di Prisca Sacchetti 4 Agosto 2011

Nel dare la notizia l’Eco di Biella aveva scelto uno stile scarno. “Cani morti in casa, irruzione dei pompieri in via Oberdan 1, a Biella. Per i condomini del palazzo l’intervento dei vigili del fuoco è stata una liberazione. Troppo tardi, invece, per i due cani trovati morti di stenti all’interno dell’alloggio. Nei guai è finita una barista di 31 anni, Jennifer F., denunciata per maltrattamento di animali”.

La Nuova Provincia di Biella aveva aggiunto qualche particolare. “La donna ha fatto morire di fame e di sete i due cani che le erano stati affidati in custodia dall’ex compagno, trasferitosi da Biella per lavoro. L’uomo aveva chiesto alla donna di badare per qualche settimana ai suoi cani che poi avrebbe ripreso. Jennifer F., che gestisce un bar in via Italia all’angolo con piazza San Cassiano, ha dichiarato alla Polizia di non aver potuto accudire agli animali perché troppo impegnata nell’apertura del suo bar”.

Quel che era successo dopo, lo racconta con parole infuocate il sito animalista Pets’ Life. “Da questa vicenda i biellesi sono sconcertati, inorriditi, indignati. La città intera ha sottoposto ad una metaforica gogna la responsabile della morte gratuita e crudele di due cani che non necessitavano più di mezz’ora al giorno di cure. La notizia del duplice assassinio ha rapidamente fatto il giro della rete, grazie a uno sparuto gruppo di persone ora diventato una folla. Tanto che ieri sera i cittadini di Biella hanno indetto una manifestazione alla quale hanno partecipato in molti”.

La “metaforica gogna” cui si riferisce Pet’s Life poggia su un gruppo di Facebook chiamato: “Raccolta firme affinché Jennifer Fadda venga condannata per animalicidio”. I messaggi lasciati dai membri del gruppo (1611 al momento) contro la barista sono molto duri. Perfino il bar di Jennifer F. è stato individuato. Qui si dice che “la rabbia ha preso il sopravvento, tanto che qualcuno ha anche lanciato minacce di morte, subito respinte”.

Sì, dev’esserci stato chi ha fatto notare agli animalisti che forse i toni erano esagerati, ma loro non hanno lasciato correre. “Adesso vogliono anche decidere sulla nostra indignazione. Alla gente incazzata per l’atroce morte dei due cani di Biella, dicono che non bisogna esagerare. Che in fin dei conti sono solo animali. Che, comunque, mangiamo carne tutti i giorni.
Ma andate a quel paese! Noi ci incazziamo quanto vogliamo. Sepolcri imbiancati. Garantisti da strapazzo”.

A questo punto, ricostruita la vicenda, voglio farvi 3 domande:

1) A ogni azione corrisponde una reazione?

2) Replica esagerata?

3) Ma quanto era sporco il bar di Jessica F.?

[Crediti | Link: Eco di Biella, La Nuova Provincia di Biella, Pet’s Life, Facebook, Giornalettismo. Immagine: Pet’s Life]