di Prisca Sacchetti 16 Aprile 2012

Oscar Natale Farinetti è molto milionario. Però: è un imprenditore che produce lavoro, merce rara di questi tempi. Però: è un lobbista capace di condizionare il mercato enogastronomico. Pensatela come volete su Oscar Natale Farinetti, il cui core-business è Eataly, supermercato del gusto con sede a Torino e filiali a Tokyo e New York. Ma in qualità di gastrofanatici, quando settimana scorsa abbiamo appreso dai giornali dello stop al cantiere di Eataly Roma, causa abuso edilizio e condono mai approvato, ancora un po’ e ci prende un coccolone.

Anche la pazienza dei romani è stata messa a dura prova, Eataly doveva aprire in città a settembre 2011, poi a fine 2011, quindi a Gennaio 2012, il pensiero di un ulteriore rinvio rispetto all’apertura prevista ora per il 14 giugno, è stato un colpo.

Ma le notizie di oggi vanno in direzione opposta.

Dopo il vertice di questa mattina, convocato con grande urgenza, il Municipio XI sembra intenzionato a sbloccare il cantiere del megastore. Con due scopi precisi: permettere l’apertura di Eataly il 14 giugno, oltre a riqualificare l’ex terminal Ostiense creato per i Mondiali del ’90 e abbandonato da due decenni. Con in più un notevole indotto per l’occupazione: 420 persone subito e a regime quasi 700 posti di lavoro.

Il presidente del Municipio che aveva fatto sequestrare il cantiere, ha detto oggi:

“Per noi Eataly è importante, inclusi i vantaggi per la filiera agroalimentare del Lazio. Oltretutto è un marchio prestigioso, ho già visto i lavori interni , la nuova struttura è bellissima: sarà tutto di qualità, tutto organizzato per la vendita, la distribuzione e la didattica”.

I problemi da affrontare per togliere i sigilli sono tre. Primo: una richiesta di condono per cambio di destinazione d’uso, relativa a 3 mila metri quadri. Secondo: i lavori sono stati considerati manutenzione straordinaria, mentre secondo il Municipio XI si tratta di una ristrutturazione. Terzo: ci sono state modifiche alle facciate e le sovrintendenze devono decidere se rilasciare il nulla osta.

Ma cosa vedranno i romani dopo l’apertura? Una sterminata area vendita e 14 punti ristoro senza limite di scelta, dalla piadina ai panini, dalla piazza alla pasta, dai salumi ai formaggi: grande attenzione ai vini regionali, un micro-birrificio, una friggitoria e produzione di mozzarella dal vivo.

Sperate anche voi in una primavera gourmand che chiuda questa spinosa faccenda una volta per tutte?

[Crediti | Link: Repubblica Roma, Corriere Roma]