di Prisca Sacchetti 26 Novembre 2010

“Rifiuti, Pompei, Wikileaks” e, aggiungiamo noi, il pessimo buffet mangiato dal Ministro Brunetta, sono tutte prove di una strategia per colpire l’Italia. Sì Cavalier Berlusconi, non ci sono più dubbi: l’orrido pasto offerto dalla Regione Abruzzo alla delegazione di Governo salita fino all’Aquila, è parte dello stesso disegno criminogeno messo in atto da forze oscure (comunisti?) tendente a “colpire l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale“. Al malcapitato Brunetta hanno servito “Pane raffermo, speck mediocre avvolto nelle fette di ananas (roba che neanche gli inglesi…), tiramisù giallognolo e improbabile, salame rancido. Il tutto servito da un cameriere per caso“. Ma dico, siamo impazziti? Offrire un simile pasto al fine gourmet  Brunetta, autore del fondamentale libro “Oggi vi cucino io” è un’offesa che si è meritata una lettera ufficiale del Ministero, con tanto di timbri e ceralacca. Leggiamo sgomenti la parte finale della missiva:

“Posso garantirvi che il catering che avete offerto oggi alla Regione in occasione del forum dell’Innovazione verrà ricordato a lungo dal ministro Brunetta, dal prefetto Iurato, dal presidente della Regione Chiodi, dal sindaco Cialente e dal rettore dell’Università Di Orio. Complimenti vivissimi”.

L’infingardo ristoratore, tal Paolo Pacilli (sia fustigato a sangue) ha pure avuto il coraggio di controbattere, accusando la delegazione ministeriale di essersi presentata in ritardo e in sovrannumero rispetto a quanto concordato. Il Pacilli afferma che il servizio del ministro si è svolto in una sala a parte provvista di cristalleria e porcellane e le autorità avevano a loro disposizione “tre persone responsabili per lo “sporzionamento”: uno chef della federazione italiana cuochi, un ristoratore con venti anni di attività, e il maitre che che segue regolarmente i più importanti eventi della nostra azienda compreso il G8 di L’Aquila”.

E noi dovremmo credere a questo cumulo di menzogne? Sentite cosa ha l’ardire di affermare il Pacilli invece di porre fine alla sua attività con un degno harakiri:

Non intendo chiedere scusa a nessuno. Non per presunzione, ma perché, malgrado io sia estremamente amareggiato e dispiaciuto per l’accaduto, ritengo inammissibile il comportamento del portavoce del ministro, che ha agito senza neanche preoccuparsi di sapere cosa fosse successo o quali fossero gli accordi intercorsi. Mi sembrava di ricordare che le basilari regole della buona educazione consigliassero comunque di ringraziare chi ci offre un dono, qualunque esso sia. Anche se avessimo offerto semplicemente pane e acqua avremmo meritato un gesto di risposta.

Questo è comunismo della peggior specie, altrochè, e bene ha fatto il Ministro Brunetta a impegnare tutta la catena di comando ai suoi servigi per stigmatizzare l’accaduto. Queste son le cose che gettano discredito sull’Italia, non il terremoto dimenticato, non gli sfollati o una città chiusa per le macerie.

Grazie Ministro, la sua Altezza Morale è pari soltanto alla sua dignità: un metro e quaranta. Scarsi, però.