Human Company: la metà di Mercato Centrale che non conoscete

Mercato Centrale è un'impresa di famiglia, che coinvolge al 50% Umberto Montano e per la restante metà Human Company, probabilmente il più grande gruppo ricettivo italiano.

human company

Siamo partiti volendo spiegarvi Human Company, l’altra metà di Mercato Centrale, e ne siamo usciti con una love story dal lieto fine, scoprendo che in realtà Mercato Centrale è un’impresa a conduzione familiare.

Perché se pensate che Mercato Centrale sia solo Umberto Montano, sappiate che vi sbagliate di molto, esattamente di un 50%. A tanto ammonta la quota di società del gruppo di food hall più cool d’Italia detenuta da Human Company, probabilmente il gruppo dell’ospitalità più grande d’Italia. Un colosso da 42mila posti letto, suddivisi tra outdoor (nove strutture in Italia e una in Lussemburgo) e ospitalità classica (tre ostelli a Firenze, Berlino e Praga e l’hotel di charme Villa La Palagina). Ma non solo: Human Company è, molto semplicemente, l’altra metà di Mercato Centrale. Una liaison non solo economica, ma anche personale, visto che alla fine la famiglia Montano e quella dei Cardini-Vannucchi, a capo di Human Company, hanno anche una discendenza comune.

Ma facciamo un passo indietro.

Human Company: chi sono

human company

Human Company nasce negli anni Ottanta a Firenze come ECV Group e diventa in breve tempo il leader italiano nel turismo open air: settore che, complice la fobia degli spazi chiusi portata dalla pandemia, sta vivendo una seconda giovinezza.

Il gruppo fa capo alla famiglia toscana Cardini-Vannucchi, originariamente attiva nel settore tessile a Prato. La virata verso il mondo del turismo avviene nel 1982 con l’acquisizione del primo campeggio, Il Girasole a Figline Valdarno. La struttura, che da campeggio di piazzole per tende e roulotte viene trasformato in un modernissimo villaggio, diventa subito la formula vincente replicata negli anni in ognuno dei villaggi del Gruppo.

In trentacinque anni di attività, Human Company mette su nove strutture outdoor in Italia, comprese quelle che fanno parte dell’intelligente e interessante formula dei “camping in town”: strutture ricettive low cost (sul modello del campeggio, appunto) posizionate strategicamente accanto alle principali città d’arte italiane: Firenze, Roma e Venezia.

Un’alternativa smart per visitare i principali centri turistici italiani limitando i budget di spesa e rimanendo all’aria aperta, con tutti le caratteristiche che piacciono tanto agli amanti del campeggio (basti pensare ai turisti del Centro Europa, o a quelli francesi, che adorano picchettare le loro tende in una piazzola).

Lo sbarco in Mercato Centrale

La famiglia Cardini-Vannucchi ha sempre avuto il pallino della ristorazione accanto a quello dell’ospitalità. Basti pensare al fatto che una delle punte di diamante del loro gruppo di strutture ricettive è Villa La Palagina, un resort e ristorante di lusso (con uliveto e vigneto) nel Chianti.

Ad un certo punto della sua storia, Claudio Cardini incrocia Umberto Montano. Galetta fu Cuba: Cardini è uno dei più grossi imprenditori italiani operanti nel Paese, con una serie di attività legate per lo più al turismo, e Montano dal 2001 è sposato con una donna cubana, il che ha trasformato per lui l’isola caraibica in una seconda casa.

I due imprenditori si conoscono, presentati dal comune amico Giacomo Marramao, filosofo ispiratore di grandi argomenti della sinistra italiana, si piacciono, e dopo una lunga amicizia si ripromettono di fare qualcosa insieme.

L’idea arriva – come è noto – a Umberto Montano. È lui che nel progetto di Mercato Centrale mette la sintesi della sua storia professionale: ristorazione, materie prime, imprenditoria della gastronomia. La propone a Cardini, che dalla sua ha il capitale, il know how, e la capacità di non farsi spaventare da numeri apparentemente grandi, ma che per lui e per le sue strutture sono la norma. Così, nell’aprile 2014 nasce il primo Mercato Centrale a Firenze.

Mercato Centrale: una storia di famiglia

“Io non avrei mai voluto aprire un secondo Mercato Centrale”, dice Umberto Montano guardandosi indietro e ammettendo il suo limite nei confronti di una visione imprenditoriale estesa. Invece il gruppo capitanato dai Cardini-Vannucchi ha fatto la sua fortuna con i format replicabili e con numeri colossali.

Dunque, Mercato Centrale si espande: prima alla Stazione Termini di Roma (5 ottobre 2016), poi al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze (2017) e infine a Torino (2019) e a Milano dove – promettono, e noi siamo qui in attesa – Mercato Centrale aprirà al più presto.

Nel frattempo, quella che era un business tra amici è diventata a tutti gli effetti un’impresa di famiglia, dopo che Montano e Cardini sono diventati consuoceri. E chissà, magari la nuova generazione (i due imprenditori hanno già dei nipotini in comune) sarà quella che guiderà il più grande polo gastronomico e ricettivo d’Italia.

Potrebbe interessarti anche