di Giovanni Puglisi 19 Ottobre 2020
Bonus Ristoranti

Con un mese di ritardo rispetto alla data stabilita, fissata per la metà di Settembre, ha ricevuto il via libera il bonus ristoranti (anche conosciuto come “fondo ristorazione”) contenuto nel Decreto Agosto; sbloccato tramite un decreto attuativo firmato dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso 16 Ottobre.

Il pacchetto da 600 milioni di euro, fortemente voluto e sostenuto dal Ministro delle Politiche Agricole Bellanova, contempla un supporto a fondo perduto per le attività ristorative; per un valore compreso tra i 1000 e i 10.000 euro (al netto dell’IVA).

Vediamo però nel dettaglio come funziona il bonus ristoranti, chi potrà fruirne, e come sarà possibile richiederlo e, possibilmente, ottenerlo.

Cos’è il bonus ristoranti

Il bonus ristoranti è un contributo a fondo perduto, per una cifra compresa tra i 1000 e i 10.000 euro netti, che verrà erogato alle imprese della ristorazione sotto forma di rimborso per l’acquisto di prodotti agroalimentari italiani, vini inclusi. I richiedenti dovranno dimostrare, presentando i relativi documenti fiscali, l’acquisto di almeno tre prodotti appartenenti a categorie merceologiche diverse: nello specifico, saranno ammessi al rimborso prodotti provenienti da vendita diretta e quelli da filiera integralmente italiana (dalla materia prima al prodotto finito). Il principale dei tre prodotti non potrà superare il 50% della spesa totale a fronte della quale si richiede rimborso. Godranno di preferenzialità le richieste riguardanti prodotti DOP e IGP.

Chi può fruire del bonus ristoranti

Sono potenziali fruitori del bonus ristoranti le aziende registrate con i seguenti codici ATECO:

  • 10.11 (ristorazione con somministrazione);
  • 29.10 (mense);
  • 29.20 (catering continuativo su base contrattuale);
  • 10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole);
  • 21.00 (catering per eventi, banqueting);
  • limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo, 55.10.00 (alberghi).

Quali requisiti bisogna avere per fruire del bonus ristoranti

Oltre all’appartenenza alle categorie commerciali indicate nel paragrafo precedente, a fronte dell’acquisto di almeno tre diversi prodotti agroalimentari da filiera italiana ammessi, un’azienda potrà essere considerata idonea all’erogazione del bonus se:

  • avrà subito, nel quadrimestre Marzo-Giugno 2020, un calo del fatturato e dei corrispettivi medi di almeno un terzo rispetto al medesimo periodo dell’anno 2019.

Sono escluse dalla precedente misura le attività inaugurate a partire dall’1 Gennaio 2019, per le quali il criterio di riduzione del fatturato non sarà applicato.

Come richiedere il bonus ristoranti

Il ristoratore che desidererà richiedere il bonus, dovrà presentare una richiesta tramite il sito di Poste Italiane, su un apposito “portale della ristorazione” (che per il momento non sembra essere ancora disponibile), o di persona agli sportelli degli uffici postali.

Dopo le verifiche da parte del Ministero, quest’ultimo rilascerà a Poste Italiane un nulla osta per l’accredito del 90% della somma richiesta.

Dopo 15 giorni dall’accredito, il ristoratore dovrà presentare (sempre tramite portale o sportello) le quietanze di pagamento degli alimenti per cui si è richiesto rimborso: una volta depositata la documentazione, verrà sbloccato il pagamento della quota a saldo.

Sanzioni e multe

Qualora si fornissero dichiarazioni mendaci, e si fruisse indebitamente del bonus ristorazione, le sanzioni amministrative, come previsto dal DL Agosto n. 104, saranno inasprite: le multe saranno pari al doppio della somma percepita illecitamente.

Riepilogando:

  • Il bonus ristoranti vale per il rimborso dell’acquisto di prodotti agroalimentari italiani, specialmente DOP e IGP, provenienti da vendita diretta o filiera 100% italiana;
  • può essere richiesto dalle imprese della ristorazione che abbiano subito un calo di 1/3 del fatturato e dei corrispettivi medi nel periodo Marzo-Giugno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (ad eccezione delle imprese avviate a partire da Gennaio 2020);
  • si richiede su internet, utilizzando un portale apposito di Poste Italiane, o all’ufficio postale.