di Prisca Sacchetti 28 Maggio 2010

gelato

Adoro il profumo del napalm di prima mattina (cit.), se poi me lo servono sul cono gelato, impazzisco letteralmente. Proprio così, il mio napalm di oggi si chiama “costi e ricavi di una qualunque gelateria milanese” e si cela tra le righe di un bel post di Valerio Visintin sul Corriere online. Ma andiamo per gradi. Nella sua bella inchiestina Visintin scopre che le quotazioni di un cono alla crema a Milano sono legate alle fluttuazioni dell’oro sui mercati internazionali. Come spiegare sennò i 24 euro che devi scucire per un chilo di gelato da Grom? Lo stesso gelato per dire, comprato sempre da Grom ma in un’altra città, ne costa 20, (20% in meno).

Meglio non va nel resto delle gelaterie milanesi: ieri, ad esempio, l’indice Mibtel segnava un prezzo al listino del gusto crema pari a 18/20 euro al chilo ma in certi salotti se ne spendono anche 30. Ora, può darsi che la vaschetta sia griffata Prada ma, tenendo presente che da Giolitti a Roma un chilo di gelato non supera i 16 euro, come spiegare la differenza di prezzo?  La materia prima di ottima qualità non giustifica tutto, visto che la mitica Carapina di Firenze ha una media/prezzi di 16 euro e che per fare un chilo di crema non puoi spendere più di sei euro (10 con le uova di Parisi). Ci saranno maggiori costi per il personale, direte voi, ma sentite cosa dice nei commenti uno che da Grom ci sgobba: “tra tutti i posti in cui ho lavorato questo è quello in cui prendo lo stipendio più basso, e anche come ambiente lavorativo è il posto peggiore in cui abbia mai lavorato“. C’è da aggiungere altro?

E allora, perchè a Milano il gelato costa molto di più? “Intanto Milano è certamente più cara come affitti”, dice Raffaele Valente, presidente dei gelatieri Epam (l’ente dei pubblici esercizi milanesi). “E poi, noi qui rispettiamo tutte le leggi e le norme sanitarie. Anche quelle rappresentano oneri economici. A Roma non so se sono così in regola…”. Eccolo lì, il sergente ha sganciato il napalm. Ne sentite anche voi l’odore, vero? È una puzza a metà tra il leghismo e la bausciaggine, contro la quale c’è un solo possibile rimedio. Al mio via, scatenate l’inferno…