di Prisca Sacchetti 4 Gennaio 2016
cioccolata in tazza

Di tanto in tanto sentiamo la necessità di cedere alla tentazione, di confortarci con un dolcetto. Sembra una debolezza ma non è detto, in certe condizioni potrebbe essere una marcia in più.

E’ l’ipotesi che suggerisce uno studio dell’Università di Los Angeles pubblicato online sulla rivista scientifica Appetite.

I ricercatori hanno notato che lo stress derivante dalle situazioni critiche risulta inferiore nelle persone che si sono lasciate tentare dal comfort food.

Visto l’assist, scusate se ne approfitto biecamente per invitarvi a preparare una cioccolata in tazza buonissima. Volendo speziabile o arricchita di panna e riccioli di cioccolato, altrimenti liscia e con un goccio di liquore, ma sempre buonissima.

In grado di rinvigorirti l’anima e la punta delle dita infreddolite. A patto, come al solito, di non commettere questi 5 errori.

1. USARE LE BUSTINE

cioccolate in tazza

Coraggio, non giustificate la vostra pigrizia con scuse irricevibili. Non ditevi da soli che la cioccolata semi-preparata in busta, solubile in acqua o latte, è meno grassa perché manca il burro di cacao presente invece nell’altra, quella ottenuta sciogliendo il cioccolato in tavoletta.

Chi volete prendere in giro, scusate? Cercate casomai di convincervi usando altri argomenti, non so, il pre-dosaggio delle bustine, la praticità.

Noi qui si parla di effetto placebo, del consolatorio scaldarsi dalle rigidità invernali e di appagare il palato al tempo stesso. Del sapore marcato, intenso, forte di una cioccolata in tazza densa preparata con un mix di tavolette artigianali da sorbire a colazione o a merenda, o ancora come robusta alternativa al tè nelle giornate più fredde.

Non pare anche a voi che questa sia la sola cioccolata in tazza ad avere diritto di cittadinanza qui da noi?

2. USARE IL CIOCCOLATO SBAGLIATO

cioccolato in tazza, aggiunta cioccolato

Il primo e non trascurabile vantaggio di una tavoletta di cioccolato fondente che contiene il 70% di cacao è il contenuto di zuccheri relativamente basso, perché più aumenta la percentuale di cacao minore è quella dello zucchero presente.

Anche se questo non significa automaticamente un sapore aromatico e meno zuccheroso, spesso è così.

Inoltre, un cioccolato fondente con il 70% di cacao è una combinazione di sapori quasi insuperabile, con un gusto più pieno rispetto a tavolette dalla percentuale di cacao superiore, fin troppo pungenti e penetranti.

3. METTERE LE UOVA

cioccolata in tazza, mescolare

L’idea di usare il tuorlo dell’uovo come addensante naturale della cioccolata in tazza è fuorviante.

Perché aggiungere le 150 e passa calorie che ha un uovo a una bevanda che certo poco calorica non è?

E poi ci sono altri modi per rendere la cioccolata in tazza domestica densa come quelle (poche in verità visto l’aumentare di baristi pigri o poco inclini a curare questa preparazione) che fanno al bar.

4. NON SCIOGLIERE IL CIOCCOLATO IN UN TERZO DI LATTE CALDO

cioccolata in tazza pronta

Presentarlo come errore forse è un po’ azzardato. Si tratta di un trucco ereditato dalla consultazione costante e ammirata delle ricette di David Lebovitz, chef, pasticcere e starblogger.

Basta scaldare un terzo del latte insieme a tutto il cioccolato spezzettato al coltello mescolando fino a quando questo non si scioglie. Poi versare il composto ottenuto nel latte rimanente, sbattere e scaldare tutto.

Cosa ci consegna questo sbattimento (è il caso di scriverlo) ulteriore rispetto alle altre ricette? Una combinazione di cioccolata spezzettata, cacao in polvere e il resto degli altri ingredienti finalmente senza grumi, cremosa sì, ma dall’effetto liscio e setoso.  Che aumenterà grazie a un’altra avvertenza.

5. NON USARE IL MINIPIMER

cioccolata in tazza, minipimer

Sta a voi decidere, in un momento di gioia pura o di depressione nera, se usare solo latte intero o sostituirne una parte con la panna fresca (in una percentuale che va dal 35% al 50%).

Ma per ottenere una bevanda perfettamente legata è importante scaldare latte e panna fino al bollore, poi versare il composto sul cioccolato fondente emulsionando col minipimer. E infine rimetterlo sul fuoco.

RICETTA CIOCCOLATA IN TAZZA

Di solito s’intende per due persone ma se siete molto golosi…

45 gr cioccolato fondente (io utilizzo 20 gr di cioccolato fondente al 70% e 25 gr al 75%)
20 gr cacao non zuccherato
25 gr zucchero di canna
250 cl di latte intero (volendo, potete sostituirne fino a metà con panna fresca)
10 cl rum (facoltativo)

10 gr amido di mais (facoltativo)
un pizzico di sale

Per aromatizzare ulteriormente, se vi piace, vanno bene cannella e anice stellato, anche il peperoncino.

Si spezzetta il cioccolato con il coltello e lo si mescola con cacao, zucchero di canna e sale (l’amido, se volete).

Nel frattempo, ricordate di scaldare leggermente un terzo del latte in un pentolino, e di versarlo sul composto a base di cioccolato.

Con il minipimer amalgamate tutto e riportate sul fuoco basso.

Controllate (con malcelata soddisfazione) l’assenza di grumi.

Unite il latte restante, alzate un po’ la fiamma e lasciate addensare fino a raggiungere la consistenza che desiderate, a me piace bella densa.

In caso vi piaccia potete profumare con cannella o altre spezie, aggiungetele al latte nel secondo passaggio (se è la stecca di cannella), oppure verso la fine della preparazione.

Anche il rum va aggiunto alla fine, per chi piace.

cioccolate in tazza

Compatta e fumante: ecco qua la vostra cioccolata in tazza.

[Crediti | Link: Appetite, Dissapore, David Lebovitz]