di Carlotta Girola 4 Agosto 2020
Jiaozi e Bollicine

I ristoranti cinesi di Milano sono stati i primi a soffrire nel “lontano” febbraio 2020, quando ancora sembrava possibile evitare l’inevitabile additando gli involtini primavera come male assoluto. Per un attimo, il milanese medio ha dimenticato l’alone glamour che le trattorie cinesi hanno assunto negli ultimi anni, disertandole. Quindi, come prima cena in città dopo il lockdown, ho scelto “Jiaozi e Bollicine” per tornare alle buone, vecchie, multiculturali abitudini metropolitane.

Super consigliato da una signora milanese DOC, che lo ha eletto come tappa fissa post-lezione di yoga (grado di milanesità: 100), il locale in Porta Romana racconta col nome la sua filosofia: i jiaozi sono le vere star, occupando la metà del menu, mentre la piccola carta dei vini propone diverse etichette di bollicine, creando un abbinamento convincente.

Jiaozi e BollicineJiaozi e Bollicine

Niente di pretenzioso o finto ricercato; il locale è semplice e piacevole, la cucina si affaccia sulla strada, dove ci sono una manciata di tavolini all’aperto. Dalla cucina arriva un assaggio di cetrioli marinati in salsa leggermente piccante: un benvenuto gradito e rinfrescante.

Si inizia con una porzione faraonica di broccoli saltati in salsa di ostriche, antipasto anomalo (è un fuori carta) ma è sempre giusto dar retta ai consigli dei più esperti: croccanti e davvero ottimi nella loro semplicità.

Per chi ama i ravioli cinesi, come nel mio caso, è possibile che si trascorrano i primi dieci minuti davanti al menu cercando di non perderci la testa. Tutti i ripieni sono un inno ai sapori italiani (scopriamo chiacchierando che a gestire il locale è una coppia italo-cinese): abbinamenti classici, ma che di certo non ti aspetti all’interno del tipico raviolo cinese.

La scelta, quindi, potrebbe risultare difficile, perché questo festival del ripieno scatena l’atavica perplessità degli indecisi, o di chi (come diceva la nonna) “ha la bocca più grande degli occhi” e vorrebbe provarli tutti. Detto, fatto. Troppo invitante per poter dire di no l’idea di assaggiare l’assaggiabile e non dover scegliere. Ordiniamo tutti i ravioli del menu (quelli con ripieno di carne di canguro e di salmone non erano disponibili). Uno per ciascun tipo per un totale, a testa, di13 jiaozi.

Il bello di “Jiaozi e Bollicine” è l’assoluta libertà di composizione del piatto di ravioli: si possono ordinare di un solo gusto (consigliato solo a chi si è già fatto un’idea del resto dei ripieni), oppure potete optare per un piatto in versione “condivisione XL” e scegliere anche un solo raviolo per tipo.

Jiaozi e BollicineJiaozi e Bollicine

Impossibile confondersi: ogni raviolo ha un colore diverso dagli altri, ma soprattutto (cosa non sempre scontata) il ripieno è decisamente riconoscibile al palato. Nemmeno in un caso su 13 capiterà di confondersi: i gamberi sanno di gamberi per davvero (e non sono in poltiglia), il cavallo pure, per non parlare della versione con polpo al vapore, patate e prezzemolo.
Trasalimento da madeline per il jiaozi alla zucca ed amaretto, ricordo d’infanzia svecchiato. Buonissimi quelli con friarielli saltati in padella e salsiccia piccante.

Iniziale perplessità sul raviolo azzurro che ricorda il gelato al gusto puffo, ma basta un morso e passa la paura, ogni tanto è bello anche non prendersi troppo sul serio e giocare col cibo, l’importante è che sia di qualità.

E in effetti i Jiaozi (cotti al vapore e ripassati qualche minuto sulla piastra) al tavolo diventano un gioco, un piatto conviviale da scoprire e su cui confrontarsi, nel nostro caso è scattata ovviamente la top 5. Lo scetticismo ti porterebbe a pensare che il ripieno possa essere rimpasto di parti non pregiate o, ancora peggio, di scarti raffazzonati. Non è questo il caso: a cominciare dal jiaozi con pomodoro del Piennolo DOP e mozzarella di bufala campana, il mio gradino più alto del podio. Sembra un raviolo, e lo è, ma in bocca si trasforma in un boccone di pizza. E, a dirla tutta, di una buona pizza.

Conto buono e giusto, considerando anche il fatto che abbiamo scelto la bottiglia più costosa in carta (ma chiedete, hanno anche diverse etichette extra). Servizio informale e sorridente (al netto della mascherina), sorbetto mini al limone e grappa alle rose offerti, ma attenzione che la grappa è un’assassina.

Una scoperta davvero piacevole, che fa venire voglia di tornare per sperimentare anche gli altri piatti (tipicamente cinesi), ma anche di riassaggiare i jiaozi per aggiornare la classifica.

Informazioni:

Indirizzo: Via S. Rocco, 17, 20135 Milano MI

Numero di telefono: 331 850 5089

Orari di apertura: aperto dalle 11.30 a mezzanotte tutti i giorni; la domenica e il lunedì dalle 19 a mezzanotte

Ambiente: semplice e informale

Voto: 3.5/5