di Manuele Berti 1 Luglio 2010

Ditemi se avete mai sentito un esponente di Forza Italia, in particolare il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, usare parole tanto smorfiose nei confronti dei musulmani. “Un omaggio a tutte le donne e gli uomini di fede islamica che lavorano nel nostro Paese, cui dobbiamo moltissimo”. Galan ha commentato cosìHalal Italia“, il nuovo marchio doc dell’islamicamente corretto, un unico bollino che certifica la conformità alle leggi coraniche di salumi, lasagne, tortelloni e altre specialità italiane. Cosa tra l’altro non facile, volete un esempio? Prendete la carne, per la certificazione “Halal Italia” durante la macellazione deve esserci una persona di religione musulmana che recita le preghiere prescritte. E’ vietato usare solventi contenenti alcol, e in generale, tutto l’iter di produzione deve essere halal, senza contaminazioni. Tutte cose necessarie altrimenti i prodotti privi di marchio non entrano nelle case dei musulmani osservanti: e gli immigrati sono milioni solo in Italia, né si possono esportare verso i paesi dove l’Islam è religione di Stato. Che significherebbe rinunciare a un volume d’affari stimato in 500 miliardi di euro nel mondo, 54 in Europa e 5 in Italia.

Ecco spiegata l’insolita sensibilità del ministro Galan: “Dal confronto e dal dialogo tra cucine e mondi diversi la nostra nazione può ricevere una grande ricchezza”.

Tutto bene? Non proprio, il marchio piace poco agli animalisti, già infuriati mesi fa, quando la Coop aveva annunciato l’apertura di reparti specializzati in carne Halal,  perché la macellazione avviene ammazzando gli animali per recisione di esofago, trachea e quindi per dissanguamento, senza preventivo stordimento come previsto dal nostro Dlg 333/98.

Questi infatti sono i10 punti della macellazione halal:

1. L’uccisione halal (cioè lecita) di animali deve essere effettuata in locali, con utensili e personale separati e diversi da quelli impiegati per l’uccisione non Halal;
2. L’uccisore deve essere un musulmano adulto, sano di mente e a conoscenza di tutti i precetti della religione islamica e sulla macellazione halal;
3. Gli animali da uccidere devono essere animali halal e devono poter essere mangiati da un musulmano senza commettere peccato;
4. Gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione.
5. L’uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l’esofago: i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell’animale non deve essere staccata durante l’uccisione.
6. L’uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall’animale. Non è permesso un altro taglio: un secondo atto di uccisione sull’animale ferito rende la carcassa non halal.
7. Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo.
8. La macellazione deve iniziare solo dopo aver accertato la morte dell’animale.
9. Gli utensili per l’uccisione e la macellazione halal devono essere usati solo ed esclusivamente per animali leciti.
10. Lo stordimento degli animali prima della macellazione non è contemplato dai precetti dell’Islam.

Allora, tutto bene?

[Fonti: Repubblica.it, Ecoblog]