di Giovanni Puglisi 28 Maggio 2019
LAlchimia_Berton e Cannavacciuolo

Dei TheFork Restaurants Awards vi avevamo parlato un mese fa, quando i cuochi baciati dalla guida Rossa (aka, Michelin) hanno indicato i loro posti preferiti, scegliendoli fra le nuove aperture. Proprio ieri si è svolta la premiazione dell’edizione 2019: noi c’eravamo, per raccontarvi i vincitori assoluti, i 10 ristoranti migliori d’Italia votati dagli utenti di The Fork, tra i 64 selezionatissimi dagli chef.

Cos’è The Fork, per chi non lo sapesse

Se siete foodies digitali, avrete senza dubbio notato, volenti o nolenti, il logo verde di TheFork, il “braccio operativo” del colosso TripAdvisor che mette in rete ristoranti e clienti offrendo visibilità ai primi, esperienza di community, facilità di scoperta e di prenotazione ai secondi.

Nata nel Maggio 2014 con la prima acquisizione di La Fourchette, startup francese fondata nel 2007 che proponeva in nuce quello che sarebbe diventato il concetto centrale del network – scopri il ristorante, prenota al ristorante, valuta il ristorante – si arricchì circa un anno dopo con l’acquisizione di due analoghe realtà italiane, Restopolis e MyTable, di fondazione milanese.

Oggi la rete consta di 19 Paesi e 61.000 locali, conta oltre 21 milioni di visite al mese e offre una sezione dedicata esclusivamente ai ristoranti di fascia più spiccatamente “alta”; la selezione Insider.

Proprio in quest’ottica di superamento della piatta democrazia del webbe che è forse la croce più grande, e la più incommensurabile delizia di Tripadvisor, in cui il voto al paninaro zozzo e quello al tristellato godono di pari valore; la selezione Insider di TheFork funge da strumento indispensabile per segmentare l’offerta dei ristoranti, ed aiutare la nicchia gourmand del proprio pubblico ad entrare in contatto con realtà ristorative che le siano affini.

TheFork Restaurants Awards 2019: i vincitori

Nel 2018 TheFork Italia ha sviluppato per la prima volta un piano di collaborazione con Identità Golose che – giura Almir Ambeskovič, general member board di TheFork e fondatore di Restopolis – “durerà almeno 50 anni”.

La partnership è sfociata nel 2018 nei primi TheFork Restaurants Awards New Openings, premio dedicato appunto alle nuove aperture, i cui candidati vengono selezionati per nomina consultando 71 top chef italiani e successivamente votati da una base popolare attraverso la piattaforma web.

L’anno scorso vinse l’Antica Osteria Il Ronchettino di Milano, segnalata da Andrea Ribaldone e Pietro Leeman.

Ieri, 27 Maggio, si è tenuto presso il ristorante Antonello Colonna Open di Via Milano (Roma) il gala di premiazione dell’edizione 2019.

Il design futuribile e accogliente dell’ariosa sala a vetri ricavata dallo “spazio di coda” del Palazzo delle Esposizioni, di cui Open è partner ristorativo, ha ospitato sul palco i 10 chef e patron più votati dagli utenti di The Fork tra i 64 nomi selezionati dai padrini d’eccellenza.

La cerimonia è stata accompagnata da una cena firmata a sei mani dal padrone di casa Antonello Colonna, da Cristina Bowerman e Moreno Cedroni.

Di seguito i nomi dei dieci finalisti, elencati (eccetto il primo) in ordine casuale:

1 – L’Alchimia (Milano), nominato da Andrea Berton e Antonino Cannavacciuolo. È il ristorante che ha riscosso più preferenze nell’ambito della people’s choice, risultando così il vincitore di questa edizione.

2 – Salvo (Napoli), consigliato da Pietro Leeman. [Premio speciale Acqua Panna]

3 – Rimessa Roscioli (Roma), consigliato da Roy Caceres,

4 – Seu Pizza Illuminati (Roma), consigliato da Gianfranco Pascucci,

5 – Pianoalto Cucina e Terrazza (Roma), consigliato da Francesco Apreda, [Premio speciale BuddyBank]

6 – Luciano Cucina Italiana (Roma), consigliato da Antonello Colonna,

7 – Zia (Roma), consigliato da Anthony Genovese,

8 – Badalì Osteria (Firenze), consigliato da Maria Probst e Cristian Santadrea,

9 – Sestogusto (Torino), consigliato da Ugo Alciati,

10 – Condividere (Torino), consigliato da Moreno Cedroni [Premio speciale Ron Zacapa].

I vincitori godranno di visibilità accentuata su TheFork ed entreranno di diritto nella categoria Insider.

Osservazioni

La palma di nuova apertura più interessante dell’anno secondo la community dei tripadvisoristi di lotta e di governo rimane quindi a Milano per il 2019, ma anche se dei 64 iniziali il vincitore è l’unico di area meneghina arrivato in finale non gridate al complotto: semplicemente la base utenti di TheFork è più numerosa nel capoluogo lombardo che altrove, avendo ereditato quella costruita in città da Restopolis e MyTable nelle fasi precedenti l’acquisizione. Più clienti votanti a Milano, più voti ai ristoranti milanesi.

Volendo fare delle considerazioni sulla rosa dei nominati, gratifica la presenza tra i finalisti di ben tre pizzerie d’eccellenza (Salvo, Seu Pizza Illuminati, Sestogusto); esito naturale di uno schema di nobilitazione ed elevazione che il piatto più amato al mondo ha seguito negli anni e che sembra essere stato notato da tutti – ad eccezione forse della guida Michelin.

Notevole anche che al fianco dei ristoranti d’alta cucina in senso più tipico figurino osterie e proposte “di sostanza” che, pur offrendo grande attenzione a materie prime e preparazioni, nascono pensate per una fruizione più quotidiana; così come che sia stato premiato almeno un locale che destruttura l’idea di ristorante da degustazione per assumere la scorza trasformista di folle trattoria d’avanguardia, tapas bar, gastronomia in pillole (Condividere).

Forse l’Italia è pronta a smettere le contingentazioni categoriche, e ad accettare che l’alta cucina possa avere forme diverse da quelle assunte come canoniche?