Djokovic apre il terzo ristorante: pasti gratis per i poveri

Novak Djokovic, il primo tennista nella storia a guadagnare più di 20 milioni di dollari di montepremi in una sola stagione, ha aperto il suo terzo ristorante, che avrà un occhio di riguardo per i poveri: per loro i pasti saranno gratis

ristorante djokovic

“Ho guadagnato abbastanza da nutrire tutta la Serbia. Penso che si meritino questo dopo tutto il sostegno che mi hanno dato”.

Per questo il campione di tennis Novak Djokovic ha deciso di offrire gratis il pasto, nel suo terzo e nuovo ristorante, a tutti coloro che non possono permettersi di pagare.

Djokovic è stato il primo giocatore di tennis a vincere, nel 2015, la bella cifra di 20 milioni di dollari in una sola stagione, portando così i suoi guadagni totali a 108 milioni di dollari, al netto di pubblicità e sponsorizzazioni; inoltre, ha vinto ben 12 titoli del Grande Slam.

“Il denaro non è un problema per me”, ha detto il tre volte campione di Wimbledon, che nel 2009 ha già aperto Novak, vicino all’Arena di Belgrado, nella capitale serba, seguito nel 2016 da Eqvita, ristorante vegano che si trova a Monte Carlo, la città dove vive.

“Grazie alla mia famiglia ho sempre amato il cibo, ma come atleta –afferma Djokovic– è diventato qualcosa di più, la benzina che determina come gioco, come recupero e quanto sono attento sul campo. Attribuisco una gran parte del mio successo professionale al mio regime alimentare”.

I genitori del campione sono stati proprietari di ristoranti in passato, da qui arriva l’interesse del tennista per il cibo:

“Il cibo è la mia passione –continua Djokovic–, di tutte le cose che ho sperimentato nella vita, sicuramente quella che mi ha cambiato di più. E voglio dividere questa cosa con il mondo”.

Per ora non è chiaro se i clienti dovranno dimostrare di avere un reddito basso e non sufficiente per seguire un’alimentazione adeguata o se l’ingresso sarà aperto a tutti. Di sicuro il ristorante sarà aperto solo di sera, e non chiederà nulla in cambio ai propri clienti.

[Crediti: Mirror]

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