di Marco Pistagnesi 10 Febbraio 2020
Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano

Il gusto della nebbia porta a Milano la potente cucina di Chongqing in un contesto sobrio e delicato, che ne fa quasi da cornice contrastante. La nostra recensione di questo nuovo ristorante cinese in zona Garibaldi, fuori dagli schemi e dalle semplificazioni.

C’è un cinese a Milano che si fa chiamare Lampo. Come il prototipico giovane, rampante bauscia della Milano che fattura, uscito dritto da una serie TV anni 80. Lampo è un cinese “vero” – tra virgolette. Un tipo simpatico, eclettico e poco inquadrato. Non è di seconda generazione, magari neanche vive in Paolo Sarpi, e sicuramente non parla italiano con accento milanese e cinese con accento straniero. Arriva in Italia nel 2004, dedicandosi per anni all’arte e alla fotografia prima di aprire recentemente il suo ristorante. Non sappiamo molto di questi anni di mezzo, ma, a vederlo oggi, sembra aver nel frattempo affinato una particolare competenza: quella di saper personificare un punto di contatto tra le culture cinese e milanese originale. Insolito. Nel suo essere cinese a tutto tondo, si infiltra una milanesità azzeccata, precisa, sottile, scevra da stereotipi. La sua cucina è specifica, autentica, affatto accomodante.

Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano

La nebbia di Milano Chongqing

È addirittura una cucina sub-regionale, ovvero tipica della città di Chongqing, nella regione del Sichuan. Ma sconfessando il cliché che vedrebbe un’esperienza culinaria vera e rustica ambientata in una bettola spartana, Lampo pesca dall’immaginario milanese e ci presenta un locale smart, fatto di eleganza semplice e sottile, di colori neutri e caldi. L’ambiente, così come scopriremo anche la cucina, ha una cifra definitoria che assorbe l’estetica occidentale senza per questo risultare adulatoria o accondiscendente. Aiutano i parallelismi e i rimandi tra la cultura d’origine e quella ospitante anche certe sfiziose casualità: la nebbia, il cui “gusto” battezza questi tavoli, non è quella di Milano, non è un omaggio cheap e scontato alla città d’elezione. Lampo usa frequenze più sottili per intrecciare le due culture. Si riferisce invece a Chongqing, città Natale della cucina qui proposta e famigerata in Cina per la densa foschia che l’attanaglia costantemente.

Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano

Oltre che attraverso le sue belle foto in bianco e nero che addobbano la sala, Lampo lo percepisci già da fuori, che spadella preciso e concentrato, attraverso il vetro opaco che separa la cucina dal marciapiede sul lato del locale. Complici il chiaroscuro dei vetri e i fumi dei fornelli, sembra avvolto proprio da quella nebbia a cui tanto è affezionato.

Il gusto della nebbia: menu, piatti e prezzi

Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano

“Gli appassionati della cucina deliziosa saranno entusiasti del nostro ristorante” – recita il sito. Potrei parlare di una versione “milanesizzata” della Cina del Sichuan, se non fossi sicuro di incorrere in fraintendimenti. Affatto ammorbidita, democratizzata, o edulcorata, l’impronta culinaria vuole però cogliere quel lato stiloso e attento che è cifra della gastronomia italiana contemporanea.

I piatti sono delle bombe di sapore, veraci e potenti, senza però doversi servire di un allure lurida e ignorante per darsi credibilità. Con sottile scaltrezza, si opta invece per una passata di lucido, una italica ripulitura, che, invece che sminuire la veracia dei piatti, la contestualizza e esalta ulteriormente.

Non c’è bisogno di un menu di 20 pagine con tanto di foto mal riuscite e qualche chiazza di unto per darsi credibilità. Pare che i modi prevalenti occidentali vogliano menu stringati, con un tocco personale, una selezione magari temporanea e mutevole dello chef. E cosi sia. Due pagine sobrie e scarne ove il focus è sui noodles in varie preparazioni brodose o asciutte. C’è poi una scelta ristretta di bao (tipici piccoli panini al vapore) e di riso in ciotola di pietra con condimenti vari.

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La qualità e consistenza dei noodles e dei wanton (I ravioli cinesi) è perfetta, il giusto anello di congiunzione tra tenace, resistente e gommoso, morbido e viscido, come difficilmente si trova. E poi il brodo nelle varie preparazioni, complesse e profonde. Tra queste, un paio di chicche: la salsa speciale alle 16 spezie direttamente dalla ricetta di famiglia, e la salsa “yibinese” preparata con i tipici peperoncini in salamoia Ya Cai, una rarità.

Notevoli i noodles con frattaglie di pollo (12 euro) e al di là dell’immaginazione quelli con stufato di tendini di manzo (12 euro): tocchi di collagene brunito instabili e maldestri, dal sapore e consistenza sbalorditivi. La zuppa con noodles e wonton ripieni di gamberi e maiale (12 euro) è altrettanto convincente, per la qualità dei ravioli e – naturalmente – per la la “speciale salsa Lampo” che li accompagna.

In nessuna delle preparazioni il pepe di Sichuan, prevedibile ingrediente protagonista in questo tipo di cucina cinese, si impone inopportunamente. E questo è un buon indicatore della complessità delle salse, che non si affidano a pochi ovvi elementi, ma che sfruttano la diversità dei peperoncini usati comunemente in Cina, insieme al manovrare sapiente degli effetti che questi hanno sul cibo e sul palato: termogenico, balsamico, o anestetizzante.

Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano

Tra i piatti di riso, quello con tofu e ragù di manzo in salsa piccante (il Vulcano – 9 euro) richiede nozioni di matematica teoretica per ricordarsi che non esiste un solo livello di infinito, che certi infiniti sono più infiniti di altri, e che, di conseguenza, certi livelli di bollore ribollono e annientano la lingua più di altri. Non di semplice fruizione, questo piatto è uno tsunami carico delle mille sfumature del piccante e della morbidezza di un tofu di alta fattura. Favoloso.

Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano; coniglio; baoIl gusto della nebbia, ristorante cinese Milano; coniglio

Tra i bao (4 euro l’uno) notevole quello con trippa di manzo, mentre gli antipasti sono una marcia indietro. L’uovo centenario (il famoso uovo fermentato nero – 2 euro) è cremoso e delizioso, ma è più marinato che macerato. Più dolce che ammoniaco. Questo sì, forse unico caso, tende la mano ai gusti semplificati più del dovuto. La carta dei vini è minimalista e non degna di particolare nota, ma si apprezza il range di prezzo onesto. Usciamo con circa 26 euro di conto a testa (con una bottiglia di vino divisa in quattro). Splende il sole su Chongqing, nonostante la notte. Nonostante la nebbia.

Il gusto della nebbia, ristorante cinese Milano

Informazioni

Il Gusto della Nebbia

Indirizzo: Via Privata Nino Bonnet 11, Milano
Sito web: ilgustodellanebbia
Numero di telefono: 320 745 1579
Orari: Aperto tutti i giorni pranzo e cena meno la domenica
Tipo di cucina: Cinese sub-regionale (zona di Chongqing)
Ambiente: pacato e gradevole
Servizio: informale amichevole

Voto: 4.3/5