di Sabina Tomat 4 Novembre 2015
cameriere

Ce ne sono che non salutano i clienti. Che consigliano con particolare insistenza l’ultima aragosta rimasta. Ma mangiala tu! Che porgono i bicchieri infilandoci le dita dentro. Che strepitano: “per chi sono le vongole, e la bistecca?”, ma un piccolo sforzo di memoria, no? Che ci mangiano, bevono e fumano davanti. Che commentano “Ottima scelta, signore”. Perché, ce n’è una peggiore?

Da clienti ci arrabbiamo, ma poi, siccome esistono anche camerieri educati, simpatici e professionali, lasciamo spesso e volentieri la mancia. Chi lavora nel settore li conosce un po’ meglio e di sicuro ha avuto a che fare con uno o più tipi descritti di seguito.

E scusatemi se qui parlo solo di camerieri maschi: sarà che, essendo donna, è più facile osservarli con obiettività. Uomini, si accettano suggerimenti sulle tipologie femminili.

Apprendista

Facile riconoscerlo per tenera età e l’aria spaesata mentre gira (spesso a vuoto) per il locale, può essere di due diversi tipi: l’apprendista che vuole imparare e quello che non vuole.

Il primo si riconosce perchè, oltre all’aria spaesata, ha anche lo sguardo ansioso di chi cerca di capire cosa va fatto. Capita che abbozzi timidi tentativi di approccio al cliente interrompendo la coppia che sta flirtando al tavolo più appartato del locale per chiedere se va tutto bene.

Di solito questi tentativi di testare la customer satisfaction s’interrompono dopo un paio di sguardi glaciali degli innamorati che, nella migliore delle ipotesi, approfittano della presenza del giovane per chiedere il conto, dimenticando poi sul tavolo entrambi i cellulari e le chiavi dell’auto.

L’apprendista che non vuole imparare, invece, si riconosce semplicemente perchè non fa nulla di ciò che dovrebbe fare un cameriere.

Navigato

Spesso più anziano del titolare, viene dato in dotazione con il locale a ogni cambio di gestione.

La sua aria rassicurante e la profonda conoscenza dei clienti lo rendono simpatico a tutti, non foss’altro che per quel modo pacato di prendere le comande come fosse il dottore che prescrive le ricette.

Viene da chiedersi come mai sia ancora lì a portare piatti e non abbia mai avuto la tentazione di aprire un ristorante tutto suo. Probabilmente perchè, avendo capito tutto della vita, non vuole rotture di scatole.

Pinguino

Impettito e serioso, è in grado di portare con nonchalance ventisette piatti in una volta sola. Più che un essere umano assomiglia a una macchina da guerra, infatti interagisce poco con i colleghi se non per scambiarsi il cenno del via quando bisogna servire una tavolata.

Funziona a batterie Duracell per la sorprendente capacità di mantenere un finto ghigno di cordialità dall’inizio alla fine di un banchetto da quindici portate.

Non ci è dato sapere altro sulla sua vita, custodita gelosamente tra una camicia inamidata ed un’altra.

Fighetto

Dopo aver tentato varie strade ha capito che la vendita di contratti telefonici e il mutilevel marketing non portano a nulla, così ha deciso di guadagnarsi da vivere facendo un lavoro che gli permette di pagarsi la depilazione delle sopracciglia garantendogli un buon numero di potenziali conquiste femminili.

In cuor suo però sa che deve affrettarsi a fare queste conquiste perché di solito non è in grado di superare il periodo di prova al ristorante. Tuttavia ci tiene a inserire anche questa esperienza nel curriculum per evidenziare ancora di più la sua straordinaria flessibilità.

Fattone

Lavora per pagarsi i vizi di cui porta inconfondibili segni: occhi socchiusi e arrossati, aria perennemente rilassata, sorriso beato di chi non si lascia scalfire dalle nevrosi del lavoro.

Pur essendo un paraculo in perenne ritardo viene sempre tollerato dai colleghi, forse perché ispira una certa tenerezza o più probabilmente invidia per l’atarassia che traspare da ogni gesto.

Risulta antipatico solo quando, immancabilmente, chiede l’anticipo sullo stipendio o un prestito ai colleghi (che poche volte restituisce).

Studente universitario

Ci tiene a far sapere che lui questo lavoro lo fa per arrotondare e non manca di ammorbare i colleghi con citazioni erudite che nel 90% dei casi non vengono capite.

Spesso cade in profonda meditazione mentre pulisce le oliere per poi andare dal titolare proponendo un nuovo modo di disporle in tavola secondo le regole della prossemica.

Peccato che per farlo scelga il momento in cui il boss, caricata la cartellina dei documenti, sta uscendo per andare all’ufficio di Equitalia.

Giramondo

Simpaticissimo e assai infedele, il giramondo è alla perenne ricerca di qualcosa in più che crede di meritare per aver lavorato nei locali di mezzo pianeta.

Ammaliatore in fase di colloquio, brillante in servizio, gioca isubito le sue carte migliori per far innamorare di sé titolare, colleghi e clienti salvo poi, un giorno qualsiasi, diventare nervoso e insoddisfatto, di nuovo vittima del desiderio di evadere perché il luogo in cui si trova gli sta stretto.

Se mai troverà pace, sarà in qualche chiosco sperduto dei Caraibi da dove posterà selfie di lui con varie donne stagliati su tramonti mozzafiato.

Spietato fino all’ultimo, non mancherà di taggare l’ex collega fighetto, che nel frattempo sta valutando di seguire i consigli del padre e rilevare la ferramenta di famiglia.

Cameriere perfetto

È quello che, essendo stato un po’ tutto ciò di cui sopra, ha capito che per fare bene questo lavoro non serve altro che indossare scarpe comode, aprire bene gli occhi e le orecchie e limitarsi a essere se stessi.