di Cinzia Alfè 6 Gennaio 2018

“Qualche ora fa ho infilzato una vegana”.

Laura Goodman, di origini italiane, cuoca stimata e proprietaria con il fidanzato del ristorante inglese Carlini, ha confessato con queste parole la vendetta consumata su un gruppo di clienti vegani “osservanti e moralisti”. “Infilzare”, ha chiarito su “The Boring Group”, un gruppo di Facebook, nel senso di inserire nelle loro pietanze prodotti di origine animale.

La cuoca ha poi aggiunto: “stasera una vegana osservante e moralista (che mi ha fatto cucinare tutto il giorno) è andata a letto credendo di essere ancora vegana”.

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E in pochi minuti, l’incauta cuoca è stata sommersa da rimproveri e insulti, per terminare in gloria addirittura con alcune minacce di morte.

E come se non bastasse, il sito del ristorante, che si trova a Shifnal, vicino al confine con il Galles, è stato preso di mira da un gruppo di hacker vegani (ebbene sì, esistono) con immagini e frasi offensive, mentre un gruppo vegan locale ha anche invitato a boicottare il locale.

La mobilitazione generale ha quindi costretto la cuoca a spiegare le ragioni della sua perfida e ben poco professionale condotta:

“Quella donna mi ha chiamato prima di Natale chiedendo di discutere assieme sulle necessità alimentari dei suoi ospiti, ma poi, una volta al ristorante, ha ordinato altro”.

Dopo il parapiglia vegano seguito alle affermazioni della cuoca, compreso l’auspicio di essere incriminata per “aggressione”, e dopo che su TripAdvisor, a causa di uno tsunami di recensioni negative, il voto del Carlini è colato a picco, il comproprietario del locale è corso ai ripari, spiegando in un comunicato:

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“Laura è mortificata per i commenti e oggi ha rassegnato le sue dimissioni;  in attesa di valutarle cerchiamo un altro capo cuoco per il nostro ristorante”, ha spiegato Michael Gale, aggiungendo che la bravata della fidanzata era riferita a uno dei commensali “vegani” che avrebbe ordinato una pizza con mozzarella di bufala.

Insomma, un vera e propria ritirata da parte della coppia di titolari, anche perché il cliente ha sempre ragione. O meglio, davanti, formalmente il cliente ha sempre ragione; ma ciò che succede alle sue spalle, quando la porta della cucina si chiude, è spesso un’altra storia.

[Crediti | Guardian]