di Nunzia Clemente 20 Febbraio 2017

Quando apri un ristorante sceglierti un buon nome aiuta. Per esempio: scegliendo un nome benaugurante come Bouche à Oreill, che in italiano significa “Passaparola”, incoraggi la dea bendata, casomai decidesse di voltarsi dalla tua parte.

Con i nomi molto diffusi l’inconveniente è che la tua stessa idea potrebbero averla avuti altri, ma questo, lo scopriremo presto, non è necessariamente un problema.

Adesso entriamo insieme nella quotidianità di Bouche à Oreill, un posto alla buona, al limite del dimesso, che si trova a Bourges, Francia centrale. La brasserie, un piccolo cafè specializzato in pause pranzo a prezzi modici per gli operai che lavorano nel circondario, propone per 12,50 euro “buffet a volontà, il piatto del giorno e dessert”.

Nel menu non ci si sguazza: un passabile manzo alla borgognona (lo stufato di manzo al vino rosso), cozze fritte cozze servite con patatine fritte o filetto di nasello alla paprika.

Bouche à OreilleBouche à Oreille

Veronique, la titolare, non si spiega perché nell’ultima settimana la sua brasserie alla buona sia sempre piena, presa d’assalto da avventori mai visti prima che contendono i tavoli agli habitué.

Cos’è che ha scatenato questa inattesa fortuna?

Beh, non ci crederete ma Bouche à Oreill ha preso la stella Michelin.

Non per meriti particolari, intendiamoci, bensì a causa di un errore.

La stella Michelin doveva in realtà andare a un altro Bouche à Oreille, spostato di 200 chilometri più a nord, a Boutervilliers, in direzione Parigi.

E lì, in effetti, ci sono moquette, tovaglie di lino e un menù a 48 euro con piatti raffinati come il flan di aragosta, il cervello di vitello e il croccante di pere e cioccolato.

Bouche à OreilleBouche a Oreille

La guida Michelin si è scusata con i due ristoranti, dispiacendosi di aver ingannato i clienti e precisando che della svista non c’è traccia sulla guida di carta, appena pubblicata, e neanche nell’applicazione. Si è trattato solo di errore tecnico in una mappa del sito Michelin.

A equivoco chiarito Aymeric Dreux, il vero chef stellato, ha dimostrato molta sportività, in fondo l’errore non ha causato grandi danni e in una settimana è stato corretto.

Correzione che, c’è da scommetterlo, sarà piaciuta meno a Veronique.

[Crediti | Link: Agi]