di Nunzia Clemente 13 Gennaio 2017
zampe orso ristorante cinese

Zampe d’orso o piedi umani quelli cucinati lo scorso novembre al “China Ingross” di Padova e postati su Facebook dal cuoco?

La procura della città euganea ha condotto una perizia sulle zampe d’orso cucinate al ristorante cinese, e lo ha fatto partendo da una domanda inquietante: sono i piedi di un uomo?

L’eventualità al momento sembra scongiurata, ma proviamo a ricostruire la vicenda con ordine.

In Italia violare le norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio è un reato, ragione per cui il ristoratore cinese, accusato insieme a un cliente di aver ucciso, cucinato e servito l’orso nel suo ristorante, è stato indagato dal pm di Padova Benedetto Roberti.

L’attività del magistrato è iniziata dopo la segnalazione di alcuni clienti che, sorpresi dalla stranezza del piatto servito ad alcuni commensali cinesi, e dalla similitudine con i piedi umani, si sono rivolti al Nas dei carabinieri.

Perquisite cucine e magazzini del ristorante, accompagnati anche da un medico legale, i militari hanno trovato diverse irregolarità: 55 chili di pesce scaduto o in scadenza e di cui non è stato possibile risalire alla provenienza, cosce di rana scadute dal 2 novembre del 2016 e polpa di granchio scaduta dal 20 maggio del 2016, oltre a sporcizia e untuosità estesa dal pavimento al forno ai frigoriferi.

Ma delle zampe d’orso, in Cina considerate una specialità, tanto da costare l’equivalente di 400 euro, nessuna traccia.

zampe orso ristorante cinese

La foto pubblicata dal ristoratore, diventata subito virale su Facebook, mostra carne sanguinolenta, bluastra e per niente appetitosa, che non ha le sembianze della zampa d’orso. Anzi, all’apparenza il contenuto del piatto somiglia a due arti umani recisi, e nemmeno con perizia chirurgica.

Per discolparsi, il ristoratore ha raccontando agli inquirenti che le zampe d’orso erano state portate nel locale da un cliente, che le aveva acquistate in Slovenia. Lui si sarebbe limitato a cucinarle come richiesto dal cliente.

La caccia all’orso è autorizzata poco oltre il confine italiano, in Slovenia per l’appunto (noi stessi vi abbiamo raccontato una cena raffinata nel ristorante Pri Lojzetu dello chef Tomas Kavcic, a mezz’ora d’auto dal confine di Gorizia, in cui è stata servita guancia d’orso).

E’ invece permesso consumarla ma soltanto se l’orso è stato cacciato fuori dal territorio nazionale, ipotesi per il momento non verificabile, pertanto l’incriminazione del ristoratore cinese per violazione della fauna selvatica resta valida.

La grave irregolarità ha dato il via a una serie di controlli a tappeto in tutti i ristoranti cinesi di Padova e provincia

[Crediti | Link: Padova Today, Mail online]