di Manuele Berti 11 Ottobre 2010

Non ci sono più i pelisullostomaco di una volta. A prima vista, questa cosa della Coop che lancia la campagna “Acqua di casa mia” (costo: un milione di euro) per invitare gli italiani a bere più acqua del rubinetto, è di una spropositata demenza. Perché mai dovrebbe farlo visto quel che ricava vendendo minerale in bottiglia, e perché mai dovrebbe prendersi il disturbo di pagare gli spot a Luciana Littizzetto? Dunque, vediamo di capirci qualcosa. Gli italiani bevono una media di 195 litri di minerale a testa ogni anno: primi in Europa. Un’abitudine che incide sul bilancio familiare dal momento che, secondo Legambiente, l’acqua del rubinetto costa in media 0,5 millesimi di euro al litro, mentre quella in bottiglia 50 centesimi al litro.

Sì, ma il vizietto costa caro anche all’ambiente. Per trasportare la minerale dalle fonti alla tavola viaggiano ogni anno 480.000 tir (una fila di 8.000 km, come andare da Roma a Mosca e tornare). In pratica, trasportare su gomma 100 litri d’acqua per 100 chilometri produce emissioni di anidride carbonica per oltre 10 chili. Bevendo acqua del rubinetto, per ogni 100 litri di acqua si immettono in atmosfera 0,04 chili di CO2: 250 volte di meno.

Dice: “Sì, ma io l’acqua dell’acquedotto non la bevo, è cattiva e fa male”. Non è così, in Italia l’acqua cosiddetta “del sindaco” è buona e sicura (le norme prevedono la verifica di 50 parametri fisici e microbiologici). Comunque, per convicere i più diffidenti, Coop vende a 9 euro una caraffa filtrante che rende più gradevole l’acqua di casa.

Resta da capire, benefici di immagine a parte — è pur sempre una campagna ambientalista — perché Coop non pensa ai cervelli del marketing che hanno avuto l’idea come a delle braccia rubate all’industria conserviera.

Della caraffa a 9 euro abbiamo detto. Poi ci sono i risparmi sugli altissimi costi di logistica dell’acqua in bottiglia. Inoltre, Coop ha appena raddoppiato le fonti di approvvigionamento dell’acqua a marchio proprio. La disponibilità di quattro fonti (più un’altra al Sud ancora da individuare) permette di ottenere una riduzione della distanza media che le bottiglie percorrono, con evidenti risparmi, oltre ai benefici per l’ambiente. E comunque, nei supermercati sarà ancora possibile comprare acqua minerale.

Chariti alcuni aspetti, rimane il fatto che sfidare la potentissima lobby delle acque minerali è comunque un gesto coraggioso. Non a caso Mineracqua, la Federazione italiana dei produttori di acqua minerali, risponde alla Coop con una pubblicità che vedremo nei principali quotidiani italiani. Lo slogan:? “Acqua minerale. Molto più che potabile”, come a dire che quella del rubinetto è solo bevibile.

Che ne dite, vi fidate dell’acqua di casa? Questa è la volta buona che comprate la caraffa filtrante e basta spese folli per la minerale?

commenti (44)

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  1. Avatar schatten ha detto:

    Qui a München l’acqua del rubinetto e’ molto buona, menomale (anche se tremendamente calcarea) e una volta messa in frigo e’ davvero piacevole. Poi una volta ogni tanto compriamo una cassa da 12 bottiglie di acqua frizzante, che certe volte ci vuole. Costo delle 12 bottiglie Adelholzener da un litro: 16 euri, giuro. Pare che sia normale, qui. Poi pero’ le bottiglie di plastica le riportiamo indietro e cosi’ ci daranno 3 euri. Se penso che 6 bottiglie da 1,5 di acqua Guizza iperfrizzante, meravigliosa,in Italia non costano neanche 2 euri…

  2. Avatar Max ha detto:

    Abito a Nonantola, nella acquaticamente calcarea Provincia di Modena. Da 3 anni ho smesso di comprare acqua in bottiglia (salvo quella frizzante) dopo aver discusso per un’ora in centro con gli Ingegneri Senza Frontiere che mi hanno convinto a passare all’acqua del sindaco rispondendo a tono su tutti i dubbi che avevo.
    Confermo: 2 ore in frigo (bottiglia di vetro, aperta) e il cloro evapora totalmente. Non uso caraffe filtranti (in frigo tengo di solito 8-10 bottiglie di vetro piene, dovrei comprarmi 10 caraffe e relativi filtri…).
    Non c’è differenza con l’acqua in bottiglia, l’acqua del sindaco è buona e risparmio un sacco di scocciature collegate alle casse d’acqua. Al massimo ogni tanto compro una frizzante.
    Concordo che l’iniziativa coop è coraggiosa, da quello che leggo sui blog di Retail prevedono un calo del 10% nelle vendite di acqua e scommettono di rientrare un minimo grazie alle caraffe e ai filtri. Mineracqua, ovviamente, fa il suo mestiere.
    Su tutte le implicazioni ambientali di questa cosa non sto neanche a insistere, talmente sono ovvie.

  3. Io l’acqua del rubinetto non la bevo, perchè mi dà un senso di pesantezza e sopratutto perchè non mi piace, al pari di altre minerali che non mi piacciono.

    la mossa COOP la vedo anche in questa ottica: liberare il carrello di 2 Pacchi di acqua che ne occupano metà capienza e farcelo riempire di cose con ben più margine di guadagno.

    l’Ipermercato di fronte all’outlet di serravalle scrivia invece ha risolto il problema vendendo l’acqua e le bibite a cartoni in un locale a se stante dove ti puoi fermare con l’auto proprio davanti,
    quando ci vado compro sempre il chinotto e la gazzosa presidio slow food, senza entrare nel supermercato

  4. da un’altra esperienza tedesca ricavo che una caraffa passata 7 minuti al microonde e aggiunta di 4 bustine di tisana a piacere crea una bevanda piacevole … e ogni tanto cosi’ faccio; credo sia una buona alternativa

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Sette minuti al micronde ? A parte il consumo di energia elettrica a cosa servirebbe ? A sterilizzare l’acqua ?

  5. Data l’incredibile quota di calcare e soprattutto il cattivo sapore dell’acqua del sindaco, abbiamo installato un depuratore a osmosi inversa, che a differenza delle brocche non ti imbottisce di batteri se non cambi le cartucce ogni poco.

    Costoso, ma ora possiamo usare acqua ottima e a basso tenore calcareo per cucinare e per altri usi di cucina, impensabili con l’acqua oligominerale. La differenza di sapore è fantastica: pasta, caffé e the ringraziano 🙂

    1. Avatar Deckart ha detto:

      Penso che tu intenda “l’acqua in bottiglia”

  6. A me piacciono le bollicine, quindi acqua minerale in casa sempre, assolutamente.

    A livello di impasti, invece, con l’acqua di Roma non si può far tanto così com’è: ha solo 330 mg di residuo fisso a 180°, un valore encomiabile, ma la sua composizione di calcare e la durezza in Gradi Francesi (31-32°F) non consentono di avere dei buoni risultati così com’è. Minimo, la devi lasciare a decantare per mezz’ora per far evaporare il cloro, e poi comunque correggerla o filtrarla per avere il rendimento che uno si aspetta.

    Se fosse solo per me, invece, Perrier gelata per tutta la vita…

    1. Marco come sempre è il re del mondo. La Perrier è un’acqua di una bontà spropositata.

      E’ vero che l’acqua del rubinetto è forse più controllata, ma c’è un dettaglio: la controllano prima che entri nelle tubature, non dopo che esce dai rubinetti.

    2. Avatar gippo ha detto:

      a me risulta questo
      D.lgs 02/02/2001, n.31
      Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano
      Art. 5
      I valori di parametro fissati nell’allegato I devono essere rispettati nei seguenti punti:
      A) per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano;….

      saluti gippo

    3. E sapessi che polemica c’è, intorno a tale questione…

      Solo a Roma, c’è il problema che moltissime abitazioni vecchie hanno ancora tutte le tubature in piombo, che viene ceduto all’acqua e da lì lo ingeriamo bellamente. I parametri che però controllano la potabilità dell’acqua, invece, non ne tengono conto, per cui risulta perfettamente potabile, come in effetti è. Pensa che solo da qualche anno si iniziano a valutare i guai creati dalle otturazioni dentali in amalgama.

      A Roma esce dai rubinetti di tutti dell’acqua ottima, una delle migliori da tanti punti di vista, solo che non è un’acqua di quelle indicate per farsi le famose cure dietetiche tipo “bersi almeno due litri di acqua al giorno” (peraltro cazzata intergalattica che deriva da una errata interpretazione di una circolare dell’allora FDA in America), ma se ci devi fare la pasta, dissetarti il giusto o farci quant’altro ti venga in mente che ne comporti l’ingestione, non ha problemi. Pensa, dà abbastanza problemi con i tensioattivi, in altre parole non è affatto una buona acqua per lavare, a causa dei suoi contenuti calcarei. Non fa schiuma quanta ne dovrebbe. Se provi a vedere cosa succede con un’acqua demineralizzata (non distillata, eh?) usando la stessa dose di sapone, vedrai risultati completamente diversi.

      A livello professionale, infatti, consiglio di installare impianti a osmosi inversa e di usare l’acqua in uscita anche per pulire a terra e le finiture del locale in unione agli specifici prodotti concentrati, perché non lascia aloni e permette ai tensioattivi di svolgere al meglio il proprio compito.

    4. Avatar anna ha detto:

      ecco,… Visto che parliamo di parametri , lo sapevate che la nostra legislazione consente alle acque minerali dei valori su alcune sostanze ritenute tossiche superiori a quelli consentiti all’acquedotto? Ho piacere di citare alcuni esempi: arsenico 10 acqua potabile 50 acqua minerale -manganese 50 acqua potabile 2000 acqua minerale- alluminio 200 acqua potabile NESSUN LIMITE acque minerali-vanadio 50 acqua potabile NESSUN LIMITEacqua minerale ecc.. Ecc.. Che dire???

    5. Avatar simone ha detto:

      io ho usato i test a reagenti sul’acqua del mio rubinetto a Roma per scopi acquariofili,posso assicurarti con non ci sono tracce di cloro…ma i livelli di calcare sono altissimi

      PH 7,5
      KH 15
      GH 17
      CLORO ZERO

  7. Avatar Pheed ha detto:

    Qui a casa, dopo lungo meditare, si é passati all’acqua del sindaco. Milano. Risultati encomiabili (ovvero acqua piacevole e bevibile) si ottengono lasciando la bottiglia in frigo per un po’ e poi addizionandola di anidride carbonica con un eccellente “sparabolle”. Una bombola di Co2 basta per 60/70 litri e costa poco piú di 10 euro: non risparmio troppo, ma faccio qualcosa per l’ambiente.

    1. Avatar Fede ha detto:

      Verissimo! ottimo sparabolle! ottima acqua frizzante home made a costo quasi nullo.

      (E poi c’è il pregio di poter dosare il livello di frizzantezza. Io amo l’acqua la cui co2 mi corrode la gola, per cui vai di bolle grosse come meloni!)

  8. Onore alla Coop per una campagna che le sottrae introiti certi e che, almeno, contribuisce a sollevare, nel consumatore, il dubbio sul comprare o non comprare l’acqua in bottiglia.