di Silvia Fratini 12 Marzo 2012

Mi piaceva immaginarlo rubicondo e ingombrante, con la manualità di un lottatore di sumo e lo sguardo sospeso tra il piacione e il costantemente sorpreso: Mario Batali, il celebrity chef per eccellenza, genio della ristorazione di evidenti origine italiane, perfetta incarnazione del self made man americano. L’uomo dalle mani d’amianto convolato a furbe nozze con la famiglia Bastianich, mamma Lidia e figlio Joe (sapete chi, il Joe con cipiglio militare che in Italia conosciamo per Masterchef) superpotenza dei locali italiani in America, e tutti insieme appassionatamente soci di Oscar Farinetti nel kolossal di Eataly New York.

Invece il cinghialesco Batali, incluso dalla rivista Forbes nella lista dei 10 chef più ricchi del pianeta, non solo si lancia in temerarie iperboli su banche e dittatori (“l’avidità accentratrice dei banchieri pigliatutto che oggi controllano la ricchezza è paragonabile al male arrecato al mondo da Stalin e Hitler”, aveva detto), ma ora viene pizzicato con le dita nel barattolo della marmellata, coinvolto nel più grande caso di wage-and-tips dello stato di New York.

In sostanza, prendete 8 ristoranti italian-style gestiti con i Bastianich, posti del livello di “Babbo”, “Casa Mono” e “Tarry Lodge”. Alle cospicue mance che i camerieri raggranellavano per le vendite di vino e alcool sottraete una percentuale variabile tra il 4% e il 5%, è quello che facevano Batali e Bastianich, ora costretti da un accordo extragiudiziario a pagare oltre 5,25 milioni di dollari ai loro 1.100 dipendenti. Questo è il risarcimento per aver fatto la cresta sulle mance di camerieri e barman dal 22 luglio 2004 a San Valentino del 2012.

L’accordo arriva dopo che un gruppo di 117 dipendenti, raccolte le prove, si era rivolto all’autorità con una class action raggiungendo in meno di due anni il clamoroso accordo. Che inevitabilmente, sentenzia il Corriere: “getta luce sul lato oscuro di un mondo, quello dei celebrity chef, i maghi dei fornelli, che nell’era di Food Network (il canale televisivo tutto cibo)”, o, aggiungiamo noi, dell’indigestione di saccaposci, padelle bruciacchiate, pasta di zucchero, frigoriferi pornografici, macaron multicolor anche nella Tv nostrana “hanno raggiunto un’influenza e ricchezze giudicate eccessive“.

[Crediti | Link: NewYorkPost, Corriere.it, immagine: Wall Street Journal]