La catena giapponese di ristoranti dove si mangia da soli, meditando

Non potete parlare. Non potete guardare gli altri negli occhi. Non potete chattare né condividere fotografie sui social. Non potete lavorare e nemmeno scattare selfie.

Vi sento: è forse l’anticamera dell’inferno questa, dove secondo la legge del contrappasso finirà la società contemporanea?

Può essere. Però in mezzo agli agi, morigerati per carità, di Ichiran.

Ichiran é una catena di ristoranti giapponese che applica, nei suoi locali, la filosofia Zen, fatta di meditazione e minimalismo. Ci andate, dunque, per mangiare noodle e sorseggiare il brodo in solitudine e riflessivo silenzio.

In Giappone e a Hong Kong la catena conta ben 60 ristoranti aperti 24 ore su 24 perché, perché lo sapete, quando una riflessione viene, viene.

Nata negli anni ’60 a Nanokowa, è nota e apprezzata per la zuppa di ossa di manzo e noodle e per supportare la filosofia della cena a contatto minimo. 

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Adesso Ichiran è decisa a espandersi, e lo fa, innanzitutto, aprendo un ristorante a New York. Precisamente, in uno dei quartieri più alla moda della città: Bushwick.

Già ci pare di vederle, le folle di persone che si rifugiano nel silenzio della penombra, davanti a una tazza di ramen bollente, per riflettere. Su cosa è a discrezione vostra.

L’idea di base è quella di voler spingere gli avventori a concentrarsi sulle gioie donate dal cibo che si sta consumando, senza alcuna distrazione.

Questa pratica è permessa dai “flavor concentration booth“, cioè gli spazi singoli e angusti –somigliano ai banchetti ambulanti che girano per le strade giapponesi– dove vi sedete soli e cenate soli.

I cubicoli sono opportunamente divisi per evitare che si entri in contatto con gli altri, obbligati così a vivere quell’esperienza in totale isolamento e ascetismo.

Secondo un portavoce della catena Ichiran, “La sistemazione incoraggia il cliente nel concentrarsi unicamente sulla ciotola di noodle di fronte a sé”. 

In un ristorante così i camerieri e i cuochi si muovono come fantasmi.

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Si ordina cerchiando ciò che si desidera su un menu prestabilito e quando si è pronti si preme un pulsante.

Dopodiché i piatti, nella tacita sala, arrivano.

Come in un film, le mani del cameriere porgono, attraverso le tendine di bambù, la ciotola fumante che viene poggiata delicatamente, senza invadere il territorio altrui, per poi ritirarsi discretamente.

Su richiesta, se proprio ci tenete, il cameriere può anche materializzarsi.

[Crediti | Link e Foto: Qz, Eater]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

3 novembre 2016

commenti (7)

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  1. Orval87 ha detto:

    Ricordo a tutti che stiamo parlando del paese dei “Loculo-hotel” o “hotel a capsule”…

  2. gumbo chicken ha detto:

    Mangiare senza brutta musica e radio di sottofondo e senza gente che strilla intorno sarebbe meraviglioso. Per me. 😀

    1. Grazia ha detto:

      Questa si che è cosa buona e giusta, altro che anticamera dell’inferno. Per me sarbbe il paradiso, la pace. Vorrei davvero gustare anch’io un ramen senza rumori e persone attorno. Vorrei che ci fossero anche in Italia, ma credo non sarebbe possibile.

  3. Angelo ha detto:

    Ci sono stato per puro caso quest’estate durante la vacanza in Giappone. In realtà è un posto fantastico e molto meno allucinante di quanto potremmo pensare.
    Semplicemente se si ha bisogno di mangiare qualcosa di caldo, cucinato, in poco tempo e per qualsivoglia motivazione personale di quel giorno non si ha davvero voglia di parlare con gli altri, è il posto perfetto.
    Vorrei ricordare che questo posto non è una rappresentazione del Giappone (ho mangiato in locali completamente “opposti” con cucina aperta dove si chiacchierava coi cuochi che si mettevano pure in posa plastica per le foto), è solo una delle tantissime possibilità che offre. Il bello del Giappone è proprio questo: nessuno giudica, nessuno sale in cattedra. Qualunque sia la necessità di una persona, in Giappone esiste un locale apposito e nessuno avrà qualcosa da ridire o di cui ridere.

  4. giacomo ha detto:

    L’ideale per la mia pausa pranzo dei sogni, solo e in silenzio, con qualcosa di buono e caldo davanti, immerso nei pensieri.
    Mi stuzzica l’idea di poter entrare in un posto così, speriamo prima o poi arrivi anche da noi, in formato più original e serio che si può, di cose finte e poco salutari ce ne sono fin troppe.
    🙂
    Grazie per l’articolo!

  5. StefanoInside ha detto:

    Mi ispira tantissimo!!!
    Poter mangiare fuori a pranzo senza persone moleste, invadenti o logorroiche…
    Un sogno.

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