di Prisca Sacchetti 18 Gennaio 2010

Renato Brunetta alla commemorazione di Berttino CraxiNon che noi ci si senta moralmente obbligati a rispondere al miniministro Renato Brunetta, anzi, questi polveroni alzati per convincerci che sta facendo qualcosa sono sempre più imbarazzanti. Però, spiegatemi voi come fa un diciottenne che inizia oggi a trovare un lavoro che gli dia il minimo indispensabile per vivere? Qualcuno glielo dica al ministro che in sette anni, dall’entrata in vigore dell’euro al 2008, un tramezzino è aumentato del 162%, una pizza margherita del 155%, un il caffé del 104%. E che casomai al nostro bamboccione gli pigliasse la voglia di un cono gelato, quello è rincarato del 290%.

E qualcun altro gli faccia cortesemente notare che nei paesi anglosassoni gli studenti ottengono dallo stato prestiti a tassi agevolati che possono restituire dopo avere trovato lavoro.

Avete ragione, non servirebbe. Brunetta, che è arrivato a 30 anni senza essere capace di rifarsi il letto, sa benissimo che in Italia cacciare di casa un diciottenne sperando che non muoia di fame è impossibile. Come sa che per porre fine ai bivacchi interminabili dei figli basta il polso dei genitori.

Ma è meglio giocare d’anticipo lanciando uno dei soliti proclami prima che a qualcuno venga in mente di rimproverargli la trasferta ad Hammamet. Ma da oggi può fare anche a meno, hanno inventato il generatore automatico di proclami di Brunetta.