di Nunzia Clemente 5 Aprile 2016
autogrill, area servizio bistrot

Il punto è uno: da che mondo è mondo mangiare in viaggio è una figata. Poi che c’entra, come dicevamo, troppi ChefExpress, troppi Gruppi Cremonini, troppi Tanto&Buono hanno cancellato il ricordo del glorioso cestino da viaggio delle Ferrovie dello Stato (anni ’50-’70).

Oggi per fortuna mettiamo sotto i denti qualcosa di diverso, merito anche di Autogrill, che con il formato Bistrot alla stazione di Milano ci ha fatto dimenticare qualche panino triste di troppo.

Un salto in avanti ribadito oggi dalla trasposizione di quel formato, il Bistrot appunto, con tanto di spazi gourmet, layout e arredi specifici, in un’area di sosta dell’autostrada.

Non una qualunque, Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) sulla A1 Torino-Piacenza-Brescia, dove Autogrill creò 57 anni fa il primo punto di ristoro a ponte d’Europa: uno dei simboli del boom economico italiano.

Il nuovo passo in avanti nella ristorazione da viaggio è all’insegna di Slow Food, attraverso la collaborazione con l’Università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo. E anche dei grandi numeri: secondo le stime per i prossimi 12 mesi sono attesi 1,9 milioni di avventori, accolti da 150 dipendenti nei periodi di picco massimo.

Ma cosa si può mangiare, e anche comprare, nell’area di sosta di nuova generazione?

Diversi tipi di pane, pizza e pasta preparati in giornata con lievito madre e farine lombarde, dolci e croissant farciti al momento, lo street food regionale.

Ci sono l’angolo con frutta e verdura fresca, centrifugati, frullati, insalate e macedonie oltre al banco dedicato alle bevande con caffè, infusi, tisane, tè, carcadè.

Il pastaio trafila live una buona pasta fresca di giornata, l’hamburger è finalmente all’altezza e si fa la mozzarella fresca.

Nello store per la vendita dei prodotti regna la gastronomia con una bella selezione di salumi e formaggi locali.

Con il Bistrot Fiorenzuola d’Arda la Rustichella, per quanto amata e familiare, è quasi dimenticata.

[Crediti | Link: Repubblica, immagine di copertina: Laura Ranieri]