di Prisca Sacchetti 18 Novembre 2016
poormanger torino

È inutile raccontarsi che il successo sta nelle cose semplici. Fosse così, saremmo tutti bravi, belli e ricchi. No. Il successo sta nel rimboccarsi le maniche e lavorare fino a essere sfiniti, a meno di colpi di fortuna in cui, francamente, crediamo poco.

Certo, avere un’idea di partenza interessante è un altro elemento fondamentale per avere successo.

E, in ultimo, il successo sta nell’avere qualche segreto, qualche trucco del mestiere, qualche asso nella manica. Tutta roba lecita, nell’esempio di cui vi stiamo per parlare. E tutti segreti che vi stiamo per svelare, se volete prendere appunti.

Partiamo dall’idea di partenza interessante.

poormanger

L’idea

Valerio, sei anni fa, è in vacanza a Edimburgo, assaggia le jacket potatoes, tipico piatto anglosassone e, come tutti gli italiani, pensa: “certo che saremmo più bravi noi, a fare le patate ripiene”.

Solo che lui non si limita a dirlo. Torna a Torino, coinvolge gli amici di sempre Marco e Daniele, e in quattro e quattr’otto tirano su Poormanger, il locale delle patate ripiene. Al forno, come piacciono agli italiani.

Un posto piccolino, un’atmosfera da amici di vecchia data, un servizio semplice e informale. E le patate ripiene più buone di sempre.

Una polpa morbida e gustosa, ingredienti locali (e non) di qualità, abbinamenti invitanti scritti su una lavagnetta ad alto rischio di aumento di salivazione.

In breve queste caratteristiche (sommate al duro lavoro dei tre soci, secondo elemento per il successo) fanno di Poormanger uno dei locali “easy” più amati dai torinesi, un luogo di ritrovo che risponde alla domanda più esistenziale di sempre: “dove mangio bene spendendo poco?”.

Ecco, con una decina di euro di spesa e una patata ripiena di leccornie scelte da un bancone pieno di ogni ben di Dio, da Poormanger si esce generalmente sempre soddisfatti.

Il lavoro duro

Con una sola difficoltà: i tempi d’attesa spesso troppo lunghi per consentire di contenere dignitosamente la fame senza brontolii di stomaco.

Ma ora che Poormanger ha trovato una casa più grande, nel senso che ha aperto un nuovo locale in via Maria Vittoria 36 (angolo via delle Rosine), praticamente accanto a quella precedente, confidiamo che il problema si ridimensionerà.

Hanno successo questi ragazzi, ma ora hanno anche a disposizione più del doppio dei coperti, in un locale più bello e curato, che propone la stessa formula di sempre.

Ma noi siamo qui a parlare di successo, mica di patate, e vogliamo conoscere la componente numero tre per costruire un locale easy ma gourmet. O anche solo per prepararci una patata ripiena da urlo a casa, se non dovessimo trovare posto a sedere da Poormanger.

Il segreto delle patate di Poormager (facciamole a casa)

Quindi abbiamo preso Marco, Daniele e Valerio e li abbiamo torchiati per sapere il segreto delle loro patate.

Ecco qui le istruzioni da seguire per avere anche a casa un risultato alla Poormanger.

1. SCEGLIERE LE PATATE GIUSTE E TAGLIARLE IN QUESTO MODO

poormanger patate

Non tutte le patate sono adatte diventare jacked potatoes. Servono quelle a pasta gialla, con la polpa più farinosa, di dimensioni medio-grandi (intorno ai 400 grammi è l’ideale).

A seconda del periodo dell’anno, si possono usare varietà di patate diverse. Le migliori? Quelle con i nomi più poetici. Agata e Monalisa, ad esempio.

2. CUOCERLE BENE

patate poormanger

Da Poormanger hanno uno speciale forno a gas, pensato apposta per cuocere le patate. Ma anche nel forno di casa potete provare a replicare la ricetta perfetta della patata ripiena.

L’importante è avere pazienza, perché la cottura delle patate richiede tempo. Quindi, forno al massimo, e un’ora e mezza o due ore di cottura, a seconda della grandezza della patata.

3. LA MANTECATURA

patate poormanger

Noi siamo convinti che sia questa, la chiave di volta che più differenzia una buona jacked potato da una così così.

Una volta tirata fuori dal forno, quando la polpa è ancora bella morbida, mescolatela e schiacciatela un po’ con l’aiuto di una forchetta. Senza esagerare, o trasformerete il tutto in una purea.

patate poormangerpatate poormanger

Poi, condite la polpa con un pizzico di sale e un filo di olio extravergine d’oliva.

4. IL RIPIENO

La regola numero uno è: non pasticciare. Ci sono ingredienti che si sposano perfettamente, altri che fanno a cazzotti.

Perché non si dica che non siamo precisi, abbiamo chiesto al trio di Poormanger di darci qualche esempio di ripieni perfetti per le patate (ovviamente, ci tengono a ricordarlo, vanno sempre usati prodotti di stagione: noi, per non sbagliare, ci siamo fatti dare un po’ di consigli che coprano i diversi periodi dell’anno).

Autunno

patate poormanger

Zucca, guanciale, pecorino.

Autunnale, gustosa, colorata. La dolcezza della zucca contrasta con il salato del guanciale e del pecorino. Una goduria.

Inverno

patate poormager

Radicchio & Salsiccia.

Sapida, invernale, saporita. Golosa e appagante, è la ricetta perfetta per chi vuole riempirsi con una sola portata.

Primavera

patate poormanger

Salsiccia cruda di Bra, Grana e Valeriana.

Primaverile, golosa, local. La salsiccia di Bra è un omaggio al Piemonte, oltre che una delle eccellenze della zona.

Estate

patate poormanger

Rucola, stracciatella, pomodorini.

Estiva, sfiziosa, light ma con carattere. Una sorta di insalata con la patata intorno.

Le mezze stagioni

patate poormanger

Bonus track: Peperoni, fonduta di toma, olive taggiasche.

La patata che non ti aspetti. Se i peperoni si trovano più nei mesi caldi, la fonduta fa pensare a un caminetto accesso e alla neve fuori. Perfetta per le mezze stagioni, insomma.

Ricapitoliamo: l’idea originale c’è, il duro lavoro anche, i passaggi per avere un risultato ottimale pure.

Manca solo una cosa: il segreto del successo. L’ultima cosa che chiediamo ai ragazzi di Poormanger che, ridacchiando, rispondono: «il segreto? Il segreto è venire a mangiarle qua da noi».

[Crediti | Link: immagine di copertina: Silvia Pastore]