di Manuele Berti 21 Giugno 2010

Oggi, ad Agadir, in Marocco, si apre la 62esima riunione della Commissione Baleniera internazionale (IWC), che potrebbe decidere di riaprire la caccia alle balene, un’attività vietata da 24 anni, ma praticata più o meno di nascosto in paesi tipo Giappone, Norvegia e Irlanda Islanda.

Per attirare l’attenzione su questo rischio, pochi minuti fa alcuni attivisti di Greenpeace hanno portato una balena di 15 metri (in gomma) sulla scalinata di Piazza di Spagna a Roma.

In aprile, comparando i dati genetici estratti da carne di balena acquistata legalmente in Giappone con quella proveniente dalle cucine di due ristoranti-sushi, uno a Los Angeles e l’altro a Seul, un gruppo scienziati aveva denunciato un traffico illecito di carne di balena verso gli Stati Uniti e la Corea del Sud, paesi dove la vendita è proibita. Immediatamente erano state avviate indagini sul proprietario e il cuoco del ristorante americano, che rischiano ora di dovere fronteggiare pesanti accuse penali.

Per quanto riguarda il sushi-bar di Seul, il team di esperti ha acquistato in due diverse occasioni (giugno e settembre 2009) 13 porzioni di carne di balena. Anche in questo caso, il DNA celato nella carne appartenuta alla Balenottera comune, che può arrivare a misurare 24 metri e a pesare tra le 50 e 80 tonnellate, è risultato compatibile con quello di un animale messo in vendita sui mercati giapponesi nel 2007.

[Fonti: Repubblica, Corriere, immagini: Repubblica, Telegraph]