Pandoro veloce con lievito di birra

La ricetta del pandoro veloce con lievito di birra, un pandoro senza lunghi tempi di lievitazione e con solo lievito di birra

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Il pandoro veloce con lievito di birra è una variante, che farà probabilmente storcere il naso ai puristi ma salverà i ritardatari cronici.

Il pandoro è da sempre una presenza sicura e confortante delle nostre tavole di Natale, questo dolce Veronese, dalla tipica forma a stella, deve le origini della sua ricetta ad un’evoluzione di un altro dolce tipico veronese, il Nadalin, più compatto. Sembrerebbe che già nell’antica Roma si parlasse di un “pane” simile, fatto con farina, burro e olio e che nel XIII secolo tra i nobili veneziani si usasse servire un “pane de oro” con una ricetta che sembrerebbe essere un’antenata della ben più nota ricetta del nostro attuale Pandoro.

Dalla mollica fragrante e morbida e dal colore dorato, il pandoro si presta ad essere consumato solo o accompagnato con creme e salse.

La ricetta originale prevede lunghi tempi di lievitazione e un lievito madre in forza per poter sorreggere il peso del burro e delle uova.

Quella che vi presentiamo è una versione più veloce, da fare in una sola giornata e con il lievito di birra al posto del lievito madre, il risultato, vedrete voi stessi, sarà perfetto e anche se siete in ritardo con i preparativi riuscirete a recuperare il tempo perso e portare il vostro pandoro in tavola.

 

Cucina: Italiana
difficoltà-ricetta Difficoltà: Facile
tempo-cottura Cottura: 70 Minuti
tempo-passivo Tempo passivo: 360 Minuti
tempo-preparazione Preparazione: 30 Minuti
porzioni Porzioni: 8 Persone
prezzo Prezzo: Basso
kcal Calorie: 403 Kcal
opzione-alimentare Vegetariano
ingredienti

INGREDIENTI

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Preparazione

 
1
 Per preparare la ricetta del pandoro veloce con lievito di birra, preparate il lievitino: sciogliete il lievito di birra nell'acqua, aggiungete poi 170 g di farina, 1 tuorlo, la vaniglia e il miele e amalgamate bene con una forchetta.  
2
 Coprite il lievito con pellicola e lasciatelo lievitare a temperatura ambiente, in un posto riparato dalle correnti d'aria.  
3
 Una volta che il lievitino avrà raddoppiato il suo volume mettetelo in planetaria, aggiungete la farina restante, lo zucchero a velo e l'uovo e cominciate ad impastare con la foglia.  
4
 Quando il composto si sarà amalgamato cominciate ad aggiungere i tuorli, uno alla volta, aspettate ad aggiungere il successivo se non si è ancora assorbito il precedente.  
5
 Aggiungete poi anche il burro poco per volta.  
6
 Togliete la foglia dalla planetaria e mettete il gancio, continuate ad impastare fino a quando l'impasto non si sarà incordato, ve ne accorgerete perché non rimarrà più sui bordi della planetaria ma sarà un composto liscio e lucido, attaccato al gancio.  
7
 Mettete l'impasto a lievitare in una ciotola che avrete precedentemente unto, coprite con pellicola e lasciatelo lievitare fino al raddoppio del suo volume.  
8
 Una volta che l'impasto ha lievitato trasferitelo sul piano di lavoro e fate delle pieghe di tipo due, tirate cioè i bordi esterni verso l'interno, a chiudere l'impasto. con i palmi delle mani arrotondate l'impasto e chiudetelo.  
9
 Mettete a lievitare l'impasto nello stampo da pandoro, che avrete precedentemente imburrato, con la base rivolta verso l'alto, coprite con pellicola e lasciate lievitare fino a quando non sarà arrivato ai bordi dello stampo.  
10
 Cuocete in forno già caldo a 200 °C per 8 minuti, poi abbassate il forno a 170 °C e cuocete per altri 40. Sfornate e lasciate raffreddare così 30 minuti, poi capovolgetelo sopra una griglia e lasciatelo raffreddare completamente.  
11
 Solo quando sarà completamente freddo togliete lo stampo. Conservatelo in un sacchetto di plastica all'interno del quale avrete spruzzato poco alcool alimentare.

Risultato

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Consigli

Se dopo i primi 10 minuti di cottura ad alte temperatura la superficie del pandoro vi appare troppo colorata, copritela con un foglio di alluminio e continuate la cottura. Il gusto del pandoro migliora se consumato dopo 3 giorni (riposto in un sacchetto di plastica). Non avendo il lievito madre, si conserva meno di quello tradizionale, consumatelo entro 1 settimana.
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