di Prisca Sacchetti 4 Aprile 2011

Il nome è scritto in rosso glamour sui vetri, passandoci davanti le suore del Santo Spirito, che vivono nella stessa strada, si sono fatte il segno della croce. E’ Bunga Bunga, nuovo pub, bar paninoteca di via Mazzini 32 a Livorno, la città più rossa della Toscana, ma anche il posto dove l’ironia è una malattia contagiosa. “Il nome l’abbiamo scelto per dare una spinta all’attività — hanno fatto sapere Maurizio e Monica Bandinelli, i due gestori — Quando l’abbiamo detto al commercialista gli sono brillati gli occhi”.

Con quel nome, la specialità del locale non può che essere il panino Ruby, sembra di leggere Il Vernacoliere (mensile satirico della città) invece è solo il menù: gli ingredienti sono la salsa la verde e LA PORCHETTA.

Comunque, le intestazioni riferite all’attualità, o semplicemente i nomi assurdi, non sono esclusiva livornese. Anni fa il mai troppo rimpianto “settimanale di resistenza umana” Cuore, proponeva “Botteghe Oscure”, rubrica fotografica dei negozi dai nomi più improbabili. C’erano capolavori come “Il Salumario”, la “Stalla della calzatura”, “Social Bar” o “Balla coi prezzi”.

Ma sono sicuro che nella vostra pluriennale esperienza di frequentatori delle migliori (e peggiori) tavole planetarie avete incontrato seri pretendenti al titolo di peggior. nome. ever. Forza allora, diteci quali, niente resterà impunito.

[Crediti | Link: Corriere Fiorentino, Il Vernacoliere, Wikipedia, Una mano lava l’altra. Immagini: Corriere Fiorentino, Disordinatamente]