Il topo nel brodo costa al ristorante cinese 190 milioni di dollari

Hot pot è una specie di stufato cinese. Una pentola piena di brodo, che per bollire riceve calore da un fornello, viene sistemata al centro del tavolo e, come accade per la fondue, ogni commensale cuoce l’ingrediente che preferisce. Niente di speciale: carne, funghi, verdure, uova.

Ma tuttavia, fa notare il New York Times, l’ingrediente trovato da un cliente in un ristorante di Weifang, città nella provincia orientale dello Shandong, potrebbe rivelarsi per la catena cinese Xiabu Xiabu particolarmente costoso: un topo.

Un quotidiano locale ha riportato il ritrovamento con tanto di video del cliente, diventato comprensibilmente virale sui social cinesi per tutto il weekend scorso, che mostra il topo appena estratto dal brodo bollente, usando le bacchette.

Tanto è bastato per provocare un tracollo nella quotazione della catena: l’altro ieri, alla chiusura degli scambi, le azioni della Xiabuxiabu Catering Management erano scese di quasi il 12,5%, toccando il valore minimo da un anno a questa parte.

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In altre parole, la scoperta del ratto nel brodo ha bruciato qualcosa come 190 milioni di dollari (circa 170 milioni di euro) nel valore di mercato dell’attività, che è quotata alla Borsa di Hong Kong. Mercoledì la situazione è leggermente migliorata, e le azioni hanno riguadagnato un 3%.

L’incidente è accaduto proprio in un momento in cui la popolarità della catena stava crescendo, anche grazie al successo di un piatto tradizionale come l’hot pot, molto gradito dalle famiglie cinesi.

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Sulle prime, un portavoce di Xiabu Xiabu ha escluso la possibilità che la comparsa del ratto fosse dovuta all’ambiente antigienico, affermazione successivamente ritrattata. Catherine Gao, una rappresentante della società, ha poi dichiarato di aver creato una task force per svolgere indagini approfondite sull’incidente e arrivare alla verità, invitando a farne parte anche terze parti.

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Vista la reazione di tutto il paese, scosso dalla notizia, l’ufficio di vigilanza sui mercati, organismo cinese che vigila sul commercio di beni e servizi, ha ordinato a Xiabu Xiabu di sospendere l’attività per “migliorarsi”. In seguito ha reso noto che nessuna traccia di topi era stata rilevata nelle cucine del locale, ma che erano state infrante diverse altre norme igienico-sanitarie.

Sebbene negli ultimi anni in Cina la popolarità dei locali hot pot sia aumentata in modo esponenziale, molti clienti si lamentano degli standard igienici discutibili, in particolare nei ristoranti che riutilizzano il brodo più volte. Nel caso in questione un’attrazione fatale per il topo più caro del mondo.

[Crediti: The New York Times]

Anna Silveri

13 settembre 2018

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