Che, come se non avesse gia abbastanza fatto parlare di sé, vince anche l’edizione 2010 del Premio Cinema Academia Barilla riservato ai corti di tema gastronomico con “La rivoluzione siamo noi”, regia di Roberto Rabitti. Guardate il video e fateci sapere se era il caso.

commenti (23)

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  1. Avatar Michela Iorio ha detto:

    Un video emozionante! Anzichè descrivere i piatti ne racconta l’evocazione così come ci si immagina che “emergano” dalla mente di un grande chef. Complimenti!

    1. Beh, l’edizione 2007 del Premio Barilla l’ha vinta mia moglie, però non cucina come Bottura. 🙂

  2. Avatar giggi ha detto:

    Tutto elegante tutto fascinoso, tutto da fighetti, che non hanno mai raccolto con le mani una lumaca.
    Questo cuoco è utile in città.

    1. Avatar orson ha detto:

      Argomentala un po’ di più: come contribuisce l’aver raccolto una lumaca al saperla cucinare?

    2. >Tutto elegante tutto fascinoso
      e non è poco visto che la mediocrità impera ovunque.

      > tutto da fighetti

      beh se per fighetti intendi lo stile che cercano di rubarci da secoli…ben vengano i fighetti…

      >che non hanno mai raccolto con le mani una lumaca.

      a cosa serve saper raccogliere le lumache scusa?
      ti cambia la vita?

      “A food designer is somebody working with food, with no idea of cooking”. Inga Knölke, 1999

      >Questo cuoco è utile in città.
      è fantastico, adesso prendi il concetto e fallo diventare tanti cuochi -lo chiamerei chef honey!- che sono utili per tutte le città d’italia …e poi dimmi se ti fa schifo….

      kiss con la lingua dove non batte il sole che forse ti torna l’ottimismo 😉
      bd

      Questo cuoco è utile in città.

    3. Avatar giggi ha detto:

      Scusate il ritardo, ma ero a tagliare l’erba.
      Se tu raccogli le lumache per mangiarle, devi conoscere anche che devono essere spurgate, e nel fare questo la terra l’hai annusata molto bene e anche il resto, e non ti viene voglia di “ritrovarla” nel piatto. Roba da fighetti perché i fighetti come è risaputo se la menano parecchio con fisime estetiche da paura.
      Cuoco utile in città perché ai fighetti piace la città, così intrigante, dove le loro fisime si possono aggrovigliare su se stesse.
      Se invece è food design, allora amen… io le lumache preferisco mangiarle a dozzine.

  3. Avatar frhack ha detto:

    geniale, in questo video si cucina un po’ addosso però o sbaglio ?

  4. Avatar LKJHG ha detto:

    Bon per voi che avete voglia di esaltare così un uomo che cucina. Siete esaltati quanti lo sono i tifosi delle squadre di calcio. E come loro potreste anche venire alle mani argomentando su come deve essere fatta una carbonara. La civiltà del lusso. Così annoiati dalla propria vita che avete bisogno di idolatrare per sentirvi utili. E adesso via, giù con le risposte automatiche e scontate (e magari ironiche su di me). Tanto nessuno si fermerà neanche un attimo a pensarci sopra, su quello che ha letto poc’anzi.

    1. sarà che è due giorni che zappo per piantare pomodori e dalie perciò le risposte in automatico faticano ad arrivare.

      per quanto mi riguarda non idolatro nè un cuoco nè michelangiolo ma gli ammiro entrambi e non credo di arrivare alle mani per sostenere la mia ammirazione…almeno fin’ora non mi è mai successo 🙂
      è una scelta come quella di pensare il contrario come sul sentirmi utile dipenda dallo stato d’animo in cui mi trovo avendo il dono della ragione e del sentimento…come penso anche tu.
      ciò che mi disturba, mi interessa capirne i motivi, è perchè spesso le persone sono disfattiste.

      buona serata
      bd

    2. Avatar LKJHG ha detto:

      Semplicemente non capisco tutta questa spettacolarizzazione del cibo che è venuta fuori in questi ultimi anni (grazie anche alla tv : improvvisamente c’è sempre qualcuno che parla di cibo).

      Mi fa ridere quando vedo fare un piatto con quel cucchiaino che fa le 2 strisciate o le 3 goccioline sparse e poi poggiarci sopra con le pinzette il gamberetto o cos’altro. Oppure gente che ficca il naso dentro calici enormi e gira ‘sti bicchieri con la prosopopea di annusarci chissà cosa.

      Ma non sono neanche il tipo chiuso nell’ermetismo o nelle masturbazioni mentali che ” era meglio la cucina di una volta ” o ” preferisco un piatto di spaghetti o la frittata di cipolle “. Solamente credo che si stia perdendo la misura in cucina.

      La sequela di (per me) inutilità che ci propina Bottura all’inizio del video figlia di un insistito avanguardismo che non ha ragione di esistere nel preparare un piatto. I giochetti di parole nel nome di un piatto o il continuo contrasto nel ” finto uvo ” o ” finta oliva ” sono giochetti per pupetti dell’asilo che però adesso, nel nuovo millennio si dice che il cliente ” gioca col cibo, con gli occhi “. Strano. Nel secolo scorso t’insegnavano si dan piccolo a ” non giocare col cibo nel piatto “, mentre adesso è lecito (anzi, doveroso). Magari tra 50 anni si potrà pure prenderlo con le mani e cominciare a tirarselo addosso per ” entrare in contatto col cibo ” . Chi può negarlo ? Anzi, se diamo una spiegazione abbastanza filosofeggiante tutto è concesso, simpatico, accattivante. Ha un che di spirituale per noi occidentali civilizzati.

      Pare che adesso il cuoco si stia rifacendo di tutti quegli anni in cui stava nella cucina a sgobbare e nessuno se lo filava, se non di sfuggita. Ma il peggio è chi li guarda a bocca aperta e rimane addirittura inebetito a rimirarlo : sono queste persone che fanno aumentare la popolarità. Quelle stesse persone (ignoranti al cubo) che hanno la saccenza di intendersi di vini e cibo, ma crollano miseramente se gli dici che nel piatto c’è : agar – agar, lecitina, hyfoama, xantano ecc…Anzi, s’indegnano e ti mandano la tv a contarti anche i peli del culo.

      Mi domando se un muratore o un’ elettricista facessero filmati così sul loro lavoro, a quanti interesserebbe vederlo. Ma il cibo si sa, ha più fascino. D’altra parte è un settore alla portata di tutti : molti sono convinti di sapere cucinare (basta vedere certi programmi in tv, che squallore…) e di poter dare persino lezioni.

      Mi piace chi riesce a creare nuovi accostamenti e passa del tempo a studiare le combinazioni del gusto, ma non dimentichiamoci che, tolto il grembiule, sono esseri umani come tutti noi e quindi non avranno mai (da me) la riverenza che tanti (purtroppo) gli fanno.

      Il discorso è vecchio come il Mondo : si potrebbe parlare per anni e anni su cosa è arte, chi decide cosa è arte e no, chi decide cosa sia bello o brutto : è frutto davvero del nostro pensiero o siamo solo condizionati dagli schemi imposti a livello subconscio dalla società ?

    3. ciao LKJHG

      sembra il codice di un volo aereo.

      beh sul fatto che ci sia una spettacolarizzazione del cibo hai ragione e forse ti innervosisce un pò -anzi parecchio pare 🙂 …a me invece incuriosisce molto e mi affascina osservarne le mille sfumature con tutte le morbosità che ne derivano .

      una volta era la moda così, ti ricordi ?
      ora il cibo…e se questa esasperazione dovesse riuscire a sanare un pochino la nostra economia oltre che l’autostima non sarebbe male.

      il video è un ‘espressione di un pensiero che in questo caso è quello di bottura che può piacerti o no…
      io il video non l’avrei fatto così ma lo apprezzo e trovo che sia anche una bella iniziativa il concorso di corti promosso dalla barilla- l’ho scoperto da questo post-

      il gioco con il cibo è un gioco per ricchi dici tu, sono d’accordo ma sta di fatto che più o meno ricchi lo siamo tutti o almeno il target che frequenta questo blog infatti non credo che dissapore abbia un pubblico di extracomunitari residenti a milano in via padova che magari spacciano,bevono o vivono in 15 in un appartamento come non credo sia la massaia distrutta dal lavoro che si infila in super mercato per fare la spesa.

      kiss
      bd

    4. Avatar gianluca ha detto:

      scusa ma tra l’extracomunitario di via padova…..e giocare con il cibo, c’è di mezzo anocra tanta roba ( e per fortuna !!)

    5. scusa mi sono espressa male e ormai era troppo tardi…
      non mi riferivo tanto al giocare con determinati tipi di cibo ma al fatto che giocandoci anche metaforicamente diventa un lusso/culturale anche per chi non può permetterselo e mangia junk food.

      provo a spiegarmi meglio …oggi non funziono 🙁

      prova a prendere 100 persone di tutte le estrazioni sociali anche le più basse ,molto basse…bassissime e chiedigli se conoscono ferran adrià ,massimo bottura e davide scabin.

      poi chiedigli se conoscono giorgio armani,dolce e gabbana e prada…

      provaci anche con meno di 100…comincia dal lattaio, dal meccanico o altro..
      io l’ho fatto e i cuochi non se li fila nessuno…pochissimi ,i più fighetti -so che dicendoti questo sei contento -mentre gli stilisti chiunque…
      lascio a te la riflessione perchè ho trovato l’esperimento fantastico e sai perchè?

      perchè sono sicura ma proprio tanto che in meno di 5 anni i 3 sopra li conosceranno anche gli ultimi diseredati della terra e quello che mi interessa è di capire cosa succede in quello spazio di tempo .

    6. Avatar gianluca ha detto:

      quindi tu mangi solo o spuma di aglo….o kebab in via padova.
      non mangi mai una pizza, uno spaghetto al pomodoro, una bruschetta, un minestrone, un pesce ai ferri, una bistecca, no.
      solo piatti giocosi….oppure junk food.
      bha’….sinceramente, non mi sembra una teoria che rispecchia la realtà la tua, senza offese.
      😉

  5. Avatar gianluca ha detto:

    mah….estetica, tanta ricerca estetica…..preferisco la cucina più di sostanza. preferisco mangiarmi un pesce intero che un quadratino ricoperto da un brodo di nero di seppia, per fare omaggio a un pianista, di cui non me ne potrebbe fregare di meno, soprattutto mentre sto mangiando….

  6. Avatar Michela Iorio ha detto:

    Scusate, però io penso che si perda un po’ il senso del discorso. Il tema qui è come un video possa rappresentare un piatto e l’idea che vi sta dietro.

    Poi, che ad alcuni piaccia raccogliere le lumache o mangiare un pesce intero anzichè assaggiare l’omaggio a Monk…beh, penso sia legittimo. Io alterno tra la trattoria e il grande ristorante a seconda dell’esperienza che voglio fare e in che occasione intendo concedermela. Dalla cena con gli amici ad un’esperienza memorabile da fare in due.

    Non per questo mi sento fighetta, esaltata, disfattista o altro.
    Mi sento fortunata a poter scegliere, questo sì. Mi tocca risparmiare, mangiare due pizze in meno o non andare al cinema tutti le settimane, ma vuoi mettere un pranzo da Scabin, Bottura o Uliassi per festeggiare il compleanno di una persona speciale?

    Buona giornata a tutti!

    1. d’accordissimo con te Michela, su tutto.
      Non vorrei dire, ma sono sincera: andare alla cena al Park Hyatt a cura di Scabin è stato un onore e non so quanto avrei dovuto risparmiare se avessi dovuto pagarla da me. Ma forse lo avrei fatto.
      Così come è stato alla “24 ore di le Max”, all’evento memorabile presso l’Osteria Francescana… ho dovuto risparmiare su molte altre cose, per dire. Ma sono stata contenta di farlo, perché vivere simili momenti con persone che, come “te”, amano la buona cucina, amano discutere, parlare e confrontarsi sulla cucina e la gastronomia in generale.. quindi trovarsi ad un tavolo con propri simili in questo senso, per me è una cosa bellissima e che non ha (o quasi;) prezzo (una volta ogni tanto).
      A mio parere Massimo Bottura è proprio il “massimo”. E questo mio dire va’ ben oltre alla mera bravura di Chef, molto oltre. Lui non è solo un semplice chef, la sua è una cucina concettuale, c’è metodo, logica, pensiero, studio, ricerca, passione, spirito. C’è Vita in quello che fa… e basta guardare questo video qui in alto per capirlo, per emozionarsi ad assaporare un suo piatto, che sia Omaggio a Monk piuttosto che altro.

  7. Avatar DASCALAROSSA ha detto:

    da quando esiste la cucina italiana per’altro l’unica riconosciuta in tutto il mondo
    esiste la carbonara la matriciana
    il risotto alla milanese,il cacciucco il prosciutto il salame il formaggio la trippa la coda insomma i nostri piatti di tradizione viene attaccata da mode come la panna negli anni settanta ottanta a seguire dalla nouvelle cuisine ottanta novanta poi dal novanta questa cucina molecolare e miracolosamente resiste e resisterà nei secoli..questo signore dopo lo scandalo di striscia discutibile per molti suoi seguaci ,rinnega il suo maestro “ferran adria’ dove lo lodava con tanto di trasmissione al gambero rosso come il dio in terra , ha riconsegnando il cetro alla vera cucina italiana facendosi trovare con una fetta di culatello in mano. non mi risulta nel suo menu alcuna menzione del culatello o di altri prodotti tipici.
    ma solo frasi poetiche del tipo il piatto può sembrare un piatto ma e un bicchiere .bottura sicuramente è un ottimo chef ha anche un ottimo sceneggiatore forse un ottimo ufficio stampa ma paragonarlo a un dio.