di   iFood 24 Dicembre 2019

Il pandoro veloce con lievito di birra è una variante, che farà probabilmente storcere il naso ai puristi ma salverà i ritardatari cronici.

Il pandoro è da sempre una presenza sicura e confortante delle nostre tavole di Natale, questo dolce Veronese, dalla tipica forma a stella, deve le origini della sua ricetta ad un’evoluzione di un altro dolce tipico veronese, il Nadalin, più compatto e dolce.

Sembrerebbe che già nell’antica Roma si parlasse di un “pane” simile, fatto con farina, burro e olio e che nel XIII secolo tra i nobili veneziani si usasse servire un “pane de oro” con una ricetta che sembrerebbe essere un’antenata della ben più nota ricetta del nostro attuale Pandoro.

Dalla mollica fragrante e morbida e dal suo colore dorato il pandoro si presta ad essere consumato solo o accompagnato con creme e salse.

La ricetta originale prevede lunghi tempi di lievitazioni ed un lievito madre in forza per poter sorreggere il peso del burro e delle uova.

Quella che vi presentiamo è una versione più veloce, da fare in una sola giornata e con il lievito di birra al posto del lievito madre, il risultato, vedrete voi stessi, sarà perfetto e anche se siete in ritardo con i preparativi riuscirete a recuperare il tempo perso e portare il vostro pandoro in tavola.

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Tempo di preparazione

30 minuti

Tempo di cottura

50 minuti

Dosi per

8 Persone

Ingredienti

  • 370 g Farina 0 o Manitoba
  • 8 g lievito di birra disidratato
  • 200 ml Acqua
  • 1/2 cucchiaino Estratto Di Vaniglia
  • 1/2 cucchiaino Miele
  • 4 tuorlo
  • 1 Uovo
  • 180 g Zucchero A Velo
  • 190 g Burro
  • 3 g Sale

Preparazione

Per preparare la ricetta del pandoro veloce con lievito di birra preparate il lievitino: sciogliete il lievito di birra nell’acqua, aggiungete poi 170 g di farina, 1 tuorlo, la vaniglia e il miele e amalgamate bene con una forchetta.

Coprite il lievito con pellicola e lasciatelo lievitare a temperatura ambiente, in un posto riparato dalle correnti d’aria.

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Una volta che il lievitino avrà raddoppiato il suo volume mettetelo in planetaria, aggiungete la farina restante, lo zucchero a velo e l’uovo e cominciate ad impastare con la foglia.

Quando il composto si sarà amalgamato cominciate ad aggiungere i tuorli, uno alla volta, aspettate ad aggiungere il successivo se non si è ancora assorbito il precedente.

Aggiungete poi anche il burro poco per volta.

Togliete la foglia dalla planetaria e mettete il gancio, continuate ad impastare fino a quando l’impasto non si sarà incordato, ve ne accorgerete perché non rimarrà più sui bordi della planetaria ma sarà un composto liscio e lucido, attaccato al gancio.

Mettete l’impasto a lievitare in una ciotola che avrete precedentemente unto, coprite con pellicola e lasciatelo lievitare fino al raddoppio del suo volume.

Una volta che l’impasto ha lievitato trasferitelo sul piano di lavoro e fate delle pieghe di tipo due, tirate cioè i bordi esterni verso l’interno, a chiudere l’impasto. con i palmi delle mani arrotondate l’impasto e chiudetelo.

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Mettete a lievitare l’impasto nello stampo da pandoro, che avrete precedentemente imburrato, con la base rivolta verso l’alto, coprite con pellicola e lasciate lievitare fino a quando non sarà arrivato ai bordi dello stampo.

Cuocete in forno già caldo a 200 °C per 8 minuti, poi abbassate il forno a 170 °C e cuocete per altri 40. Sfornate e lasciate raffreddare così 30 minuti, poi capovolgetelo sopra una griglia e lasciatelo raffreddare completamente.

Solo quando sarà completamente freddo togliete lo stampo. Conservatelo in un sacchetto di plastica all’interno del quale avrete spruzzato poco alcool alimentare.

Note

Se dopo i primi 10 minuti di cottura ad alte temperatura la superficie del pandoro vi appare troppo colorata, copritela con un foglio di alluminio e continuate la cottura.

Il gusto del pandoro migliora se consumato dopo 3 giorni (riposto in un sacchetto di plastica).

Non avendo il lievito madre si conserva meno di quello tradizionale, consumatelo entro 1 settimana dalla sua apertura.

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