.

[Fonti: Corriere.it, Tutto Mercato, immagine: Corriere.it]