di Prisca Sacchetti 9 Giugno 2016
grotta palazzese

Un giorno qualcuno ti chiede la classifica dei ristoranti che ti sono nel cuore. Tu una classifica non la vuoi fare e non la farai.

Perché anche se, oltre che poeti, santi, navigatori, allenatori di calcio siamo tutti critici gastronomici, per te quello è un pezzo di vita. Sono ricordi, una serie di piccole scintille, uguali alle emozioni, che abitano in te. Non sai cosa dire, come quando qualcuno ti chiede il fidanzato che hai amato di più o se vuoi più bene a mamma o a papà.

Cercando di rimanere fedele a me stessa, di evitare inutili classifiche, mi sono chiesta lo stesso quali sono le molle, qual è il tic dell’innamoramento da ristorante, cosa lo fa entrare nella memoria o per quale piccolo insignificante particolare lo ricorderemo per sempre? Come fanno i ristoranti ad aggiudicarsi un posto nelle nostre segrete e nascoste classifiche del cuore?

Partiamo dai punti fermi, attraversiamo le varianti personali e proviamo a capire.

1) Il primo ristorante (stellato) non si scorda mai

Del Cambio, Torino

Il primo ristorante stellato è come il primo bacio. Sorprendete, ha dentro lo stupore di qualcosa mai provato, mai visto. Cosa, dipende da noi.

Per alcuni sarà il luogo, l’ambiente, per altri “quel sapore”, inaspettato, sublime, per altri ancora i colori, le forme e la presentazione del piatto. O magari il cestino del pane, che così buono e bello non l’avevamo mai visto.

Dopo il primo ristorante, che vince facile e si ricorda per sempre, il resto è un gioco aperto. Nel mezzo ci siamo noi e le nostre attese, percezioni, stati d’animo, contaminazioni, preferenze, provenienze.

2) Il gioco dei ricordi

uovo di seppia, pino cuttaia

Uno dei miei parametri è chi vince il gioco della memoria. Un po’ come quando esco dal cinema, appena uscita dal ristorante non riesco a dare un giudizio profondo. Ho bisogno di pensare e capire.

Capisco subito se ho appena vissuto un’esperienza positiva, ma quasi mai riesco a pararne.

Dopo qualche tempo, so bene che chi sopravvive ai ricordi, c’è, ha lasciato il segno che me lo farà ricordare. Ci sono ristoranti dei quali ricorderò per sempre alcuni piatti. Anche dopo 10 anni.

3) I colpi di fulmine

cubo, matteo baronetto

Alcuni sono colpi di fulmine.

La Parmigiana di pesce bandiera con pesce all’origine e salsa di pomodoro fresco di Gennaro Esposito, la Passeggiata in pescheria di Ciccio Sultano, il baccalà di Moreno Cedroni, il fritto di pesce di Mauro Uliassi, il Cubo di Rubik di Matteo Baronetto al Cambio di Torino, la Nuvola di Caprese di Pino Cuttaia, Autunno a New York di Massimo Bottura, ma anche il soffritto di Cibi Cotti a Napoli.

Quelli sì, sono i veri colpi al cuore, esplodono non appena infilata la forchetta in bocca. Li amerai per sempre.

4) I luoghi e le persone

Alfonso Iaccarino, Punta Campanella

Ci si innamora dei luoghi e delle persone, di una famiglia intera anche. Quando si va al ristorante Don Alfonso, per esempio, si vorrebbe rimanere per sempre con la famiglia Iaccarino, magari piantati come un ulivo nella terra della loro azienda agricola affacciata sul golfo di Napoli.

Stessa cosa per Il Consiglio di Sicilia, a Donnalucata (Ragusa), con Roberta Corradin e Antonio Cicero.

In alcuni altri luoghi ci si sente in pace con il mondo e con la natura, come dopo essersi seduti in uno degli sgabelli del Clandestino a Portonovo.

O forse segretamente derubati di un sogno, perché noi il ristorante sulla spiaggia ce l’eravamo immaginato proprio così (e speriamo che il sogno torni a vivere presto a dispetto delle onde anomale).

5) Il vino

vino cantina

Di certi ristoranti ti ricordi il vino. Ti ricordi anche degli occhi o della mani del sommelier o delle parole scambiate, della sua cantina e dell’odore di tralci di ciliegio, la polvere, l’umidità.

6) I profumi

Caffe Sicilia - Noto - Corrado Assenza

Oppure ti innamori di un profumo, come di fronte alla brioche del Caffè Sicilia di Noto, che ti fa dimenticare anche la granita.

7) Sentirsi a casa

Il Consiglio di Sicilia

Poi ci sono gli ultimi, quelli in cui ti senti a casa. Ci rimarresti per ore, a mangiare, parlare, stare, ancora mangiare e ricominciare così nel valzer del ristorante perfetto.

In generale, si potrebbe dire che quando s’innesca la scoperta, quando qualcosa ci ha stupito, quando non credevamo di essere colpiti, quando abbiamo riconosciuto un sapore, o l’abbiamo ritrovato interpretato come non credevamo, quando ci siamo trovati di fronte agli assoluti, quando qualcosa ci ha fatto spalancare gli occhi come a 4 anni, si potrebbe dire che sì, quello è il momento dell’inscrizione di un ristornate nei ricordi.

A voi come capita? Cosa vi fa ricordare di un ristorante o cosa vi innesca l’innamoramento?