di Manuele Berti 27 Giugno 2010

Caro Dissapore, non è possibile che ogni volta che vengo sul tuo sito mi parli di Ogiemmme. Sempre Ogiemme. Solo Ogiemme. Se ti piacciono gli Ogiemme mangia gli Ogiemme. Se ti interessano gli Ogiemme studia gli Ogiemme. E insomma. Sì, è vero, parliamo molto di Ogiemme, qualcuno potrebbe averne avuto abbastanza. Ma che colpa abbiamo noi (cit.) se dopo il mais Ogiemme, il riso Ogiemme, la patata Ogiemme, ora è il salmone Ogiemme a prendersi il centro della scena. Sedetevi e respirate profondamente prima di continuare, il quoziente di impressionabilità delle cose che state per leggere è elevato.

Una società americana, la AquaBounty Technologies, cerca da molti anni di commercializzare un salmone transgenico. Um, di cosa parliamo quando parliamo di salmone transgenico? Di una specie al cui interno sono stati trapiantati un gene del salmone reale (o chinook), dalle carni particolarmente pregiate, e uno dello Zoarces, un pesce viviparo diffuso nell’oceano Atlantico. L’inserimento di quest’ultimo gene, permette al pesce di sviluppare l’ormone della crescita anche in inverno, a differenza di quanto avviene nei salmoni tradizionali a causa dell’acqua fredda nella quale vivono, e così, di raggiungere il peso adatto per la vendita in un tempo minore, diciamo un anno e mezzo invece di tre. Ragione che spinge la AquaBounty Technologies a dire: “in questo modo, cioè sprecando meno risorse, diamo un contributo al bisogno di cibo del mondo”.

Gli argomenti della società americana hanno finora convinto la FDA (l’ente americano per il controllo degli alimenti) che potrebbe dare il via al salmone Ogiemme in tempi brevi. A quel punto, temono in molti, l’espansione dei cibi transgenici sarebbe inarrestabile.

Logico aspettarsi la reazione di ambientalisti e consumatori. Primo grido d’allarme: in un ambiente dove il cibo scarseggia, i salmoni transgenici potrebbero prevaricare gli altri per accaparrarsi le risorse, il rischio del cannibalismo è alto, come dimostrerebbe uno studio della rivista scientifica Pnas pubblicato nel 2004. Anche all’interno dell stessa FDA ci sarebbe chi vuole etichettare il salmone della AquaBounty Technologies come OGM, anche se negli Stati Uniti non sono previsti bollini di riconoscimento per gli alimenti transgenici nonostante i milioni di consumatori ignari che se ne cibano ogni giorno.

E anche con il salmone Ogiemme siamo alle solite, da una parte le aziende sbandierano buone intenzioni, dall’altra gli anti-Ogiemme si preoccupano per i rischi che corre l’ambiente e la tutela dei consumatori. A chi dare ragione?

[Fonte: Corriere.it, immagine: New York Times]