Cose da sapere prima di prenotare nel ristorante di Borgo Egnazia

“Questa terra è magica”. Non a caso Madonna ha trascorso ferragosto nell’incantevole valle d’Itria, in Puglia, scegliendo, beata lei, l’hotel di recente incoronato come il più bello del mondo: Borgo Egnazia.

Resort di lusso dal sapore antico nella pace delle campagne, vicino a trulli secolari, dove si respira l’atmosfera delle antiche masserie.

Eppure nulla, a Borgo Egnazia è autenticamente d’epoca: il complesso è stato costruito sei anni fa, ricreando nella struttura e nei materiali l’ambientazione tipica delle antiche dimore locali.

In pochi anni ha saputo imporsi per lo stile unico, fatto di lusso mai ostentato, guidato con mano sicura del 41enne Aldo Melpignano, che apprese all’estero le tecniche dai migliori formatori del settore hôtellerie, è tornato in Puglia per trasformare la sua ex casa delle vacanze nel resort che “Virtuoso”, premio internazionale per i migliori hotel del mondo, ha messo al numero uno, sbaragliando concorrenti come il Ritz di Parigi.

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Sono molte le attenzioni che rendono indimenticabile il soggiorno a Borgo Egnazia, compresa l’ampia e differenziata offerta gastronomica che prevede cinque ristoranti, ognuno con la propria proposta, ma tutti improntati sugli ingredienti della grande tradizione pugliese.

Ma è soprattutto il ristorante gourmet Due Camini a prendersi la scena, consigliato a chiunque abbia intenzione di concedersi qualche giorno di relax allo stato puro e piacere gastronomico.

Prenotazione

Dimenticate il cliché detestabile del turista “mordi e fuggi” che si presenta in certi ridtoranti pretendendo un tavolo da lì a cinque minuti. Ai Due camini, come in ogni altro locale dello stesso livello, la prenotazione è obbligatoria, e si può effettuare nella sezione apposita del sito. Disponibile anche un numero telefonico per eventuali informazioni, lo 080 225 5351.

Dal mese di aprile, il ristorante è aperto tutti i giorni, a cena dalle 19.30 alle 22.30 e a pranzo solo su prenotazione, dalle 12.30 alle 14.30.

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Il ristorante dispone di servizi quali aria condizionata, parcheggio chiuso e giardino, e informa attraverso il sito che “i bambini al di sopra dei 12 anni sono i benvenuti”. Capito l’antifona? Gli under 12 non sono ammessi: per una sera, attrezzatevi con una brava baby sitter.

L’indirizzo del ristorante è Borgo Egnazia – contrada Masciola, Savelletri. Telefono 080 225535, email info@borgoegnazia.com

Prezzo

In accordo con la filosofia del titolare del resort, consapevole del fatto che “il concetto di lusso è cambiato, e la gente non cerca lo sfarzo ma vuole star bene”, i prezzi del ristorante sono non del tutto inaccessibili ai più.

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Una cena nel prestigioso ristorante, se si sceglie il menù degustazione, comporterà l’esborso di “soli” 100 o 150 euro a persona, bevande escluse, mentre se si opterà per il menù alla carta, il prezzo varierà in base ai piatti, in genere dai 25 ai 30 euro l’uno.

L’atmosfera

Il lusso, quello vero, non è ostentazione né tantomeno pacchianeria, ma un cocktail di eleganza e raffinatezza quasi impercettibili. Sono arredi e ambienti curati in ogni dettaglio, con tinte morbide e rilassanti per agevolare il convivio degli ospiti, avvolti da uno spazio luminoso sostenuto alla luce di decine di candele.

I materiali utilizzati per la sala sono tufo e legno, ovvero classici pugliesi.

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Il lusso è anche un servizio impeccabile, attento ma discreto, con personale pronto a consigliare il cliente e a seguirlo durante la permanenza nel locale.

Il cibo

Alla fine, l’elemento chiave per cui si va in un ristorante non è l’atmosfera, non sono gli arredi o il panorama, per quanto importanti, ma il cibo.

Ai Due camini, lo chef Domingo Schingaro con la supervisione di Andrea Ribaldone (entrambi provenienti dal Due buoi di Alessandria) cucina piatti di sostanza, dai sapori schietti e decisi, legati all’antica tradizione pugliese e alla cucina “delle massaie”, soprattutto di terra più che di mare, con largo impiego delle verdure locali.

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Qui si servono ad esempio gli gnummareddi, interiora d’agnello preparate secondo la tradizione locale, e si può gustare l’inconsueto connubio della pasta con fave e calamari, accompagnati da una grande carta dei vini, per la maggior parte pugliesi.

E trovate un risotto con burrata, pomodoro e cumino a 25 euro, i ravioli di brasciola della tradizione, caciocavallo podolico e farinella anch’essi a 25 euro, lo gnocco di patate in costa di midollo, pecorino canestrato e tartufo nero estivo a 27 euro, il manzo podolico, uva e cipollotto bruciato a 29 euro, il dentice con lupini e peperone a 30 euro, il muggine bocca d’oro, cialledda fasanese e brodetto di crostacei a 27 euro o, per i vegetariani, la cipolla di Bari cotta al sale, formaggio erborinato e pane di Altamura a 25 euro.

Nei due menù degustazione proposti, invece, le portate sono cinque per il menù da 100 euro e sei per il menù da 150 euro.

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

17 agosto 2017

commenti (4)

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    1. mr ha detto:

      Eh, ma nel risotto i chicchi sono disposti a mano uno a uno, nelle foto viene meglio…

  1. Alessandro ha detto:

    Sarà sicuramente molto buono, ma il problema di questi ristoranti, in Puglia, è che sicuramente soddisfano il palato non del luogo (stranieri) ma spesso non offrono molto di più dei ristoranti tipici (è molto più economici) della zona. Il caciocavallo podolico lo trovi in latteria a prezzi normali. La cipolla probabilmente la fanno ovunque. Per non parlare delle brasciole

    1. Fra ha detto:

      A questo punto anche Bottura fa “solo” dei tortellini. Comunque, se prendere il primo premio come miglior hotel (e ristorante) è un “problema”, ad avercene…

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