Torino, Italia. Multato il ristoratore che meritava una medaglia

Mario Sasso, titolare del ristorante Il Grappolo di TorinoA naso—il vostro—questa è una storia vera o la favola della buonanotte? C’era una volta un ristoratore di Torino che voleva essere generoso. Nel suo ristorante, Il Grappolo, in via Cigliano, zona Corso Belgio, aveva deciso di vendere al prezzo simbolico di € 1 (uno), 2 (due) porzioni del suo bollito. Come dire, un bollito solidale. Nel quartiere ben presto la cosa si diffonde, e la sera pensionati e meno abbienti si mettono in coda per il bendidio a basso-costo. Il signor Mario, così si chiama, affigge un cartello giallo per notificare ai passanti la regalìa, e qui accade il fattaccio: il cartello non rispetta la norma, scatta l’esposto di un concittadino, e due gendarmi, anzi due agenti della municipale, arrivano e vergano un verbalone da 389 euri.

No, non si tratta di favola, ma di realtà; capirlo è tanto più facile se chi legge è portatore sano di partita IVA, quindi abituato a simili nefandezze. Seguono considerazioni accessorie. La norma è sacra. Non possiamo metterci ad affiggere cartelli policromi in giro per la città, sia chiaro. Tuttavia.
E’ un po’ di tempo che manco da Torino, e non so come sia messo il suo arredo urbano; spero meglio della mia città. Non so voi, ma se io mi guardo attorno non vedo il giardino dell’Eden, anche se i cartelli si piantano solo pagando adeguato tributo, io vedo una qualsiasi caotica metropoli occidentale con le centrali Enel, gli svincoli, le discariche, i riempimenti e altri obbrobri. Mi spiegate allora che senso ha tenere testa allo sfacelo multando un cittadino che meriterebbe una medaglia? Tutto questo, come scrive La Stampa, “nella Torino con l’acqua alla gola, i posti di lavoro che vanno in fumo, le pensioni che non bastano mai e le nuove povertà che s’affacciano”.

Avatar Fiorenzo Sartore

17 Aprile 2009

commenti (10)

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  1. Davvero una cosa che ha dell’incredibile… con tutti i problemi che esistono, ben più gravi di un semplice foglio di carta affisso, è assurdo preoccuparsi di dare la multa ad una persona che ha “combinato” una cosa del genere. Soprattutto perchè l’ha fatto con le più nobili intenzioni.

  2. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

    E’ triste. Sicuramente qualche “zelante cittadino”, di quelli che io pago le tasse, tutti sti poveri in coda, non sta bene per il decoro del palazzo, fanno rumore mentre mangiano…, ha perso il suo prezioso tempo dedicato alla solitudine , per fare questa stronzata.
    Per di più, il ristoratore aveva posto la sua brava, pulita e decorosa bacheca sul marciapiede: forse avesse attaccato un foglio con lo scotch sul muro non gli avrebbero detto niente.
    Mi viene in mente quella moda provinciale, burina, figlia delle tv trash, di affiggere ai semafori, ai lampioni, ai corrimano lungo le strade, cartelli che avvertono e istruiscono giovani sposi sui rischi ovvi e desueti del loro imminente legame. Gli attuali cetriolo e pomodori…insomma. Ce n’è uno da mesi, appeso a un semaforo, ormai sbiadito, legato col fil di ferro, inamovibile. Nessuno lo toglie, i due avranno già un figlio, immagino nessuno avrà pagato il suolo pubblico. Ma son ragazzi, mica brav’uomini.

  3. secondo me la soffiata ai vigili é di qualche collega ristoratore dell’ottimo signor Mario di Torino, al quale l’iniziativa, troppo “buona pulita e giusta” aveva dato fastidio… Come diceva Nuto Revelli, se non ricordo male, “pietà l’é morta…”

  4. Avatar db9 ha detto:

    una stronzata, bella e buona. in una città con sindaco e governatrice di “sinistra”, a dimostrazione che sinistra e destra oggi in italia………. lunedi’ sera dormo a Torino. se il ristorante è aperto andro’ la’, sacrificando i miei favoriti. una piccola testimonianza, doverosa.

    1. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

      Qua la mano. Oh, quando ce vo’, ce vo’.

    2. Avatar db9 ha detto:

      prosit………………….no profit:-))