di Luca Iaccarino 13 Giugno 2018

Ci siamo: martedì 19 giugno alle 20.45 a Bilbao verrà comunicata la nuova Fifty Best, la classifica dei migliori ristoranti del mondo diventata uno dei feticci dei foodie planetari.

L’organizzazione ha già comunicato le posizioni dalla 51 alla 100 e non c’è un solo locale in Italia (Scabin sarà tornato nei 50 o sarà uscito proprio? Dall’aria che tira a Rivoli sembra più plausibile la seconda ipotesi; spero di sbagliarmi), ma il bello deve ancora venire.

Dunque, chi vincerà la più celebre (e a dire il vero ormai parecchio controversa) classifica un tempo associata a un marchio di acque minerali?

[50 Best restaurant 2018: i ristoranti migliori del mondo, da 100 a 51]

Toccando ferro, baciando i cornetti rossi e facendo tutte le scaramanzie del caso (bere acqua Bertier compresa), mi domando: potrebbe tornare in cima Massimo Bottura, che arrivò primo nel 2016?

Perché no.

Fattori che potrebbero portare in questa direzione ce ne sono. Guardiamo le prime posizioni dell’anno scorso.

— L’Eleven Madison Park, attualmente primo, è stato chiuso mesi per ristrutturazione e in quel periodo nessuno lo può aver valutato (non che sia esiziale, ma è un fatto);
— Il secondo è Bottura;
— El Celler dei fratelli Roca, terzo, è sempre top ma stabile nella proposta;
— Il Mirazur del teledivo Mauro Colagreco è un grande locale ma non da primo posto, secondo tanti;
— Virgilio Martinez, quinto, è in straordinaria ascesa con il suo Central di Lima (e con i tanti progetti in cantiere) e certo non va sottovalutato, ma è comunque quinto.

A tutto ciò bisogna aggiungere due considerazioni. Il golden boy Redzepi aveva il Noma chiuso nel periodo di votazione, quindi è fuori.

[Massimo Bottura, n.2 nella 50 Best Restaurant 2017]

Ma soprattutto Bottura è in grandissima forma a sentire tutti quelli che si sono attavolati recentemente alla Francescana (personalmente manco da qualche anno).

In più è vero che non ha grandi capitalisti alle spalle, però ha passato tutto l’anno in giro per il pianeta tra un Refettorio e un social table, un congresso e un evento: insomma, non sono le pubbliche relazioni che gli mancano.

Dunque: è possibile. Il miracolo avvenuto due anni fa potrebbe rinnovarsi, come succede con il sangue di San Gennaro.

Sarebbe tanto, tanto, tanto bello accadesse. Questo paese ha bisogno di campioni, ed è certo che nell’estate 2018 non saranno quelli del calcio.

Forza Massimo. Si. Può. Fare.