di Prisca Sacchetti 21 Gennaio 2012

Siamo onesti. La prima reazione di molti di noi all’annuncio «dal 22 gennaio Gianfranco Vissani e Michela Rocco conducono Ti ci porto io su La7″ è, verosimilmente: “ma chi se ne frega se Gianfranco Vissani e Michela Rocco conducono Ti ci porto io su La7″. Il periodo è terribile, e in Tv siamo pieni di foodsciò discutibili. Ecco, giustappunto.

Ci sono i palinsesti pieni di cucina fino all’indigestione ma il programma catalizzante non c’è. Ci sono, con uno strano cortocircuito ideologico, i programmi sui cuochi e subito dopo i reality sugli obesi. Ci sono famosi, quasi e scoppiati che lanciano o bruciano candidature al ruolo di food star per capitalizzare il momento felice. Segni e indizi che fanno sembrare altamente improbabile l’arrivo del programma catalizzante. Altamente improbabile ma non impossibile.

Perciò vediamo meglio cos’è Ti ci porto io.

— Un format di 20 puntate, tra gastronomia e road-movie, condotto dallo chef Giancarlo Vissani e da Michela Rocco (moglie di).
— A bordo di una 500 (ma anche di un sidecar e, all’occorenza, di un trattore) i due conduttori cucineranno ricette tipiche, visiteranno trattorie e aziende di allevatori e agricoltori.
— Non mancheranno sorprese con il contributo di personaggi famosi come Mogol o Panatta, che sveleranno il loro lato gourmand.
— Ci saranno consigli su colonne sonore e letture adatte per visitare gli angoli di paradiso assaggiati durante il percorso. “In Romagna preparerò un topinambour alla Rossini assieme a Raul Casadei”, promette Gianfranco Vissani (è una minaccia?).
— In un momento di crisi come questo il programma vuole ripartire dalla tradizione, insegnando alla gente come fare la spesa e a scegliere i prodotti stagionali più buoni.

Domani alle 11:30, nella prima puntata ci saranno il Lazio e il suo entroterra. Viterbo, Sutri e il Lago di Bracciano, Bagnaia e Bagnoregio. Si vedranno le Ciambelle di San Michele a Vitorchiano e i Giardini di Ararat a Bagnaia.

Non resta che chiedersi se, con questo tipo di programma elettorale e con due facce non esattammente nuove, Ti ci porto io possa mandare segnali di risveglio e riscattarci dai traumi sottotraccia (ma neanche tanto) prodotti nella popolazione cuciniera italiana da anni di cottoemangiato.

Qualcuno azzarda pronostici?