di Prisca Sacchetti 24 Luglio 2010

Dopo la scoperta in un supermercato di Rivoli (To) di alcune mozzarelle blu a marchio Granarolo, si è scatenata la bufera sul latte della Lola che, prontamente, ha replicato alle accuse con un comunicato stampa. Abbiamo raccolto i suoi strazianti muggiti e ve li giriamo opportunamente tradotti:

1) Il latte utilizzato per i prodotti Granarolo proviene nella sua gran parte (72 % nel 2009) da allevamenti italiani; il rimanente proviene da paesi esteri quali Germania, Francia e Slovenia.
2) Il latte fresco della Lola è italiano al 100%.
3) La Granarolo importa latte crudo o pastorizzato, intero o scremato, che utilizza nelle produzioni di latte UHT che non riportano il logo “ con latte italiano” o il disegno della “mucca che mangia l’erba tricolore”.

4) Riguardo lo scandalo dei prodotti scaduti, Granarolo è totalmente estranea all’accaduto e non è stata minimamente coinvolta nell’inchiesta ancora in corso presso la procura di Cremona.
5) La Granarolo smentisce di avere mai acquistato latte dalla società tedesca Milchwerk Jager, azienda al centro delle polemiche perché fornitrice della materia prima “contaminata” nelle precedenti partite “blu”.

Ok Lola, ti crediamo, ma allora perchè le tue mozzarelle hanno quel colorito strano?