di Manuele Berti 30 Agosto 2010

Le gambe son di marmo ma chissenefrega, il rientro in città non cancella dagli occhi le montagne splendide, i laghi e l’incontro ravvicinato con una tribù di caprioli. Chissà, magari siete stati in Val Badia, la più bella delle Dolomiti. E se sì, non potete aver mancato il parco naturale di Puez Olde Odle, uno degli ultimi luoghi davvero incontaminati. Allora conoscete Antersasc, più che una malga un incantesimo, malconcia eppure di culto per gli scarpinatori. Ecco, in quell’oasi di beatitudine tra la malga e Passo Juel, le ruspe della Forestale stanno cancellando larici e pini mugo per far posto a una strada lunga 2 kilometri e larga 2 metri e mezzo.

Perché quest’altro sfregio dell’estate alpina?

“Una legge provinciale consente di fare nel parco solo le strade necessarie all’utilizzo del bosco e all’attività agricola. Nel 2008 la giunta aveva negato il permesso, notando che per una malga 6×6 non è necessario fare una strada per SUV 4×4. Ma, fatta che sarà la strada, al costo di 120.000€, 90% a carico del pubblico, 10% del proprietario della malga, apparirà necessario “ristrutturare” la casupola per farne un autogrill modello maxi-rifugio. Si fa peccato a pensare che sia stata proprio quella prospettiva a far cambiare idea, due anni dopo, alla maggioranza della giunta?”

A denunciare la deturpazione è stato Michil Costa, un noto albergatore della Val Badia, che ha mobilitato gli abitanti della vallata e creato “Salvun Antersasc”, una pagina di Facebook che piace a 1.300 persone.

La strada è stata fortemente voluta dalla provincia autonoma di Bolzano nonostante il parere negativo dell’assessore all’ambiente Michl Laimer che ha votato contro perché “Antersasc è un sito delicatissimo”. Secondo il governatore Luis Durnwalder “senza le strade di accesso ai masi e alle malghe non ci sarebbero più i contadini di montagna, non si farà nessun albergo, solo la stalla e 30 metri di casa per Johann Mair, il contadino”. Il quale ha ovviamente confermato che senza la strada la malga andrà in rovina.

Ma ecco una serie di immagini prese da “Salvun Altersasc” che mostrano come si stanno svolgendo i lavori di costruzione della strada.

Il progetto prevedeva una strada con una larghezza di 2-2,5 metri. In questo punto raggiungiamo facilmente i 3 metri di larghezza per il trattore.

In questo tratto finiscono i lavori del primo lotto. Il metro misura 3,4 metri di larghezza. Il progetto prevedeva 2-2,5 metri di larghezza. Osservate sulla sinistra il sentiero originale e la vegetazione che dovrà essere sradicata.

Alberi molto giovani tagliati da tutte le parti anche a parecchi metri dalla strada. Il lavoro sarebbe stato svolto con il MASSIMO rispetto per la natura. Ricordiamo che siamo nell’area protetta dall’UNESCO,  In Italia posti come questi ne abbiamo solo 2 .

Lungo la strada sono state tagliate decine di piante di pino mugo. Le piante servivano forse a qualcuno per farci l’olio essenziale (di pino mugo) o hanno solo voluto mostrarci cosa si può fare con una buona motosega?

Le ruspe al lavoro lungo la strada di Antersasc.

“Se quel bosco fosse proprietà privata, al primo larice caduto le proteste bloccherebbero la sue ruspe. Ma quel bosco è pubblico, e più che garantire a tanti un piacere individuale ma anonimo, risulta vantaggioso soddisfare interessi particolari di alcuni che sapranno manifestare la loro riconoscenza. Il solito peccato capitale”.

La pensate anche voi così, o son solo preoccupazioni da rive gauche, ambientalisti chic ancora in vacanza e senza niente di meglio da fare?

[Fonti: Franco De Benedetti, Michil Costa, Facebook, immagini: Facebook]