di Prisca Sacchetti 8 Maggio 2012

“Federico Moccia eletto sindaco in Abruzzo. Se amministra come scrive, scusa ma lo chiamo orrore”. Ieri su Twitter, dove si commentavano in diretta i risultati elettorali, c’è stato un accanimento unanime su Federico Moccia, l’autore di “Tre metri sopra il cielo” e appunto “Scusa se ti chiama amore”, eletto sindaco a Rosello, comune abruzzese di appena 300 abitanti in provincia di Chieti adiacente a quello dov’è nata sua moglie, Giulia La Penna.

Le vittime delle pagine di Federico Moccia, candidato della lista civica “Autonomia e libertà”, che ha ottenuto quasi il 90% delle preferenze con 142 voti, si sono vendicate usando praticamente ogni argomento ma più di tutti la scrittura. Tra le battutacce più frequenti:

“Qualsiasi impegno possa distrarre Moccia dalla scrittura (soprattutto in campo televisivo) è una benedizione. Grazie, Rosello”, “Federico Moccia a caldo, ai suoi elettori: Grz tnt! VVUMDB!!!”, “Federico Moccia sindaco a Rosello. Allo scrittore il 90% dei voti … Il restante 10% sa leggere”, “Federico Moccia sindaco a Rosello. Le ferramenta in festa. Più lucchetti per tutti”. “Moccia è l’unico sindaco che puó permettersi Scamarcio assessore alle rotonde e MuccinoJr assessore agli scioglilingua”, “Rosello, comune denuclearizzato e lucchettato”.

Rispondendo alle domande di Vanity Fair il nuovo politico non ha fatto granché per rendere l’elezione più tollerabile o semplicemente per attenuare l’ironia. Alla domanda “Come si renderà utile, adesso, da primo cittadino?” ha infatti risposto: “Potrò essere un sindaco simpatico, che potrà fare pubblicità a questo bellissimo paese”.

Chi si stava ubriacando di vini cattivi per dimenticare dove si trovava non sapeva che di lì a poco sarebbe toccato alla cucina.

Domanda: “Cosa farà come prima cosa?”
Risposta: “Cercherò idee per attirare la curiosità di potenziali turisti nei confronti di Rosello. Qui abbiamo perle della natura, come il lago di Bomba e la valle del Sangro, dove sta l’abete più alto d’Italia. Senza dimenticare LA CUCINA DI ROSELLO».
Domada: “La cucina?”
Risposta: “Si mangia benissimo. Qui ci sono i migliori cuochi d’Italia, vista la tradizione della Scuola di cucina di Villa Santa Maria”.

I migliori cuochi d’Italia? La Scuola di cucina di Villa Maria???

Con qualche secondo di ricerca in rete si scopre che Villa Santa Maria è semplicemente un istituto alberghiero, intitolato allo chef villese Giovanni Marchitelli, cuoco sicuramente ganzo ma diciamo così, qualitativamente contenuto nei limiti della norma.  Mentre 13 sono le recensioni accumulate da Lo Scamorzaro, unico ristorante di Rosello presente su TripAdvisor.

Ma la tortura che continuo a meravigliarmi nessun tribunale condanni quando c’è di mezzo Moccia è la questione dei lucchetti.

Vanity Fair: “Non mancheranno misure per i più romantici”.
Moccia: “Mi piacerà far diventare questi posti meta conosciuta per giovani e meno giovani, legandoli a una bella idea romantica, ma anche curiosa».
Vanity Fair: “Lucchetti dell’amore a Rosello”.
Moccia: “Quella sarà la cosa più semplice. Ma ci sono soluzioni più simpatiche. Non dimentichi che come sindaco io potrò sposare le persone”.

Speriamo solo che “Chi” non chieda a Moccia 24 pagine sul primo matrimonio lucchettato a Rosello. C’è un limite anche a quello che gli italiani possono sopportare dai politici.

[Crediti | Link: Vanity Fair, Villa Santa Maria, immagine: Vanity Fair]