Fico Eataly World: tutti i ristoranti e le foto che nessuno ha ancora visto

Come probabilmente sapete se siete habitué di Dissapore, Fico, Fabbrica italiana contadina (nome completo Fico Eataly World), il primo e più grande esperimento al mondo di parco tematico sul cibo, realizzato alla periferia di Bologna sui 100mila metri quadrati del Caab (Centro agroalimentare di Bologna), e già ribattezzato “la Disneyland del cibo“, aprirà il prossimo 15 novembre.

Il traguardo è ambizioso: diventare il punto di riferimento internazionale per il sapore, la didattica e la spesa del cibo italiano, oltre che un museo interattivo come non se ne sono ancora visti.

Tutto con l’obiettivo economico di raggiungere i 6 milioni di visitatori ogni anno tra cui 2 milioni di stranieri e 4 di italiani divisi tra turisti e persone provenienti dai comuni vicini.


Fico Eataly World apre il 15 novembre: sapete già cosa vi aspetta?


Anche per questo entrare nell’arca dell’agroalimentare italiano, dal campo alla forchetta, sarà gratuito.

Fino a oggi il “motore” del parco, ovvero la trimurti Andrea Segrè, presidente e direttore generale di Caab; Tiziana Primori, amministratore delegato di Fico Eataly World (la società fondata da Coop e Eataly per gestire il Parco) e ovviamente Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, aveva tenuto comprensibilmente nascoste alcune zone dell’immenso spazio che, ricordiamolo, ospita 40 fabbriche; 40 luoghi ristoro; botteghe e mercato; aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi; 6 aule didattiche, teatro e cinema; un centro congressi; una Fondazione con 3 università oltre a 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta.

In particolare non si erano mai viste immagini delle 6 giostre interattive e multimediali che raccontano il rapporto tra l’uomo e il fuoco, la terra, vino, olio e birra –cioè i tre principali liquidi da lui creati–, il mare, gli animali, il futuro.

Ma oggi Dissapore vi mostra una lunga serie di immagini inedite che ritraggono questi e altri luoghi di Fico, seguiteci nel viaggio.

Il viaggio dentro Fico Eataly World

INGRESSO

fico eataly ingresso

Sei alberi di Ulivo in arrivo dalla Calabria accoglieranno i visitatori all’entrata, insieme a una gigantesca scultura composta da mele Val di Non. Tutti frutti che verranno recuperati prima della loro naturale scadenza e poi donati.

Nella sala centrale un grande totem mostrerà le immagini dei 53 siti Unesco italiani.

INTERNO: LA GALLERIA

LA PIAZZA

NEGOZIO EATALY

Gli 8 ettari di spazio chiuso ospiteranno 40 fabbriche che lavorano i grandi prodotti italiani, dalle carni ai formaggi, dall’olio alla pasta.

In alcune si potranno provare specialità note, come ad esempio:

— Prosciutteria di Ruliano;
— Mortadella World, del Consorzio della Mortadella di Bologna Igp;
— Salumi di Nero di Calabria e Cinta Senese del chiosco Il Suino Nero di Madeo e Savigni;
— spazi degustazione dei consorzi di Parmigiano Reggiano e Grana Padano;
— Bistrot della Panetteria, a cura del Forno di Calzolari;
— pasta di Campofilone;
— pasta del Pastificio Gragnanese De Martino;
— pasta Fresca di SfogliAmo;
— Trattoria dell’Uovo di Eurovo;
— Dentro il Pomodoro di Mutti;
— Pescheria di Lpa Group.

In tutto, le aziende coinvolte nella realizzazione di FICO sono circa 2000, c’è il meglio del Made in Italy, da Granarolo a Lavazza, da Carpigiani a Venchi.

Un grande mercato per fare la spesa conclude la galleria interna. Per la precisione un negozio Eataly di 2.500 metri quadrati dove sarà possibile comprare i prodotti in vendita negli store della catena, oltre a quelli incontrati lungo il percorso.

Per facilitare gli spostamenti nell’immenso spazio mercatale, i visitatori avranno a disposizione 500 biciclette a tre ruote, progettate dal costruttore Bianchi, equipaggiate con cesti per la spesa.

RISTORANTI E PIZZERIA

fico eataly ristorante bartolini

Gourmet, tematici e stellati, osterie, bistrot, la scelta non manca tra i 16 ristoranti di Fico.

— A iniziare da Enrico Bartolini – Le Soste, con lo stellatissimo chef toscano pronto a ospitare a rotazione cuochi celebri dell’omonima associazione. E poi:
— La pasta: primi piatti della Trattoria di Amerigo;
— Il pesce: con i fratelli Raschi del ristorante Guido di Rimini ai fornelli;
— Osteria dei borghi più belli d’Italia: con i prodotti tipici di 270 località italiane;
— Salumi e Formaggi-Osteria del Culatello: produzioni casearie e della norcineria nazionale, a cura di Antica Ardenga;
— La carne: preparazioni di razze bovine come Piemontese e Chianina, selvaggina e cacciagione, a cura del consorzio La Granda e del macellaio-norcino Zivieri;
— L’orto: con i prodotti di Riccardo Di Pisa e la cucina di Rosarose Bistrot.
— Bistrot della patata: tutte le possibili declinazioni delle patate e varietà tipiche proposte da Pizzoli;
— Bell’Italia: con spazi modulabili per eventi, realizzato da Camst per Eataly;
— Vineria dell’enoteca: vini a calice di Fontanafredda accompagnati da stuzzichini e merende all’italiana;
— L’osteria del Fritto: fritti e street food partenopeo con Gaetano e Pasquale Torrente del ristorante Convento di Cetara;
— Birreria Baladin: con la birra appena prodotta del birrificio di Teo Musso che accompagna specialità di carne, verdura e street food;
— Acetaia-trattoria Gnocco e tigelle: realizzata da Trattoria Cognento e dedicata in particolare all’aceto balsamico;
— Bistrot dell’ulivo: cucina ligure con l’osteria genovese Zena Zuena e Olio Roi;
— I tartufi: ristorante gestito da Urbani con l’osteria La Fontana di Bologna.

Il cibo in eccesso nei ristoranti sarà recuperato per avvicinare Fico a un modello di economia circolare a speco zero.

PIZZERIA

Farine selezionate, pomodoro pelato dell’Agro Nocerino Sarnese, mozzarella di bufala campana DOP e olio extra vergine di olive sorrentine. Oltre al simbolo del Made in Italy servito al piatto, la pizzeria di Fico, curata da Rossopomodoro, proporrà pizze al portafoglio e street food partenopeo.

CHIOSCHI

Questi sono invece i chioschi e le piccole botteghe dove trovare i grandi classici del cibo di strada italiana:

— porchetta umbra di Renzini da Norcia;
— arrosticini abruzzesi di Jubatti Carni;
— piadina romagnola di Romagna Food;
— polenta, borlengo, friselle, baccalà e altre ricette regionali di ExperienceIN.it;
— frutta, anche esotica e rara di Gaia;
— pollo allo spiedo e in altre preparazioni di Campese Amadori;
— San Daniele con prosciutti e i vini del Friuli Venezia Giulia;
— le specialità de Il Barbeque con Il Mercante delle Spezie di Torino;
— il chiosco della Birra Poretti.
— Almeno un paio di chioschi dedicati ai piatti regionali, in particolare delle Marche e della Sardegna.

CAFFETTERIE E DOLCI

fico bologna

Spazio anche per caffetterie e dolci dentro la Fabbrica Italiana Contadina. Ci saranno:

— Pasticceria siciliana, a cura di Santi Palazzolo,
— Gelateria Carpigiani, sempre curata da Santi Palazzolo;
— Cioccolateria con le specialità di Venchi;
— Biscotti e soprattutto panettoni Balocco, proposti tutto l’anno;
— Bici Bar, ideato da Ifi, da cui parte la pista ciclabile di Fico.
— Caffetteria centrale di Lavazza, con design avveniristico;
— Fico Cocktail Bar con liquori, distillati, vini e ingredienti solo italiani;
— Il chiosco bar Gustavo di Camst;
— Chioschetto della spiaggia.

CENTRO CONGRESSI

Corsi tematici, team building, cooking show e laboratori degustativi. Certo non mancheranno le aule didattiche a Fico, così come un centro congressi con ambienti modulari da 50 a 1000 persone adatti a ospitare qualsiasi tipo di evento.

CAMPI DA BEACH VOLLEY E DA CALCETTO

fico eataly campo beach volley e calcetto

L’idea di realizzare grandi campi da gioco nasce dalla volontà di rendere Fico una piazza frequentata a ogni ora del giorno, dove andare per un film, per imparare il tango o per giocare una partita di calcetto.

GIOSTRA 1: L’UOMO E IL FUOCO

“Una storia bellissima che dura da un milione e mezzo di anni. Dal fuoco rubato al vulcano si è passati alla capacità di crearlo in loco con strumenti sempre più funzionali e di adattarlo agli usi della cucina per rendere i cibi più digeribili e sani” (presentazione di Oscar Farinetti).

GIOSTRA 2: L’UOMO E LA TERRA

“14.000 anni di agricoltura non sono facili da raccontare. Ma abbiamo la fortuna di trovarci in uno dei Paesi più biodiversi al mondo, casa di una moltitudine di specie vegetali e animali. Una terra di una forte identità da rispettare, interpretare e rafforzare” (presentazione di Oscar Farinetti).

GIOSTRA 3: UOMO: DALLA TERRA ALLA BOTTIGLIA

“Vino, birra e olio d’oliva: quale di questi prodotti secolari è nato per primo? Si dice che già nella Preistoria si mangiasse uva selvatica fermentata, mentre si narra che la la birra, già 6500 anni fa, fosse frutto… della mano femminile! E l’olio? Se ne sono trovate tracce nella città di Haifa, in Israele, già 9.000 anni fa!” (presentazione di Oscar Farinetti).

GIOSTRA 4: L’UOMO E IL MARE

“Scrive Jack London: ‘Abbiamo ancora sul corpo i segni del mare‘, ricordandoci che la vita animale nasce proprio nel mare e ne esce “solo” 500 milioni di anni fa, strisciando, diventando prima serpenti, poi scimmie, poi uomini. Oggi ci troviamo a dominare il mondo e a catturare i pesci per alimentarci, nel mare dal quale proveniamo. In un eterno ciclo basato sull’equilibrio naturale”(presentazione di Oscar Farinetti).

GIOSTRA 5: L’UOMO E GLI ANIMALI

“All’inizio, erano gli animali a cacciare l’uomo. Poi, l’uomo comincia a capire che alcuni animali possono rivelarsi preziosissimi alleati. A partire dal lupo, che lo aiuta a tenere lontane le bestie feroci, si passa alla pecora e alla capra, per il latte, la carne e la lana, poi il pollo e i bovini… Nasce così l’arte di allevare gli animali per nutrirsi e vestirsi senza dover più cacciare”(presentazione di Oscar Farinetti).

GIOSTRA 6: L’UOMO E IL FUTURO

“La chiave per il futuro sta in una sola parola: il rispetto. Se non avremo maggior rispetto per la terra, per l’aria, per l’acqua, per gli animali non avremo futuro, perché non avremo più un pianeta abitabile. Sempre di più, non si potrà portare avanti una agricoltura sana senza un’organica collaborazione tra tutti gli attori della filiera: contadini, trasformatori, commercianti e consumatori” (presentazione di Oscar Farinetti).

OGNI GIOSTRA HA LA SUA SALA CINEMA

Per scelta Fico vuole essere un luogo ad accesso libero, come una piazza dove i cittadini potranno entrare alla sera per andare al cinema o a teatro. E oltre a una grande sala centrale, ogni giostra dimostrativa avrà la sua saletta con proiezioni a tema.

ESTERNO: 2 ETTARI DI CAMPI E COLTIVAZIONI

ESTERNO: STALLE

Con due ettari dedicati ai campi e alle stalle, Fico diventa giocoforza la più grande fattoria agroalimentare d’Italia. Le varietà dimostrative coltivate e gli allevamenti didattici rappresentano le principali cultivar dell’agricoltura italiana oltre a ospitare 200 animali di razze autoctone.

È tutto, incuriositi? Il 15 novembre non è poi così lontano.

Anna Silveri

12 ottobre 2017

commenti (9)

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  1. Il progetto mi attira soprattutto per l’aspetto gastronomico(ovviamente) e per la presenza delle svariate produzioni sotto lo stesso tetto, che trovò un ottima occasione per bambini, ragazzi e adulti ” di città ” . La parte ludica mi lascia un po basito, per quanto riguarda i campi da gioco, non ne capisco molto il senso; riguardo alle giostre invece, mi sembra il solito tentativo di edutainment, di solito risulta noioso più che istruttivo, staremo a vedere, avrei preferito qualcosa più virato al divertimento ma tematizzato cibo. Sarà che sono fanatico di parchi tematici….

  2. Avrei forse capito se avesse aperto PRIMA di expo 2015. Aprire nel nulla, dopo il flop expo, un parco tematico sul cibo…

    1. Un flop l’expo????
      Ma che ti sei fumato?

    2. Grazie per il tuo commento intelligente. Non so se sai cosa sono i numeri. Grazie ai numeri puoi tranquillamente comprendere che expo è stato visitato dai quali solo lombardi (in realtà il bacino di utenti è la zona intorno a expo). http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/04/expo-2015-ma-quanto-ha-reso-davvero/2183548/
      Io non ho espresso un giudizio soggettivo. Parlano i fatti. E expo è stato un trionfo solo per camorra & c. con buona pace di chi vive sulla luna. Come te.
      Noi stiamo ancora pagando per expo. E ciò che rimane è li che prende polvere.
      Forse Farinetti farà meglio di Renzi? Almeno spero il primo usi i suoi di soldi

  3. Temo che gli italiani siano troppo indietro per capire tutto ciò…confido nei turisti e in chi ha viaggiato fuori per aprire gli orizzonti ristretti della mentalità italica

    1. “gli orizzonti ristretti della mentalità italica”
      la mentalità italica avrà molto da imparare dalle ampie vedute di un signore che fa controllare i dipendenti quando escono dal lavoro per paura che si arrubbino la robba!

    2. Dal suo commento si potrebbe intuire che lei non ha mai avuto dipendenti, vero?

  4. prima il CAAB era una cosa seria. tutta questa cosa messa in piedi dalle Coop e Farinetti non servirà a niente, non porterà alcuna qualità che non potrete trovare da altre parti, non porterà soldi alla comunità bolognese. i nomi sono sempre gli stessi di tutti gli inutili empori Eataly, compreso l’autogrill. a bologna di tutto questo non frega davvero niente a nessuno, basta che chiediate ai passanti. però c’è la linea dedicata che dalla stazione vi costa 5€ ma vi conviene prendere il 35, sempre dalla stazione, che vi scarica davanti con il biglietto ordinario da 1.20€
    tutto su misura per un turismo enogastromico esasperato a prezzi da strozzini di indubbia qualità. contenti voi.

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