di Ilaria Bellantoni 13 Maggio 2011

Cucinieri, cuochini, lettori, amici/nemici di Dissapore e della vita reale, naviganti malmostosi, casalinghe indemoniate e non, gastro-freak, girls, guys & gays la notizia è la seguente: Lo Chef è un Dio è stato selezionato per un premio letterario e la Bellantoni si trova a Torino, destinazione il Salone Internazionale del Libro. Mentre disfo la valigia e prego la Dea del Glamour che non piova per indossare uno, nessuno o centomila paia di scarpe di livello, mi chiedo ancora come sia possibile. Quali criteri i giurati abbiano usato per selezionare me, la Zia della Piccola Fiammiferaia aka la Melissa P della Padella, e non un altro. Non mi è ancora chiaro, ma così gira il mondo dell’editoria gastronomica e noi non possiamo farci niente. Comunque, grazie per il pensiero.

Quindi oggi, venerdì 13 maggio alle 12.30, al Salotto Rai Eri del Salone, la vostra autrice di riferimento è stata alla conferenza stampa di presentazione di Libri da Gustare 2011. Io gareggio (vabbè) per la sezione “Cibo e letteratura” (ooooh!) e avrete tempo fino al 20 novembre per votarmi sull sito di Libri da Gustare e su Traspi.net.

Oggi c’erano i miei competitor, gli editori e qualche giornalista che probabilmente aveva sbagliato sala. Ecco, tu, collega, non sparire perché dobbiamo fare lobbying. Ti preparerò la mia famosa torta di mele, vota per me, dai. Sono quella che hai riconosciuto tra tutti: brillavo di verde. Peg l’apprezzerà da lassù, è certo. L’outfit è stato scelto dopo un brainstormig su Skype con la mia nuova amica scienziata che ora è a Cannes e stalkerizza Jude Law (ora che sei arrivata, lui ha smesso di chiedere di te?). Quindi, merita.

Al Salone sono sempre andata per intervistare scrittori (veri), gente da milionate di copie (che invidia), uomini e donne che vivono per scrivere (io scrivo per vivere, che è leggermente diverso) e hanno i loro nomi in cima alle classifiche dei best seller (io non ancora, ma prima o poi vi acchiappo, che vi credete?). Però oggi, io e loro, sul pass, avevamo stampata la stessa magica parola: autore, sì! O era writer? Durerà solo per un giorno, ma che giorno, ragazzi. Alla faccia di Vito Frolla e di quelli di Slow Food.

Non vincerò, ma forse sarò la più elegante. E son soddisfazioni.